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A volte un piccolo libro può fare la differenza. Soprattutto se viene inserito in esso, un linguaggio fresco, ironico e con un sarcasmo benevolo. Il libro di Noemi Renna è questo e molto di più. Scritto con un una sintassi perfetta, e con uno stile semplice ma non semplicistico, riesce non solo a divertire, ma a portare avanti argomenti a volte spinosi con un’effervescenza ammirevole. La nostra Noemi ha un sacco di cose da raccontare, di riflessioni da portare alla nostra attenzione e con quel graffiante scherno, con un eleganza semplice e immediata, si pone da subito all’attenzione del lettore. Strappandogli un sorriso è vero, ma anche imprimendo a fondo sulla pelle significati etici mai banali e mai troppo moralistici.  Mai volgare, mai scontata si muove con una classe innata tra argomenti che, se trattati in modo superficiale, perderebbero di spessore comunicativo, diventando le solite mediocri affermazioni di circostanza.  Irridente ma dolce, la Renna attraversa con stile e garbo i piccoli difetti umani, la paranoie, le ambiguità, le piccole ossessioni che spesso intralciano una visione troppo romanzata del sentimento tra due persone.  E che forse grazie a romanzi eccessivamente edulcorati, noi donne  ma anche uomini , troppo spesso ignoriamo.  La Renna, seppur delusa e a volte basita dalle nostre ipocondrie ama la realtà. Per lei ha più valore l’essere umano nella sua interezza che i soliti banali cliché preconfezionati. Se è vero che non esiste il principe azzurro, è vero che esiste quell’abbagliante sentimento fatto di condivisione, di divertimento, tra due opposte metà della stessa mela. Amore per la realtà si, ma con le debite necessarie eccezioni. Se la Renna guarda con benevolenza le piccole ossessioni ridendoci sopra, si impone con vigore a quelle che sono soltanto distorsioni della personalità. Gli uomini e le donne devianti, patologicamente incapaci ci interagire con l’altro, preda di ossessioni pericolose per la dignità e il rispetto dell’altro  diventano ferree prese di posizione. Non c’è sconto per il violento, per chi gode dell’umiliazione. Non c’è assoluzione per chi sopraffa la donna, per chi le manca di rispetto, per chi la spersonalizza, per chi la manipola o la rende solo preda di bassi istinti sessuali.  Ecco che allora la bonarietà diventa un no importante sulla violenza. Psicologica e fisica. Ecco che la dolce irrisione diventa gelida presa di posizione contro.  La Renna, in quel caso, da perfetta padrona di casa, dotata di un eccellente humour inglese ( non a caso la considero erede della nostra Sophie Kinsella) diventa portavoce della voce oppressa di miliardi di donne nel passato e nel presente, troppo spesso brutalizzate. Li non c’è un cerchiamo di capire spesso deleterio e pericoloso, c’è una Renna che vi intima: scappa! Salvaguardati! Aprite gli occhi togli i veli e inizia a prendere possesso di te stessa!

Ecco che diventa un luminoso esempio di donna per tutte noi e in particolare per bambine e ragazze abituate troppo spesso a sorvolare e stare zitte. Sii bella e stai zitta diventa nel linguaggio originale della Renna tutto il contrario,  ironizza, prendi in giro, smuovi i muri, togli i veli e impara a dire un necessario e liberatorio:NON CI STO!

Nella sua causticità, la Renna si pone come controparte di un’educazione femminile troppo spesso edulcorata da immagini irreali. Non ha caso il libro si apre con una graffiante e completa seppur breve descrizione delle modalità di educazione di genere, fatta da nonne e mamme a bambine affacciate alla vita:

“Fin da bambine, le nostre mamme/ nonne/ tate/ le vocine nella nostra mente, ci hanno sempre inculcato il mito del “principe azzurro in groppa al suo fido destriero”. Con la sua armatura scintillante e la sua lunga spada, sconfiggeva draghi, streghe, matrigne e perché no, pure qualche ramo che ti si impigliava tra i capelli (meglio fare la figura del macho, non si sa mai) e salvava la “bella piccinna”.

Naturalmente vissero tutti felici e contenti. Amen! 

(Vi piacerebbe questo finale vero?) E invece no!!!

Io direi di chiedere dei danni morali a coloro che ci inflippano con queste cavolate. Secondo me potrei vivere di rendita fino alla fine della mia vita.”

Non c’ è spazio per gli stereotipi nel mondo reale. La percezione distorta dei rapporti umani, specie quelli tra uomo e donna diventa una trappola pericolosa che ci porta TROPPE volte nella tana del lupo. E noi non siamo una piccola ingenua cappuccetto rosso, noi a quelle bugie ci vogliamo credere perché cosi ci è stato insegnato.  Affrontare questi stereotipi specie con la forza dirompente della parola scritta , significa togliere maschere, abbellimenti inutili per restituire, finalmente direi, all’amore e ai rapporti umani la loro vera dimensione e essenza. Perché la realtà dovrebbe farci cosi paura? Perché sacrificare la bellezza del caos e l’emozione del non so, con la rassicurante ma stagnante idea del il mondo va cosi? L’amore non è fatto di unicorni e zucchero filato. L’amore è fatto di gesti resi meravigliosi proprio dalle imperfezioni. Se è vero che, spesso, gli umani sono simili a un deserto sconfortante, è ancora più bello sapere che, proprio in quel deserto a volte nascono fiori meravigliosi.  Restituire all’amore la dimensione straordinaria dell’ovvio e del quotidiano, significa rendere libere le donne. Capaci pertanto di scegliere con responsabilità crescendo potenti e decise. Per troppo tempo ci hanno insegnato con indulgenza misogina, che l’amore è cieco, bendandoci e renderci complici di una sottovalutazione dell’altro. Del resto noi future mamme, mogli, compagne dobbiamo essere pronte al sacrificio no? Invece non è affatto vero ragazze. L’amore ci vede bene. Anzi benissimo. L’amore ama i difetti e li modella. Quello che è cieco è l’aspettativa, il bisogno spasmodico di un lieto fine. La donna deve essere restituita alla sua vera autoritaria e granitica essenza, non più principessa ma guerriera E per questo trovo che Noemi Renna, cosi fuori dai modelli di scrittrice perennemente con gli occhi a cuore e considerata, spesso, eccessivamente lucida, diventi con questo libro uno splendido esempio femminile di intelligenza, spirito di osservazione e di dileggio. La sua travolgente simpatia, la sua sensibilità, il suo spirito ironico ma mai funesto né disfattista, cattura, seduce e ammalia. Portandoci piano piano a sostituire gli archetipi, a cui tutte noi fa comodo credere, con una verità fondamentale, egregiamente sintetizzata da una frase di Marylin Monroe, esempio classico di fragilità:

C’è un momento che devi decidere: o sei la principessa che aspetta di essere salvata o sei la guerriera che si salva da sé…
Io credo di aver già scelto… Mi sono salvata da sola.
Marilyn Monroe

Beh ragazze la Renna ce lo ricorda….amate per amore, perché vi colora la vita e ve la rende ancora più piena. Perché a salvarci, credetemi, siamo capacissime da sole.

Straordinario!

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