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Leggere un libro come quello della Giustiniani è un incanto per la mente. Ricco di colpi di scena ma anche dotato di storia, di poeticità e di significato rende il mestiere della blogger ricco di soddisfazioni. E’ sicuramente difficile descrivervi un libro che non stento a definire un capolavoro, ma ci proverò.

Innanzitutto si tratta di un romanzo thriller estremamente movimentato con degli accenni storici accurati e perfetti; direi che possiamo paragonarlo al bestseller di Dan Brown con un’unica differenza: quello della Giustiniani è scritto in modo impeccabile, e i dati sono ricavati dalla storia più che dal sentito dire. Protagonista del libro non è come il solito una persona, si tratta di un racconto incentrato sulla figura più controversa della storia, più sfuggente e più misteriosa ossia la figura del serpente. Il serpente è qua presentato prendendo spunto dalla filosofia celtiche che indicava con il termine wyrd o weird oppure Wouivre ( cosi come si presenta nel prologo questa straordinaria potenza). Questo è un concetto molto interessante e particolare, spesso sfugge alla mentalità dell’occidente perché legata a un senso dell’universo profondamente distante dal nostro. Ma la Giustiniani lo padroneggia benissimo quindi mi devo inchinare davanti alla sapienza. Il Wouivre è molto semplice eppur complesso; indica secondo l’antico pensiero celtico ( ma anche animista) semplicemente l’energia universale che alimenta e anima il mondo.  Un concetto che ha ripreso poi anche il genio di Einstein  (come saprete, spero, Albert Einstein non fu soltanto un grande fisico, ma soprattutto un filosofo e cambiò radicalmente il paradigma di interpretazione del mondo fisico portando avanti la concezione olistica del mondo, secondo la quale il cosmo era un tutto ordinato e armonico secondo le leggi di un entità energetica impersonale. In sostanza Einstein portava avanti una sorta di raffinazione del sistema di pensiero arcaico denominato animista. Affascinato dal “mistero dell’eternità della vita e dal barlume della meravigliosa struttura del mondo esistente”, dal panteismo di Spinoza, ma che finalmente trattava il corpo e l’anima come un’unità e non come due cose separate.) . Quest’energia non avvolge soltanto il mondo fisico ma dà forma e sostanza al mondo delle idee, al mondo introspettivo e ai parametri con cui impariamo a rapportarci con il mondo. Questo significa che, l’energia del wyrd attraversa, oltre che la forma le dimensioni dello spazio e del tempo. Il wyrd, oltre che essere perfettamente rappresentato come una tela di ragno ( Aracne è la Dea regina di questo principio) non è affatto lineare. Questa forza segue un andamento ondulatorio e oscillatorio, una linea serpentina che si intreccia avvolge, e segue percorsi non prestabiliti. Ecco perché spesso il segmento energetico che forma il wyrd è simboleggiato dal serpente. Non soltanto per il suo moto, ma anche per la capacità di trasformarsi; il wyrd attraversando tutto il creato, formando pensieri, dando origini a tempo e spazio non è mai, e non può mai essere simile a se stesso. Il serpente è una linea vivente che può prendere tutte le forme, che attraversa per la sua flessibilità e fluidità ogni dimensione, la possiede e la incarna. Ecco che il serpente che racconta la Giustiniani, nasce dall’incontro con il flusso vitale umano e la linfa di un albero. Una stupenda descrizione dell’origine dell’energia manifestatasi nel mondo terreno secondo le più antiche concezioni gnostiche. Il sangue è il principio vitale per eccellenza, il simbolo della vita umana che dà vigore e potenza, qualcosa di “carnale” e terreno, mischiata con la linfa di un albero ( Xiandra, stupenda protagonista del libro, appartiene alla schiera di splendide rappresentazione dell’albero della Cabala o della vita) che è la manifestazione dell’energia divina. Il serpente, ossia l’energia manifesta nasce da questo incontro dotato di due natura che incorpora e spesso sorpassa, partecipe di cielo e terra, profondamente unito a due differenti ( ma poi non tanto) realtà dell’esistenza. I serpente è l’energia che le collega, che mette in comunicazione corpo e spirito. Ecco che questa straordinaria manifestazione si fa presenza viva e costante nel mondo terreno, attraversa e ne colora i secoli e si nutre pertanto di battaglie di lotte, di dolore amore, ma anche di orrore e devastazione. Simbolicamente il serpente passa attraverso la parte negativa o oscura del mondo e si rigenera al massimo grado sviluppandone la vita, nell’eterno ciclo creatore. Ecco che le spire di questo straordinario eroe avvolgono la storia, anzi la Giustiniani saggiamente sceglie episodi precisi e credo con un intento preciso, dove la rivelazione sboccia all’improvviso come un fuoco all’orizzonte, una sorpresa un evento inaspettato, qualcosa che rompe lo schema di noi osservatori esterrefatti di fronte ai segreti che quest’energia porta con se. Ecco che si snoda la vicenda, controversa e spesso pregiudizievole, di Salomè. Il serpente l’accompagna mostrandocela nei lati più occulti più intimi che lui conosce perché conosce l’essenza delle cose, ci mostra la vera faccia delle crociate, l’orrore del potere che sfrutta la giovinezza, la condizione della donna, la schiavitù. Ci mostra orrore e bellezza dei tempi andati, fino ai giorni nostri, dove in fondo cambiano gli slogan, le tecniche ma dove la povertà dell’uomo che ha perso dio ci appare agli occhi e ci rende schiavi della decadenza.

Lo stile? Lo stile non è semplice. Il linguaggio è poetico di quella poeticità degli antichi racconti epici che hanno in se la grazia accanto all’orrore, scorrevole ma profondamente metaforico dove ogni pagina è qualcosa di più del mero racconto thriller, ma è simbolo, è conoscenza antica, è tradizione e gnosticismo,è spiritualità ma anche sensualità, è creatrice di nuove realtà ontologiche ma anche depositaria e custode delle vecchie. Il libro di Isabella semplicemente è.  Non può essere descritto, catalogato, analizzato è splendore purpureo di templi antichi di Babilonia, è emozione davanti all’arte. E’ esperienza sensoria profonda e devastante perché cambia, modifica le prospettive dà una nuovi occhiali con cui guardare il mondo.

Il libro della Gistiniani va semplicemente non letto, assaporato, gustato, trattato con la meraviglia che di deve a un’opera d’arte.

Non ci sono parole.

 

 

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