LA CAMERA ARDENTE DI GIACINTA CARUSO- Panesi Edizioni. A cura di Micheli Alessandra

51vOyXQpcLL.jpg

 

Se il titolo vi fa sperare in un qualche libro scabroso o con connotazioni hard, vi comunico che siete in grave errore.

La Camera ardente è un giallo storico, ambientato alla corte del re sole. Più precisamente, fa riferimento a una delle più ambigue e intricate faccende della corte francese. Questo scabroso episodio, coinvolse nomi di potenti dell’epoca, mettendo a nudo il clima di amoralità e di perversione di una corte soltanto apparentemente sofisticata ma che nascondeva la sua natura scellerata sotto pizzi e velluti eleganti.   Questo scandalo del diciassettesimo secolo, avrebbe portato a un vero e proprio scompiglio ai vertici del potere, spianando la strada alla rivoluzione francese.

Voltaire definì la faccenda con la sua graffiante penna condensandola in una frase precisa:“Il crimine infettò Parigi”.

Tutto iniziò da un matrimonio infelice, quotidiana pratica di un ambiente dedito a mantenere il potere entro ristretti meandri. La marchesa de Brinvilliers era stata costretta a sposare un uomo anziano scelto per lei che, però, non le impediva di vivere la sua intimità con vari amanti, senza che questo comportamento scandalizzasse nessuno, in quanto il libertinaggio, era pratica diffusa, considerando che i matrimoni erano convenzionalità, combinati per motivi economici e dinastici. Nessuna condanna per la marchesa, dunque. Tutto però inizio a cambiare quando, prese per amante un uomo di pessima fama, il conte Saintecroix , un uomo ambiguo che fu addirittura costretto a un soggiorno in carcere. Al suo ritorno il conte portò con se i frutti di disdicevoli amicizie strette in carcere che lo renderono partecipe di un’arte molto particolare, direi anche pericolosa:  ossia l’arte dell’avvelenamento. La felice coppia, decise di mettere in pratica questi segreti oscuri; fu cosi che iniziarono a morire misteriosamente alcuni importanti personaggi: il padre della marchesa, due sorelle, un fratello, il lacchè a tanti altri poveri miserabili dell’ospedale maggiore dove la dolce pulzella andava a portare conforto. Quando il conte morì misteriosamente nel suo laboratorio, lasciò una lettera nella quale accusava la dolce fanciulla di tutti questi efferati omicidi. Dopo una serie di rocambolesche avventure la nobildonna fu processata nel 1676 mostrando un’immagine spavalda e coraggiosa di se, che però non le risparmiò la morte e l’umiliazione pubblica. Stranamente, con il tempo, l’immagine della nobildonna prese una strada particolare e oserei dire bizzarra;  la trasformò in una sorta di martire di un sistema che, oramai aveva mostrato tutto il suo marciume.

Ecco che si iniziò cosi a sollevare il velo dell’affare dei veleni. E attraverso le indagini, portate avanti dal luogotenente della polizia la Reyne, uno dei protagonisti del romanzo, si scoprirono altri rami di un complotto che non stenterei a definire secolare. Il territorio sondato da la Reyne era, infatti, vastissimo e profondo tanto da sfiorare,  intrighi politici più che amorosi ( tipo l’omicidio del duca di Savoia del conte di Soissons). Emerse un quadro orripilante: a Parigi mandanti, ipotetiche vittime erano un numero impressionanti. Fu cosi aperta, per decisione di Luigi XIV, la camera ardente, il tribunale speciale composto da illustri membri tra cui lo stesso la Reyne. La camera lavorò dal 1679 al 1682, tenendo ben 120 sedute: in tutto 36 condanne a morte 23 esiliati e 5 ergastoli e molti sorvegliati. Tra questi c’erano personaggi di spicco come la favorita del re, la diabolica madam de Montespan personaggio molto contestato ma di sicuro presenza costante e presente in ogni scelta del monarca.  Un sovrano molto volubile alla bellezza femminile, annoiato e vittima del suo ruolo che costrinse la Montespan a rivolgersi al mondo occulto per tenere viva su di se la benevolenza reale. Tra le sue frequentazioni sovrannaturali ci fu un altro personaggio di dubbia moralità, la celebre la Voisin ( all’anagrafe Catherine Dshayes montvoisin). La fattucchiera, scaltra e astuta era al centro dell’affaire dei veleni e soprattutto era impelagata con messe nere a cui la Montespan partecipava entusiasta.  Secondo molti storici era tutto eseguito per noia, per folclore, passatempo preferito di ricchi annoiati e spesso frustrati, che poteva finire tutto in una bolla d’acqua, se non fosse stato scoperto un aspetto tenebroso di questo satanismo da ricchi: l’uccisione di neonati presi da sfortunate popolane disperate in cambio di soldi.

L’epilogo fu classico: la Voisin fu abbandonata dai suoi potenti amici  finendo sul rogo ma, la favorita, fu salvata dalla passione del re che fece cadere le accuse e le ricerche (non solo su lei ma anche su latri esponenti della sua corte). Per salvare l’apparenza il re fece formalmente decadere i favori un tempo accordatali; ma in realtà ,la Montespan tenne i titoli, denari e la vita. E in fondo, si vocifera, anche i favori del re.

La Caruso con mano esperta, fa rivivere questa straordinaria pagina storica, antesignano non solo della rivoluzione ma anche di intrighi che investono tuttora la nostra società, magari abbelliti, magari edulcorati ma con gli stessi identici caratteri (come scordare la P2). Ecco che il libro diventa un omaggio sarcastico a un’elite corrotta, decadente che tenta di stringersi a se e ai propri privilegi per non crollare come un castello di carte. Ma alla fine ci mostra come, lo sfaldamento di valori e di una credibilità del potere porta, prima o poi a una sua corrosione interna ed a un definitivo crollo traumatico e definitivo. Il potere ha bisogno di basi solide per potersi mantenere, ha bisogno di costate energia fornita dal popolo di cui, nonostante tutto, è riferimento e delegato. Ha bisogno di consensi continui e se non li riceve perché non più in grado di reggere e assicurare il ruolo di garante della stabilità e armonia, non è più necessario. Senza consenso, senza sostegno del popolo il potere non è che un guscio vuoto. La legittimità al tempo del re sole fu traumaticamente ferita e dissolta dagli scandali dalla morale corrotta dalla noia e da privilegi mai conquistati ma sempre ereditati. Muto, stagnante, granitico monumento di un mondo che necessariamente cambiava, l’aristocrazia francese, cosi come altre elite del potere, non seppe adattarsi ai tempi e alle esigenze tutta dedita a venerare se stessa e mantenere uno status quo impossibile da mantenere.

Favolosa l’analisi psicologica dei personaggi del tempo, perfette caricature del loro tempo tra cui spicca per bellezza e forza del commissario Savarin. Un uomo colto, moderato che assiste con disgusto alla decadenza che vede crescere durante le sua indagini giorno per giorno. Il commissario è il simbolo della purezza intellettuale che si scandalizza davanti al marciume proprio perché, con mente scientifica e razionale, riesce a comprendere come i piccoli dettagli, quelli a cui il potere no presta più attenzione, non fanno altro che deturpare il volto di un paese che perde giorno per giorno se stesso.

Omaggio all’impunità del potere che non riesce a far fronte alle proprie colpe, la camera ardente è un thriller storico colto e molto avvincente. Un thriller che coinvolge e che fa anche riflettere. Perché in fondo l’affare dei veleni non è che un paradigma distorto della nostra squallida società. Soltanto che noi abbiamo meno alibi, rispetto a quei tempi oscuri.

 Con una tecnica scorrevole ma accattivante, Giacinta Caruso restituisce dai polverosi ricordi una storia quanto mai attuale, ben scritta ricca di colpi di scena ma anche erudita e profonda. Meraviglioso

 

3 pensieri su “LA CAMERA ARDENTE DI GIACINTA CARUSO- Panesi Edizioni. A cura di Micheli Alessandra

  1. Pingback: Rassegna stampa La Camera Ardente - Panesi Edizioni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...