cover-definitiva

 

Questa volta vi parlo di un romanzo rosa, letto in anteprima per voi. Si tratta dell’ultima opera di Cristina Vichi : “E se poi te ne penti?” in uscita il 1 Dicembre 2016.

La cosa più particolare di questo romanzo è la sua struttura. La narrazione ha tre sviluppi paralleli che vedono come protagonisti sempre gli stessi personaggi, ma variano in quanto ad intreccio ed eventi.

Gli elementi che accomunano le tre versioni sono, come già detto i personaggi e la loro caratterizzazione. Viola è una studentessa della Sorbonne, nata e cresciuta in Italia. È fidanzata con un famoso dentista di Parigi che le dà la possibilità di vivere nel lusso, anche se le nasconde parecchi scheletri nell’armadio. Nella versione A, Viola scoprirà di essere tradita e cercherà di risollevarsi  dalla fine terribile del suo rapporto con Patrick. Nella versione B, invece, l’autrice riscrive la storia rendendo Viola ignara dei tradimenti di Patrick. Non vi racconterò dell’opzione C che origina dalla B, poiché rischierei di mostrarvi troppa trama. Le tre storie parallele mi sono davvero piaciute, poiché hanno costituito una trovata davvero originale.

Ma ora andiamo a parlare dei temi trattati. Ok, questo romance non si discosta moltissimo dalla norma, ma c’è qualcosa che mi ha colpito profondamente. La Vichi lo definisce un romanzo spiritoso, ma si può dire che lo sia solo in parte, una minima parte.

Il personaggio di Patrick è terribile. Anche se incarna perfettamente il classico uomo ricco e pieno di possibilità, Patrick Bennett tenta di alleviare il peso della sua pochezza costringendo Viola a stargli vicina. Ovviamente la costrizione non è diretta, ma i suoi ricatti morali sono orribili. Riesce a farla sentire in colpa anche quando è lei quella danneggiata dal comportamento senza scrupoli dell’uomo. Il fatto che critichi la volontà di Viola nel voler continuare a studiare, il desiderio di prendere una laurea prima di sposarsi, significa che lui è pronto a strapparle le ali pur di costringerla a sé. In realtà Patrick dice di amare la purezza di Viola, ma tenta di plasmarla a moglie perfetta, di annullare la sua personalità. E questo elemento mi ha dato davvero da pensare.

Opposto a Patrick c’è Daniel. Non è abile con le parole, ma è tremendamente sincero. È imbranato e spesso privo di tatto, ma più volte Viola, pur innervosendosi, gli fa presente che dice tutto ciò che prova senza peli sulla lingua. Proprio a riguardo di Daniel esce quel lato scherzoso e leggero del romanzo. Daniel è la luce a confronto dell’abbaglio di Patrick. Modesto ma  verissimo. Le battute di Daniel mi hanno strappato più di un sorriso.

Come ultimo punto, voglio analizzare la forma.  Non ci sono errori, né ripetizioni. La narrazione scorre benissimo. Non ci sono punti morti o troppo lenti. L’autrice riesce a mantenere alto l’interesse e a variare l’esperienza del lettore alternando spesso le varie versioni. In questo è stata molto abile.

Consiglio questo libro agli appassionati del romance. È una lettura piuttosto leggera che in più punti fa riflettere e in altri fa sorridere di gusto. Un libro gradevole.

Annunci