“Sex and the Vatican: Viaggio segreto nel regno dei casti” di Carmelo Abbate, edizioni Piemme. a cura di Vito Ditaranto

 

LIBRO E RECENSIONE VIETATA AI BIGOTTI.  Se, invece, non vi ritenete bigotti, non stancatevi di leggermi, anzi, cominciate

Se scrivessi in un altro paese, e non in questo paese di bigotti dove anche Dio è cattofascista o cattocomunista, forse mi godrei un poco la vita, andrei in giro, avrei voglia di incontrare qualcuno; incontrare un italiano, per me, ormai significa incontrare un bidone, il solito intimista con la sua stracca mozione dei (suoi) sentimenti e dei suoi bisognini (sempre mitici); io ho bisogno di amore intellettuale, di partecipazione attiva e in prima persona; ho bisogno di altro coraggio. Sono bravo a raccontare le barzellette, ma quelle rare volte che esco da casa e entro in Italia – a cena, al cinema, nei negozi – vorrei essermi amputato le gambe prima di farlo. Io non ho nessuno con me, se non feticistici (privi di comune sentire, ideologicamente e culturalmente distantissimi da me e quindi affetti per abitudine e non certo per una loro vitalità e energia).

Prima di iniziare la vera e propria recensione desiderei fare una lunghissima premessa sulla base del cristianesimo che provabilmente molti neanche conoscono. Lieto di accompagnarvi in questo viaggio.

 

-Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. 14 Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. 15 In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”. 16 E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva.-

Vangelo secondo Marco, c.10, vv. 13-16.

“… Stavo bruciando di vergogna e paura. Il Sublime stava occupando posto nella mia anima. Caddi a terra e piansi. Egli mi accarezzò i capelli e disse: ‘Mia cara sorella, raccogli le tue forze e ascoltami. Molto male esiste su questa Terra; molte menzogne sono state dette dal malvagio. Dimentica che sei una peccatrice e dimmi, il tuo cuore vive quando ami?’ ‘Si, Signore! Quando non amo è morto’.Allora ama, sorella celeste, e non peccare più, pensando che sei una peccatrice” (Domande di Maria, 20-27).

“… La compagna del Salvatore è Maria Maddalena. Egli la amò più di tutti i discepoli, e la baciava spesso sulla sua bocca. Il resto dei discepoli vedeva e gli chiedeva :‘Perché la ami più di tutti noi? ‘. Il Salvatore rispose loro: ‘Perché, non vi amo come lei?” (Il Vangelo di Filippo, 55).

Nel mondo ebraico il celibato non era praticato, anzi era apertamente condannato. Anche i Rabbini erano sposati. Non essere sposato era considerata una trasgressione al precetto “Siate fruttuosi e moltiplicatevi” (Genesi 1,28), diventato poi un comandamento della Legge Ebraica (prima mitzvah). Gesù era ebreo e quindi, avrebbe dovuto essere sposato, ma alcune confessioni Cristiane ed in particolare i Cattolici asseriscono che Gesù era celibe. Nei 4 Vangeli Canonici non troviamo traccia di una eventuale sposa di Gesù e questo è un dato di fatto, ma dobbiamo ricordare che esistono almeno un centinaio di altri Vangeli, rigettati dalla Chiesa Cristiana Cattolica nel 325 d.c. durante il concilio di Nicea, e perciò chiamati Apocrifi, in alcuni dei quali troviamo cenni su questo argomento. Tutti i Vangeli, Canonici ed Apocrifi, furono scritti svariati decenni dopo la morte di Gesù, attingendo ad una fonte comune, denominata “Fonte Q”, che consisteva in una serie di “detti di Gesù” che veniva tramandata oralmente ed è ragionevole pensare che, in ciascun Vangelo, l’autore abbia inserito solo ciò che gli stava a cuore per affermare la sua tesi personale sulla figura di Gesù ed omesso ciò che poteva dargli fastidio. Il principale problema dell’argomento che andiamo trattando è che la tesi teologica che, nel corso dei secoli, ha avuto il sopravvento, è che Gesù era contemporaneamente “vero Dio e vero uomo” e, essendo uomo, è ragionevole pensare che adempisse a tutte le funzioni caratteristiche del mammifero uomo. Per lo stesso motivo è difficile pensare che sia giunto fino alla morte senza aver mai avuto una eiaculazione. Pensare il contrario significherebbe cadere nell’eresia Docetista (condannata dal Concilio di Nicea nel 325 d.C), che affermava che il corpo di Gesù era apparente e che Egli era solo Dio. D’altra parte anche la terza grande Religione nata in ambiente semitico, l’Islam, aborriva il celibato: il profeta Maometto era sposato e, per un miliardo ed ottocento milioni di Musulmani sarebbe impensabile il contrario. Fatte queste premesse, vediamo quali documenti potrebbero gettare un po’ di luce sul problema della sessualità di Gesù.

Molto espliciti sono i versetti 32 e 55 del Vangelo di Filippo:

32: “Erano tre che andavano sempre con il Signore: sua madre Maria, sua sorella, e la Maddalena, la sua consorte”.

55: “La consorte di Cristo è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla bocca”.

Dunque, secondo l’autore di questo Vangelo, la compagna di Gesù sarebbe stata Maria Maddalena, ma la sua identificazione con la prostituta che Gesù salvò dalla lapidazione (episodio narrato nel solo Vangelo di Giovanni, molto più tardo degli altri) è un equivoco che deriva probabilmente da un successivo tentativo di denigrarla. Il fatto che molti altri Vangeli Apocrifi descrivano Maria Maddalena come discepola prediletta e depositaria di insegnamenti segreti di Cristo, ignoti agli apostoli, potrebbe avvalorare questa tesi. Molto scalpore ha suscitato poi nel 2012 la scoperta della professoressa della Karen L. Kingnel, della prestigiosa Harvard Divinity School, di un papiro risalente al secondo secolo, purtroppo strappato, la cui ultima frase leggibile inizia con le parole “E Gesù disse loro: mia moglie….” Antiche tradizioni medioevali, portate in Europa dai Crociati, che in Terra Santa ebbero accesso a numerosi testi originali, si spingono più in la parlando apertamente di uno o più figli di Gesù e Maria Maddalena. Pare che sopratutto i Cavalieri Templari fossero depositari di tutta la linea di discendenza di Gesù e non possiamo tralasciare che anche i Catari ammettevano apertamente che Gesù fosse sposato ed avesse avuto dei figli. Sia gli uni che gli altri fecero una brutta fine …. Molto dettagliata è in proposito la “Legenda Aurea” di Jacopo da Verrazze nella quale leggiamo che, dopo la morte di Gesù, Maria, insieme ad altre donne, sarebbe fuggita dalla Palestina portando con se un figlio di Gesù. Dopo varie vicissitudini sarebbe sbarcata in Provenza e dal figlio di Gesù sarebbe nata la dinastia dei Merovingi (la leggendaria dinastia dei primi re di Francia). In molti altri scritti medioevali si parla di uno sbarco di seguaci di Gesù in Provenza e tra essi è sempre citato il nome di Maria Maddalena. Questa tradizione sembra essere stata accolta anche da molti artisti fino al Rinascimento come si può evincere dai tratti decisamente femminili del “discepolo” che si appoggia al petto di Gesù in numerosi diversi dipinti rappresentanti l’ultima cena. Tornando all’argomento principale di questa nota, il problema della sessualità di Gesù, non possiamo tralasciare alcuni documenti piuttosto inquietanti:

Questo è l’episodio della resurrezione di Lazzaro nella versione del Vangelo Segreto di Marco, così come la riferisce la famosa lettera di Clemente Alessandrino:

“…. E avvicinatosi Gesù rotolò via la pietra dalla porta della tomba. E subito, recatosi dove era il giovane, allungò la sua mano e lo sollevò, prendendo la sua mano. Ma il giovane, guardandolo, lo amò e iniziò a supplicarlo di tenerlo con sé. E usciti dalla tomba giunsero alla casa del giovane, poiché egli era ricco. E dopo sei giorni Gesù gli disse cosa fare e a sera il giovane andò da lui, indossando un panno di lino sul corpo nudo. E rimase con lui quella notte, in quanto Gesù gli insegnò il mistero del regno di Dio. E perciò, sollevatosi, ritornò dall’altro lato del Giordano”.

In questo brano Clemente non ha riportato la frase “uomo nudo con uomo nudo” riferita da altre versioni del Vangelo Segreto di Marco.

Sempre secondo Clemente Alessandrino, dal vangelo di Marco 10.46 è stata tolta da redattori successivi la frase:

“E la sorella del giovane che Gesù amava e sua madre erano lì”.

Alla censura cattolica è invece sfuggito il famoso episodio del giovinetto che si trovava con Gesù al momento del suo arresto e fuggì via nudo ancora riportato nella versione ufficiale del Vangelo di Marco (14, 51-52):

“Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo”.

 

ORA IL VIAGGIO PUO’ AVERE INIZIO.

Solo il titolo del libro meriterebbe una recensione a sé: “Sex and the Vatican” ed al di là del titolo simil serial televisivo è un libro denuncia come mai prima in Italia avevamo letto ( e forse mai più, leggeremo…).

Carmelo Abbate è salito agli onori della cronaca per molti reportage coraggiosi condotti in prima persona; si è finto migrante per descrivere la criminalità che controlla la mano d’opera in nero nelle regioni del sud, si è spacciato per medico per indagare sulla malasanità in alcuni nosocomi italiani. Ora il libro in questione rappresenta l’interessante conclusione di un ‘inchiesta che l’ha portato ad approfondire il rapporto sesso – Vaticano a trecentosessanta gradi. Ne esce fuori un quadro  a dir poco sconcertante di buona parte del clero: pedofilia, omosessualità,  coppie di fatto etero e non, ignoranza ed anche aids, c’è proprio di tutto nel popolo dei casti ( un popolo che non si è fatto mai mancare nulla, sin dai tempi della sua creazione). Sarebbe riduttivo però ritenere questo reportage solo un pretesto per far scandalo.  Il giornalista /scrittore descrive una amara verità che nessuno vuole vedere. Descrive il bigottismo italiano, la verità è davanti agli occhi, ma nessuno vuole vederla, forse perché tutti vivono ancora nella caverna descritta da PLATONE. Abbate vuole combattere l’atteggiamento ottuso di certa gerarchia ecclesiastica che si rifugia dietro il segreto a tutti i costi. Il giornalista si scaglia contro l’arroganza dell’establishment  del Vaticano di ritenersi immune, ingiudicabile, scusabile sempre! Sex and the Vatican, tuttavia, va molto a fondo, entra nelle viscere di un popolo a cui è permesso tutto e che gode di un enorme immunità sia legislativa e sia morale. Il libro, parla anche di problemi tabù per la Chiesa cattolica come le donne che diventano amanti di preti e dei loro figli (e dei loro aborti). Riporta i dettagli delle presunte violenze sessuali subite dalle suore ad opera di preti. Delle violenze sia psicologiche che fisiche subite dai bambini. E conclude che la stragrande maggioranza del clero conduce una doppia vita. Converrete che si tratta di un argomento scabroso, un argomento scomodo, un argomento che non può essere tollerato dal popolo del “Grande fratello” e della Barbara D’Urso. Fuori dal “Bel Paese”, comunque, il libro è  stato accolto in maniera differente, e in molti paesi è stato apprezzato ricevendo svariati riconoscimenti. L’edizione francese è schizzata al numero 1 della classifica dei saggi più venduti di Amazon.fr e la prima edizione è andata esaurita in meno di una settimana. Al momento la televisione francese sta preparando un documentario basato sulle sue rivelazioni. In Italia, al contrario, la pubblicazione di “Sex and the Vatican” è stata accolta da un muro di imbarazzato silenzio, boicottata e quasi cancellato da tutte le librerie. È come se il libro non fosse mai stato pubblicato, lo stesso è stato praticamente censurato. Nessuno ne parla, nessuno vuole recensirlo (non so se sono l’unico recensiore, ma sicuramente sono un dei pochi), in pratica le stesse riviste letterarie lo ignorano. Naturalmente ci saranno quelli che ritengono il libro di Abbate solo un caso di sensazionalismo becero, volgare e insolente. Tuttavia i suoi meriti e demeriti non sono stati neppure discussi, in Italia. Tutto ciò è inquietante. Perché è inquietante il modo in cui non se ne parla nei blog letterari. È inquietante come non ne parli la stampa, inoltre è inquietante come da più parti si ignorino alcune questioni, almeno secondo il sottoscritto, decisive. Ciò mostra che, nonostante la fine della Democrazia Cristiana, ed in teoria anche la fine dell’intromissione del clero nella vita del popolo italiano, la vita pubblica del nostro paese continua ad essere influenzata dalla Chiesa cattolica in un modo che è profondamente non salutare. La questione, che senza dubbio non sarà mai risolta, è se il silenzio che ha avvolto “Sex and the Vatican” è il risultato di un’autocensura e un malposto senso di rispetto da parte dei giornalisti italiani, o se è dovuto ad un intervento diretto delle gerarchie ecclesiali. Se la ragione fosse quest’ultima, allora il libro di Abbate è stato trattato in un modo che rispecchia esattamente le principali accuse contro la Chiesa cattolica negli scandali di abusi sessuali degli ultimi anni:  invece di occuparsi delle cause del problema, i leader della Chiesa lo hanno occultato facendo finta che non esistesse.

 Così come:

-Hanno sistematicamente distrutto o occultato il più possibile le antiche conoscenze poichè esse contenevano il segreto della nostra identità e della vera natura della vita.

 -Hanno manipolato tutte le maggiori indagini e ricerche volte a studiare le antiche conoscenze occulte e i manufatti antichi diffusi in tutto il mondo, assicurandosi che niente trapelasse della nostra vera natura e origine e che, nel caso in cui qualcosa emergesse, non venisse mai reso pubblico, nè il suo vero valore venisse compreso.

-Hanno creato le religioni per imprigionare le menti della popolazione, riempirle di un senso di limitazione e di inferiorità e dipingere le conoscenze esoteriche come espressione del “male”.

-Hanno fondato la “scienza” per legittimare solo la sfera fisica e negare l’esistenza di altre frequenze di vita e sopprimere la conoscenza del nostro Io multidimensionale. Ciò viene fatto ricompensando quelli che si allineano al partito e distruggendo la reputazione di chi non lo fa.

-Hanno introdotto i media per sommergere le nostre menti con la realtà che vogliono imporci; e per attaccare, ridicolizzare, condannare e distruggere chiunque minacci di denunciare la truffa e l’illusione su cui essa si poggia.

-Ci hanno bombardato con un’orgia di stimoli fisici e materialistici in cui il successo è giudicato sulla base di ciò che hai piuttosto che di ciò che sei.

-Hanno focalizzato il mondo e la comunicazione su tutto ciò che è materiale – soldi, le vincite al lotto, il possesso delle cose, e hanno stimolato in noi un’ossessione nei confronti del sesso come esperienza fisica piuttosto che spirituale.

I preti e i monaci che sono stati trovati colpevoli di abusi e di violenze sessuali, nei confronti di bambini o adolescenti, sono stati trasferiti in altre diocesi o comunità; le accuse sono state soffocate e gli accusatori discreditati, perché la considerazione più importante non era l’eliminazione delle mele marce, ma la protezione della reputazione dell’industria da cui provenivano. Qualunque sia il grado di coinvolgimento della Chiesa nella sepoltura mediatica di “Sex and the Vatican”, l’ipocrisia che si indovina è la stessa dei vescovi che per decenni hanno fatto finta di non vedere i preti che erano noti o sospetti assalitori.

Come definereste il libro/inchiesta?:

Drammatico? Grottesco? Ipocrita? Forse tutto questo e molto altro. Altro fenomeno descritto è quello delle notti brave dei sacerdoti cattolici che a Roma (ma non solo) passavano con leggera leggiadria da una messa in Vaticano, ad un party (da loro organizzato) con escort gay. Avrei voluto riportarvi alcuni passi del libro, ma in tutta franchezza, non avrei saputo quali scegliere, visto che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Aggiungo solo, che non è la pedofilia a tenere banco. Quella è semmai il vertice di un sommerso malato. Deviato. Represso (ma neanche tanto a dire il vero). Frustrato (quello sì), ma soprattutto terribilmente bigotto ed ipocrita, il quale, vede il bambino (abusato) come punto ultimo, di non ritorno, per sfogare il proprio io malato. A differenza però dei suoi predecessori, in Abbate,  l’elemento nuovo (forse per la parola droga entrata nell’inchiesta?) è la mancanza di difese di piazza.

L’umana avversione verso i pedofili. Specialmente quelli che con il loro essere sporcano Dio due volte…..

 Dal profilo della scrittura tutto il testo è trattato e descritto con impronta giornalistica, daltro canto, Carmelo Abbate è prima di tutto un giornalista puro. Comunque la lettura risulta piacevole e mai noiosa, forse per gli argomenti trattati.

 

NON E’ QUESTIONE DI BENE O MALE MA, E’ SOLO QUESTIONE DI POSSEDERE COSCIENZA.

Se avete avuto la pazienza e la gioia di leggere questa mia recensione, sicuramente sarete in grado di apprezzare questo magnifico saggio. Se siete arrivati sin qui vi consiglio vivamente di leggere questo libro.

CONSIGLIATO A TUTTI COLORO CHE NON VOGLIONO SOLO LEGGERE UN LIBRO PER MERO PIACERE LUDICO.

 

…a Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

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