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Odio e amo. Per quale motivo io lo faccia, forse ti chiederai. Non lo so, ma sento che accade, e mi tormento.

Catullo

 

L’amore e l’odio è il protagonista di questo romanzo che racconta la storia tormentata tra Helen e Manuel.

Una decisa a vivere la sua vita lontano da quello che considera un amore malato pur essendone inspiegabilmente attratta; e l’altro vittima dei suoi demoni interiori, che lo portano a scelte di vita distruttive dalle conseguenze disastrose.

Eppure la Torelli nella sua genuina freschezza e innocenza considera l’incontro spesso infausto tra questi due differenti mondi come un miracolo; sarà infatti la pazienza e la determinazione di Helen a salvare il suo amore dal baratro.

Tutta questa vicenda è condita con colpi di scena in cui si leggono i sentimenti più oscuri del sentimento amoroso; la rabbia, la violenza, il possesso, la gelosia e l’egoismo. L’elemento che più colpisce  è sicuramente la dolcezza e il romanticismo con cui la scrittrice si confronta con questi temi; quasi a voler inconsciamente cercare una giustificazione, il lieto fine, la salvezza anche nell’abisso umano più oscuro.

In uno stile quasi sottile e a volte ingenuo, la Torelli si muove in questo mondo in cerca di ossigeno e luce fino a regalare un lieto fine di speranza come conclusione finale al tormento dell’anima. Ed è questa la sfaccettatura che colpisce. Se da un lato può essere tracciato di ingenua romanticheria, forse, questo cercare la luce ha origine in una fede incrollabile nell’amore come redenzione, nel significato celato dietro a comportamenti a volte estremi, un voler bilanciare luce e ombre anche se spesso e forse proprio per questo, nella vita non è possibile farlo.

Lo stile letterario è fresco e esitante, quasi lirico nella ricerca dell’armonia e spesso forse non è possibile prioprio per il tema cosi importante scelto dall’autrice. La scrittura è scorrevole e riesce a rendere partecipe il lettore trasportandolo con leggerezza attraverso gli eventi che si susseguono incessanti. E’ difficile provare simpatia per Manuel. Nonostante la sua redenzione, ed è invece con occhio indulgente e spesso nostalgico che io, vecchia zia, osservo Helen…

Chi non ha cercato di lottare con unghie e denti per il suo amore?

Chi non ha provato una volta nella vita a lottare contro le decisioni dell’altro e le sue debolezze?

Quando è passato prima che noi novelle Helen entrassimo nel labirinto del cinismo…

Nonostante tutto, la Torelli riesce a creare un mondo interessante, anche se la sua delicatezza e la sua sensibilità deve essere sfruttata la massimo per rendere i suoi romanzi più incisivi e meno lirici. Mi aspetto molto da questa emergente coraggiosa e delicata, attenta e quasi emotiva.

Apprezzabile la capacità di donare leggerezza al testo senza appesantirlo con eccessive melensità. Donare leggerezza ai testi non è da tutti.

Spero che le notevoli doti empatiche e di percezione psicologica dell’animo umano di Doriana Torelli, vengano sempre più sfruttate per creare dei piccoli paradisi in cui per un attimo lasciare nel mondo reale cinismi, freddezza e disfattismo per aprirsi davvero al mondo dei sentimenti.

 

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