“Duri come il granito” di S.Baldoni -Lettere animate. A cura di Vito Ditaranto

 

“Duri come il granito” di S.Baldoni

“Non tutti possono essere piegati. Non tutti possono divenire più duri del granito, molti di noi conserveranno la flaccidità dell’essere che accomuna una società malata e bisognosa di cure. Non tutti nascono e crescono restando quel che sono. Un viaggio svolto dall’interno di esperienze di vita, dai problemi alimentari come il sovrappeso, l’anoressia, dalle perdite, alle ingiustizie, al bullismo scolastico”.


Il romanzo rappresenta una vera e propria autobiografia dell’autrice. Forse più che un romanzo possiamo definirlo un diario intimo, un cammino.  Rappresenta un viaggio interiore. Cos’è un viaggio interiore? Nome strano, avventura interessante. Non è necessario spostarsi in un posto fisico, non avete bisogno né di valigie né di venditori di fumo che vi promettono paesaggi da sogno a un prezzo stracciato. Questo viaggio è una traiettoria verso l’interno, verso l’introspezione. L’autrice, coraggiosamente racconta la sua vita dall’infanzia all’adolescenza. Racconta il mal di vivere di una bambina che viene descritta come diversa.

Ora: “Per favore venite a presentarvi e chiedete a mia figlia come si chiama. Vi assicuro che non mordiamo. Mia figlia è come tutti gli altri. Può essere dolce, amabile, fare i capricci e la monella. E anch’io sono come voi, un genitore che sta cercando la propria strada.” 

Quelli che la gende chiama bambini diversi, io li chiamo SPECIALI .

I bambini si possono amare anche da vicino, anche quelli sudici, anche quelli brutti di viso (ma a me sembra, però, che i bambini non siano mai brutti di viso).-Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov-

L’autrice inserisce nella sua narrazione note storiche  sia personali che societarie, come l’evoluzione della donna e le considerazioni che la società moderna può avere sul singolo soggetto femminile, tutto ciò lo fa partendo dalle sue esperienze. Un libro scritto con le unghia insanguinate e pieno di passioni rabbia e rimorsi che, comunque, non sfioriscono la dolcezza dell’autrice. La storia raccontata da Serena, per alcuni versi assomiglia alla mia, ed è forse per questo che mi ha colpito molto. Ho pianto e sorriso, il romanzo in sé, mi ha emozionato molto. Il messaggio esternato da questo romanzo sorprende, commuove e colpisce nel profondo anche quando ci troviamo di fronte alla perdita di persone che ci erano care per un motivo o per l’altro. Il libro denota un’elevata cultura dell’autrice evidenziata dalle citazioni di Sant’Agostino. Il lessico e la scrittura sono semplici, ma coinvolgenti.  Il libro ha anche risvolti psicologici che in alcuni tratti mi hanno riportato alla mente gli studi di Jung.

“ … quasi egoisticamente, perché è questo che può sembrare quando poi si matura, quando arriva la consapevolezza, quando spero si diventi duri come il granito…”

Molto bello. Consigliato.

Vito ditaranto

 

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