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“Amor che nullo amato amor perdona”.

 

La frase forse più conosciuta della mastodontica opera di Dante Alighieri rivive in queste pagine scritte di getto…come a liberarsi del peso a volte soffocante dell’amore. Ecco cosi nascere il libro di Leonardo Ulisse “Silenzi”.

 

“Ritorna in te. Ho sbagliato persona? Non dirmi che ho sbagliato a vedere, non dirmi che non sei mai stata così. Se non ho capito niente di te, non capirò mai nessuno. Ritorna alla tua forza, anche senza di me. Non dirmi che sei cambiata, questo non è cambiamento. Ci si evolve non si peggiora. Sta cercando di cancellare il tuo passato. Una persona si ama e si accetta nella sua compattezza, con il suo passato. Perché? Il suo passato l’ha resa la ragazza di cui si è innamorato.“

In realtà come lo stesso autore precisa nella prefazione non si tratta di un’opera narrativa classica; quanto piuttosto di un romanzo epistolare che si interroga sul significato del’amore in genere e del suo amore in particolare.

 

“Sono stato riportato alla realtà, bruscamente. Avevo creato una mia dimensione ideale avevo trovato la felicità e invece è finita lì. Non ha avuto durata lunga. Hai scelto lui e io sono andato avanti con la mia vita, ti ho pensato sempre meno in questi ultimi mesi ma il destino scherza con noi o come dice il tuo cantante preferito “forse qualche dio non ha finito con noi” qualcuno mi ha iniziato a parlare di te, senza sapere chi tu fossi per me, mi ha presentato una ragazza che io non conosceva ma che aveva il tuo nome e la tua storia. Ho iniziato a sudare freddo, non potevo credere che tu non eri la ragazza che ho conosciuto. Mi sono sentito stupido perché io avevo visto solo quella ragazza fragile, sentimentale e dolce che invece non eri. Eri come Dottor Jekyll e Mister Hyde. Sono passati mesi da quella sconvolgente scoperta, e spesso ho pensato di ricontattarti ma ho desistito sperando che lo facessi tu per entrambi. Ho capito che non mi importava del tuo lato oscuro, che se l’avessi conosciuto non mi sarei tirato indietro. Ho capito che amavo sia Dottor Jekyll sia Mister Hyde, a me importava solo che fossero in TE.”

Non si sofferma sui dettagli e sulla nascita oggettiva della storia che lo segna, quanto sulle emozioni e sul significato che queste prenderanno nella sua vita, fino a distruggerlo e a ricrearlo come persona nuova.

“Come due cose così contrarie possono coesistere? Il motivo è unico: tu. Te con le tue contradizioni, con la forza che dimostri e la fragilità che nascondi. Mi hai concesso la chiave per una parte della tua anima di cui le persone che la conoscono si contano sulle dita di una mano. Mi sto sbagliando? Voglio abbandonarti ma non ci riesco, se ne fossi capace non sarei qui, né ora né mai. Io provo amore ma non vorrei, è un’emozione che non controllo io che vorrei controllare tutto il mio mondo. Non mi è facile rivelarti tutto questo, ma quando avrò finito forse ti consegnerò alla carta, all’eternità? Il tuo sorriso, ad oggi, che di tempo né passato, mi fa vibrare anche da lontano.”

 

Appaiono nelle lettere tutte le sfaccettature dell’amore travolgente; il dolore, la delusione, le domande infinite e senza risposta, la distanza come benzina gettata s un sentimento acceso senza un perché, la rabbia di non riuscire a distaccarsi dall’immagine della persona amata e la disillusione di fronte alla conoscenza del reale volto dell’amato, una volta caduti i veli dell’innamoramento.

 

“L’emozioni sono tante, e le lacune ancora di più ma spero che siano proprio questi vuoti a concederti la possibilità di immedesimarsi nelle mie parole. Questo amore si è consumato, e per tanto ho il coraggio di renderlo pubblico, ormai sono ferite rimarginate di cui porto con fierezza le cicatrici. Non guardarle semplicemente come lettere d’amore scritte per qualcuno, ma assaporale come lettere scritte per Amore.”

 

La domanda che pervade ogni lettera è quella che si pose Dante secoli prima: può un amore cosi travolgente, cosi passionale, cosi intenso e totalizzante non essere recepito dall’altro? Può un amore cosi amato non riuscire a travolgere anche l’oggetto della nostra passione? E’ un opera di poche pagine ma molto intensa, forse a volte troppo come una diga rotta che erutta emozioni senza un ordine. Prende sicuramente e avvolge lasciandoti stordito e spaesato. Seppur il giovane autore ha bisogno di calibrare meglio la gestione di quell’emozione è sicuramente riuscito a trasmetterla.

 

“Nella vita non si dovrebbe mai smettere d’amare, perché anche se fa male, anche se fa paura, anche se può uccidere, ci consente di respirare, vivere. Amare non significa sempre stare con qualcuno, amare non significa appartenere esclusivamente a quella persona, amare non significa cercare di limare quei difetti che non ci piacciono, amare non significa indossare una maschera anzi è mostrarsi nudi davanti a chi potrebbe toglierci tutto ed invece ci regala un respiro.”

 

Lo stile è al tempo stesso e lirico, sofferto e disperato, gravato dall’oscurità di sensazioni pesanti come sono pesanti i dubbi in amore. Questo stile particolare, quasi romanticista ha sicuramente acceso la mia attenzione ricordandomi quasi i libri epistolari dell’ottocento.

 

“In ogni mio discorso, ogni pensiero, ogni idea che nasce in me, tu ci sei. Celata dietro un tendone fitto o nascosta da un velo, tu sei lì. Sei entrata in me e come Attila, flagello di Dio, hai fatto terra bruciata, ma poi sei stata il primo fiore a nascere. Eravamo un noi che non c’è mai stato, e mai sarà; anche se mi illudo che la nostra storia non è ancora finita. Dovrei dire iniziata. Ora cosa siamo? Siamo un io e te distanti. E dopo anni, all’incontro dei tuoi occhi tremo ancora, come allora e più di ora. Che cosa ironica, sembra una canzone che forse qualcuno ha già inciso, o non scriverà mai.”

 

Uno stile da incoraggiare appunto perché diverso e innovativo rispetto alla letteratura esordiente di oggi. Consiglio: calibrare meglio l’emotività, curare di più lo stile e giocare con una capacità comunicativa sicuramente dotata di stile evocativo e lirico. Mi auguro, spero vivamente che sia solo l’inizio del cammino di un giovane scrittore dotato di una sensibilità e di una delicatezza a raccontarsi e raccontare che è rara a trovarsi. In bocca al lupo!

 

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