“ALASKA”, di Brenda Novak, editore GIUNTI. a cura di Vito Ditaranto

 

Hilltop è una piccola cittadina satellite di Anchorage in Alaska, conosciuta e frequentata principalmente per le piste da sci. Hilltop è anche l’ambientazione della serie TV americana: “The Walking Dead”. L’Alaska è un posto incantevole il paesaggio è da sogno. In passato ho visitato un posto simile al luogo descritto dall’autrice di questo magnifico thriller: “Goose bay in Canada”.  Per questa ragione conosco abbastanza bene le bellezze dei luoghi descritti. L’Alaska e un luogo magico dal fascino unico, che comunque mi piacerebbe visitare, magari con la mia piccola Miriam.  Il mio amore per l’Alaska nasce qualche anno prima aver visto il film “Into the Wild”. Quel film ha alimentato la mia voglia di prendere e partire. Anche se, forse, ha solo aumentato la mia voglia di visitare quei luoghi! Non c’è giorno in cui non sogno di mollare tutto e partire, ma qualcosa mi blocca: la paura. O forse non voglio nemmeno partire, non è il viaggio in sé che mi  manca ma un cambiamento, uno qualsiasi. Fosse anche solo il lavoro, o la città in cui vivo, o la compagnia che frequento, o… Da piccolo, alternavo i cartoni animati ai documentari e mi capitava spesso di vedere questa Natura Selvaggia dell’Alaska; “L’Ultima Frontiera”, come la chiamano i locali. Senza ombra di dubbio un protagonista incontrastato di questo romanzo è rappresentato proprio la natura selvaggia, l’ambientazione è parte integrante della storia: l’Alaska è un luogo dove la natura regna agevole, dove tutti, uomini e animali devono sottostare alle potenti regole della creazione.

…Il buio perenne era uno degli aspetti dell’Alaska a cui era stato più difficile abituarsi, ma la depressione che poteva causare sembrava poca cosa in confronto alle altre conseguenze di quella pesante cappa di nuvole…”

 

Un’ambientazione da urlo piena di brividi efficacemente costruiti e descritti in maniera molto accurata tale da essere definita “certosina”.  

“Il mondo esiste solo nei tuoi occhi, ovvero nel modo in cui lo concepisci. Puoi renderlo più grande o più piccolo a seconda di come desideri” (F. Scott Fitzgerald). 

L’ambientazione è uno degli elementi più importanti di un buon romanzo. Se sviluppata correttamente, può davvero portare il romanzo a vivere e affascinare i lettori come in questo caso. Brenda Novak crea un buco aperto nelle pagine facendo cadere il lettore nel mondo di “Evelyn Talbot”. Il tempo segna in maniera permanente la protagonista Evelyn Talbot, psichiatra in una clinica di massima sicurezza intenta a studiare i peggiori serial killer degli Stati Uniti, spesso costretta a fare i conti con il suo passato da incubo che denso riemerge; quest’ultimo aspetto mi ha ricordato per alcuni versi   “Il gioco del male”,  di Angela Marsons, letto di recente.  “ALASKA”, altro non è che un percorso tortuoso e in salta, un sentiero in un viaggio onirico, un viaggio nel passato, omicidi strazianti che aspettano giustizia, un viaggio nella mente carico di suspense. La storia è veramente ben costruita.  Ogni personaggio ha una sua personalità delineata con zelo.  Baudelaire direbbe:

 “Il male viene fatto senza sforzo, naturalmente, è l’opera del fato. Il bene è sempre il prodotto di un’arte.”.

Dove per bene io intendo l’opera magistralmente studiata dell’autrice. Comunque, una spietata serie di omicidi efferati mineranno l’equilibrio psicologico di Evelyn. La giovane psichiatra, in ogni modo, riuscirà a frenare le emozioni ed i traumi del passato, che inesorabilmente codizioneranno la protagonista in ogni sua decisione con determinazione e fermezza.

“…Ti stai lasciando inghiottire dalla tua attrazione per quei senz’anima, e questo non ti farà bene… le aveva detto sua madre solo qualche settimana prima…

La narrazione risulta inquietante, a volte critica, ma coinvolgente, claustrofobica, facendo divenire l’intero romanzo un  thriller da non perdere assolutamente. Compulsivo, con una costante sensazione di pericolo per alimentare l’ansia del lettore è un thriller dalla lettura obbligata. Durante l’arco del racconto intervengono altri attori alla narrazione, personaggi molto ben delineati, nelle loro frenesie, ossessioni e singolarità, che renderanno il carattere di ogni personaggio un elemento unico da apprezzare. Lo stile narrativo dell’autrice riesce a mantenere alta l’attenzione con ripetuti brividi che lasciano il fiato sospeso, passando dalla suggestiva descrizione del magnifico paesaggio alla spennellata, quasi fosse un dipinto di Giotto, semplice ma incisivo nella sua bellezza, analizzando le ansie psicologiche dei protagonisti, facendo intendere al lettore che in qualsiasi momento possa avvenire qualcosa di orribile. Attraverserete leggendo questo romanzo “30 giorni di buio” (senza i vampiri del film), solo dopo poche pagine. Alla fine del racconto, comunque, tornerà il sole.

“… «Buongiorno» lo accolse facendogli segno di entrare. Lui si avvicinò, guardandola con fare circospetto. «Lo è, una buona giornata?»

Evelyn incurvò le labbra in un sorriso e indicò la finestra. «Eccome. Non ha visto il sole?»…”

Non posso che  raccomandare vivamente la lettura di  “ALASKA”,  di Brenda Novak.

Il verdetto: lettura obbligata.

… a mia figlia MIRIAM con infinito amore vito ditaranto.

Un pensiero su ““ALASKA”, di Brenda Novak, editore GIUNTI. a cura di Vito Ditaranto

  1. è vero che l’ambientazione è uno dei temi più importanti nei buoni romanzi. infatti qui l’alaska non c’è. non c’è nessuna descrizione del paesaggio o delle case o delle strade. le uniche cosa che descrive sono il freddo e la tormenta. niente che mi dica che sono in Alaska. semplicemente: l’Alaska non c’è. Non è un gran romanzo. Lo finirò solo per scoprire chi è l’assassino.

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