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La tenebra non può scacciare la tenebra: solo la luce può farlo. L’odio non può scacciare l’odio: solo l’amore può farlo. L’odio moltiplica l’odio, la violenza moltiplica la violenza, la durezza moltiplica la durezza, in una spirale discendente di distruzione.
Martin Luther King

 

Il romanzo della nostra Jessica Maccario sembra semplice, dalla trama quasi banale. Si racconta la storia di Sally una ragazza dal passato doloroso che lavora nel secret pub, avvolta da una maschera che le copre il volto e intenta a esibirsi durante i concerti con movenze seduttorie e sensuali. Proprio durante una di queste esibizioni una pallottola la sfiora e la fa precipitare in una storia di inseguimenti, segreti e colpi di scena.

Chi è l’uomo che l’ha salvata?

E perché stanno cercando di ucciderla?

In un crescendo di suspense, Sally riesce a sbrogliare non solo il mistero mai l suo passato.

Mi aspettavo sicuro una storia divertente e rilassate, un thriller romantico, dalle linee ben definite: eroe e fragile eroina da salvare.

Quello che invece non mi sarei mai aspettata è che sotto la veste di romanzo di intrattenimento si nascondesse una storia coraggiosa, una storia di impatto che, pur non rinunciando all’azione, ai colpi di scena e al sentimento alza la voce e si fa sentire.

Sally è una donna che si distacca nettamente dalla protagonista classica del romance Non è una svenevole eroina che si innamora; è una donna con un vissuto doloroso alle spalle, un passato fatto di droghe e abusi.  Un padre che nella sua disperazione resa magistralmente reale dall’autrice non si arrende, e un protagonista maschile di una profondità incredibile come non ne ho mai trovati nei romance. Non un semplice macho bello e dannato; no un uomo concreto, sensibile ce si scaglia contro gli stereotipi femminili.

Il tema principale sembra essere quello della droga, della dipendenza che ingabbia la libertà personale. Eppure il libro va oltre. E abbraccia il tema del vilipendio della femminilità ingabbiata in ruoli stereotipati, della violenza gretta e psicologica che la donna, specie se resa fragile e insicura dagli eventi della vita, si trova a subire dagli uomini e dalla società.  Ecco che fragilità e dolore si accompagnano alla via d’uscita che prevede il rifugio nei paradisi artificiali che ottenebrano la mente e anestetizzano l’anima; siano essi sostanze illecite o semplicemente sesso o ricerca di attenzioni costanti.,

Una denuncia coraggiosa che rende indimenticabile la protagonista e che fa di Sally la voce oltraggiata e arrabbiata di tutte le donne che sono ogni istante e ogni giorno offese dalla brutalità maschile, troppo spesso tollerata e su cui troppo spesso si chiude un occhio.  La Maccario non ci sta. La Maccario non giustifica l’uso prettamente di oggetti sessuali con cui  certe parti del mondo maschile tendono a spersonalizzare le donne.  E alza la voce. E grida la sua indignazione usando la splendida, incantevole voce del protagonista maschile Sean :

 

“Come puoi credere che fosse giusto quello che facevano? Come puoi pensare che ti meritassi di essere trattata così?»….

«Non hai alcun rispetto del tuo corpo. Nessun rispetto di te stessa.» Quelle parole gli sfuggirono velenose, ma in verità era rimasto turbato dal racconto. Si sentiva deluso sì, ma più di tutto disgustato da ciò che l’avevano portata a fare quei tipi. Si meritavano la galera.

«Non… non è vero!» balbettò Sally, entrando in panico quando lui si sollevò. I suoi occhioni lo fissarono imploranti. «Ti prego, non andare via. Farò tutto quello che vuoi.»

Come puoi pensare una cosa simile adesso? Per chi mi hai preso?

Sean le strinse con forza il braccio, aiutandola a rimettersi in piedi. «Io non ti obbligherò mai a fare sesso con me, chiaro? Non tutti gli uomini sono come loro. Non tutti pensano che le donne debbano concedersi senza vergogna. Non riesco a credere che siano riusciti a inculcarti una roba simile in mente. Tu devi decidere con chi stare, tu devi mostrare per prima un rispetto per te stessa.”

 

Ecco le parole che ogni uomo dovrebbe avere il coraggio e la coscienza di dire ogni giorno a ogni donna.  Ecco le parole che ogni donna DEVE sperare di sentirsi dire un giorno.

Il dialogo tra chi si sente vittima e non riesce a vedere una via di uscita e chi invece la indica con un dito; tra la voce avvilita, stanca, disperata di ogni donna e quella rombante e forte della giustizia che prende per il collo una dignità ferita, sporcata e impaurita e la restituisce piena di grinta e di  sana indignazione.

Tra le pieghe di un racconto d’azione oltretutto ben strutturato emerge un valore senza tempo, raccontato con una sensibilità magistrale, prezioso e fondamentale capace di donare il suo vigore e imporsi guidando il romanzo verso uno stile che nulla a che a vedere con la sua origine di racconto d’evasione

No cara Maccario. Non hai creato un semplice romance. Hai creato un mirabile quadro in cui i colori predominanti sono quelli del riscatto, della ribellione, di redenzione di consapevolezza di se; tutto questo mette in evidenza la voglia dell’autrice di innestare in un romanzo  concetti etici che creano, finalmente, qualcosa di diverso e unico.

Perché Sally siamo tutte noi. E Sean è la voce di quella parte segreta che seppur addormentata dall’oblio ci segue e a un certo punto della vita ci mette di fronte a noi stessi e ci cambia inesorabilmente.

La struttura del romanzo è complessa. Coerente e innovativa per i temi trattati, bilancia in modo esperto i colpi di scena utili al romanzo d’azione con la profondità del romanzo sociale senza che appesantire il libro che appare scorrevole e coinvolgente.

La scrittura è aggraziata, leggera senza essere prolissa; e crea una scorrevolezza armoniosa muovendosi con eleganza indiscussa tra temi difficili.  Spessore e leggerezza, romanticismo e profondità sono i punti di forza del romanzo di Jessica Maccario che ci regale figure potenti perfettamente delineati psicologicamente pertanto resi reali dalla sua sensibilità indiscussa, ma anche simbolici, nei quali riconosciamo tutti i drammi che ognuno di noi sperimenta spesso nella vita; voglia di libertà, l’incapacità di salvezza esterna: la salvezza per Sally, infatti,  non viene da qualcuno ma dall’incontro con se stessa:

 

“Nelle ore successive, Sally esaurì tutte le sue lacrime. Nessuno le aveva mai detto una cosa simile. Per anni era passata dalle mani di uno a quelle dell’altro come una bambola di pezza. Per anni le avevano ripetuto che quello era l’unico modo per ottenere la loro grazia

Lei per prima non aveva avuto rispetto, ma aveva seguito quella mentalità per anni e abituarsi a considerarla sbagliata adesso non era semplice.

Si asciugò le lacrime con un fazzoletto ormai fradicio e si guardò attorno. Doveva usuire da lì, cercare Sean e chiedergli scusa.

. «No, avevi ragione tu» disse tirando su con il naso. «Sean mi ha fatto capire che quella ragazza non ero davvero io: stavo cercando un modo per fuggire dal passato, per ricominciare senza mostrare come sono davvero. Mi disegnavo una maschera sul volto per timore che qualcuno mi riconoscesse, mi dicevo che non avrei avuto altre possibilità e quello era il lavoro giusto per una come me. Sono stata così stupida.»”

 

Per il no deciso che la Maccario ha il coraggio di affermare nel suo romanzo, senza eccessivo sentimentalismo io promuovo a pieni voti questo romanzo.

 

“Comincia a pensare con la tua testa, Sally. Rifletti su ciò che vuoi davvero dalla vita”

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