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Ho letto tutti e due i romanzi di questa serie. Non potevo accontentarmi della conclusione di Furens Lupus Sum.
La storia rimaneva sospesa alla morte di Lucio e alla sconfitta della perfida Germana, donna senza scrupoli, sorellastra di Silyen.
Che era successo? Silyen e Lucio si erano riavvicinati dopo aver scoperto le trame che lo avevano separati. Purtroppo qualcuno di ignoto desiderava la fine di Silyen, qualcuno aiutato dalla malvagità di Germana. La narrazione rimase sospesa a Silyen decisa a vendicare la morte di due dei suoi cari, Lucio e suo padre.
Se Furens Lupus era il nome di battaglia di Silyen (Lupo Impetuoso) Tiger Indomabilis è quello di Lucio. Questa scelta perché? Perché se nel primo libro il punto di vista del racconto è quello della giovane e combattiva Silyen, nel secondo, quello prevalente è quello di Lucio. In realtà, Tiger Indomabilis cambia punto di vista tra i diversi personaggi principali strettamente legati a Silyen. Una bella scelta per narrare tutta la storia è i momenti contemporanei visti dagli occhi di personaggi diversi in prima persona. Un metodo che permette un forte approfondimento psicologico.
Se nel primo libro eravamo nella perfetta Roma e nel libero Nuovo Mondo, qui siamo catapultati nell’aria realtà dell’Oceania , la colonia penale della Repubblica Romana dalla quale nessuno fa ritorno. La carcere non svolge il dovere di rieducare i colpevoli e reintrodurli in società, ma deve cancellarli. Isolarli, privarli di nomi e ricordi, costringerli a fare guerra tra loro. Cannibali e Impalatori, che vivono di morte e devastazione si contendono il territorio assieme ad un druido donna, Gwenn e alla Setta dei Cristiani.
Silyen e i suoi si ritrovano tutti lì al seguito di persone care inviate al confino in Oceania. La narrazione si apre sul caos, illuminato da un potente guerriero fulmine, ricercato dagli uomini del druido Gwenn. Sylien si imbatte in lui e lo riconosce come Lucio, visto che non ha mai accettato la sua morte, ma quest’uomo asserisce di chiamarsi Tomas. Tomas che significa “gemello”, un nome simbolico di cui non posso rivelare nient’altro.
Non posso svelare altri dettagli sulla trama, perché se lo facessi, svelerei gli inaspettati colpi di scena con cui Aurora Stella mi ha sorpresa, tessendo una storia complessa e carica di riflessioni. Torna ancora il tema del dominio che stavolta di fa più asfissiante. La realtà di Oceania fa sentire braccati in una terra senza luoghi di salvezza. La libertà è lontana, le esistenze sembrano già scritte e dominate da una sempre più presente forza esterna. Ed ecco che realtà è illusione sono divise da un filo sottile.
Il relativismo di ciò che si vede è vincolato dalla percezione. Ogni evento sembra scritto e inserito all’interno di un disegno più grande.
I personaggi di Furens qui sono ancora più approfonditi e vividi. Sono stendardi di libertà che riescono a sopravvivere al caos e a portare la loro tenacia a chi ha perso la speranza. Libertà di scegliere, libertà di amare e di andare contro la classificazione preventiva dei test. Caos e ordine sono due realtà avvelenate ed estremizzate e i nostri eroi le combattono entrambe anche solo vivendo.
La speranza nasce dal fondo dell’Oceania e cresce pagina dopo pagina nonostante gli eventi dolorosi che sono descritti.
Un messaggio potente, che tuttavia lascia il lettore incerto. Non sa se gioire o temere un destino nascosto in un futuro incerto.
Il finale è forte e significativo. Emozionante tanto da strapparmi una lacrima. Se Furens Lupus Sum era bello, Tiger è ancora più potente ed esaltante. Un incastro perfetto di sorprendenti colpi di scena e dettagli. Brava Aurora! Come sempre la tua fantasia ci regala storie sempre diverse e complete, approfondite.
Lo consiglio a tutti, ma solo dopo la lettura del primo volume. Bello!

 

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