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Spacciare per erotico, un’opera di narrativa di stampo filosofico, poteva farlo solo un’artista estroso come Giordano Alfonso Ricci. Che fosse qualcosa di più, l’ho intuito dalla sua presentazione in cui raccomandava ai lettori di essere senza pregiudizi e di leggere…fino alla fine il libro. Da lì la scintilla della mia inesauribile curiosità che mi ha portato a divorare questo libro in un sol giorno.

Piccola premessa. Di solito evito il genere erotico per due motivi. Uno. Non sono adeguatamente preparata e visto che il mio stile è di analizzare testo e significato, non trovo corretto farlo di un genere di cui sono totalmente ignara. Secondo. Spesso questo genere è difficile da definire essendo per sua natura nebuloso e complesso; da questo si evince che la linea di confine tra erotico e pornografico sia molto ma molto labile e sfumata.  E sinceramente leggermi un manuale anatomico e di evoluzioni ginnaste non mi entusiasma più di tanto.

Pertanto con mio sommo piacere ho subito capito che, chi si aspetta il puro eros rimane quasi deluso. Le scene di sesso fanno soltanto, e sottolineo soltanto, da contorno al piatto principale: una mirabile, elegante e profonda lezione di vita. E io di fronte a un libro che fa pensare mi sciolgo sempre come neve al sole.

Quello di Ricci è un libro che non temo a definire geniale. Parte con premesse che sembrano scontate, le porta avanti fino a un certo livello e le stravolge totalmente lasciandoti basito, stupefatto confuso e strabiliato.  Ecco che dietro lo shock che provoca la trama, abbellita da una tecnica letteraria genuina e pertanto sublime, ci si trova a ammirare la profondità semplice di questo romanzo. Semplice ma non semplicistica. Ed è per questo che lo trovo straordinario…perché apre la mente e innesca il processo del pensiero, e di contemplare un alternativa alle spiegazioni che usiamo di solito. Pensare fuori dagli schemi, distruggere pregiudizi e cliché, riscoprirsi capaci di mettersi nei panni degli altri. Straordinario

In questo libro regna indisturbato e sovrano il tono del grigio, di quella verità cosi schietta che governa la vita , quel grigio che la rende autenticamente naturale che si nutre pertanto di una complessità che spesso per noia o per pigrizia escludiamo a priori nelle nostre elucubrazioni mentali. Che prive di questa importante componente diventano  paranoie asettiche e inutili. Con ironia e con distruttivo sarcasmo, qua si cambia filtro mentale. Qua finalmente le maledette idee dicotomiche sfumano, si confondono fino a che le emozioni e le situazioni diventano altro da come appaiono anzi da come a  comando appaiono.

E’ contro i clichè che Ricci si scaglia con elegante ironia e con dissacrante sarcasmo e tutto condito da questo indimenticabile stile quasi scanzonato di uno scrittore che sembra non prendersi sul serio ma che affonda, distrugge e ricostruisce. La parola guida di Ricci sembra essere presa a prestito dalle teorie di un altro grande filosofo geniale e beffardo chiamata Deuteroapprendimento. Che non è una posizione del kamasutra, ma un termine indicante un preciso percorso formativo dell’essere umano: il terzo grado di apprendimento, quello che non tutti raggiungono: apprende ad apprendere. Questo significa che il protagonista maschile, cosi scanzonato e assurdo, ha il coraggio folle di rimettere in discussione tutto ciò che ha imparato dalla società, dalla famiglia, dall’ambiente  a partire dalla stessa immagine che ha di se. Tutti gli schemi ereditati e acquisiti per inerzia, vengono scardinati, ribaltati e rielaborati non senza un notevole trauma. Il protagonista ha un immagine di se ben definita, edulcorata, standardizzata ben rifinita ma irreale perché troppo granitica. Ed è questa che viene messa alla prova dagli eventi gestiti udite udite…. da una donna.  Grazie a questa donna ( di cui non posso svelare altro) Maurizio impara a conoscersi di nuovo, impara di nuovo a rapportarsi con il mondo delle idee e delle persone sfaldando definitivamente il vecchio se e riemergendo uomo a 360°.

Quello che Maurizio sbroglia sono proprio i fili della gabbia di seta in cui è imprigionato. Cos’è la gabbia di seta? Siamo noi stessi, le convinzioni comode, i comodi stereotipi. La sicurezza con cui etichettiamo il mondo: giusto sbagliato, bianco o nero.  E’ questo noi stesso preconfezionato che resiste caparbio al cambiamento temuto come un salto terrificante nell’ignoto. E cosi i valori non sono più valori ma scudi, il carattere non è carattere ma alibi, le opinioni non sono opinioni ma muri fra se e l’altro. Ecco la Gabbia. Di seta perché la seta è rassicurante, è bella lucente e morbida. E’ elegante e confortevole e quasi ci scordiamo che in fondo, anche se non sono sbarre di ferro è pur sempre una stramaledetta gabbia.

Ecco il merito di questo libro. Quello di inneggiare alla liberazione dai fili di seta che ci limitano, a una visione del mondo che non dominiamo noi ma ci domina che nasconde la complessità dell’essere umano.  Perché non siamo nati per stare immobili su un piedistallo ma fatti di sogni, di passione vibrante, di follia per creare. Siamo fatti per sporcarci a volte di fango solo per renderci conto che possiamo poi spiccare il volo e raggiungere il cielo. Siamo nati per correre senza ostacoli che limitino la visuale.

Aggiungo un altro elemento che domina il libro. E’ scritto da un uomo ed è fondamentalmente femminista. Strano no? Perché il nostro Maurizio, caricatura di ogni difetto maschile, cosi apparentemente arrogante e fiero del suo testosterone in realtà non è il tipico protagonista letterario maschile. Maurizio accoglie, accetta e fa suo un messaggi oche gli arriva da una donna che la società etichetterebbe come outsider. E invece di sentirsi violato, umiliato e degradato dal suo ruolo di genere, lui accoglie quasi con meraviglia e stupore il messaggio di cambiamento di prospettiva. La donna che dona insegnamenti, che si pone come maestra non intacca in alcun modo la sua idea di virilità portandolo a comportamenti chiusi e violenti.  Anzi lascia che questo dono pervada la sua vita e lo sproni a migliorare se stesso e a farne tesoro facendo di lui un meraviglioso esempio di uomo.

Ecco. In un mondo in cui la donna è oggetto, in cui è sottomessa e ancora considerata inferiore abbiamo uno splendido libro che si ribella, che da qualcosa al mondo e a noi donne che osa e stravolge non solo la visione filosofica del mondo, ma anche i ruoli di genere regalandoci finalmente personaggi forti, sani, indimenticabili e profondi. Donne che sono insegnanti e uomini che accolgono e viceversa in un meraviglioso mosaico di bellezza e passione. Ho letto un sacco di tristi  libri misogini purtroppo scritti da donne e ecco che arriva un uomo a donarci qualcosa di prezioso.

Straordinariamente geniale!!!

 

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