Recensione “Dark games”di Anna Carey, Newton e Compton editore. A cura di Cristina Peja

 

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“Una ragazza senza nome e senza memoria si sveglia sui binari della metropolitana e l’unica cosa che è in grado di ricordare è che qualcuno la vuole morta. Con sé ha solo uno zaino e un coltello e sul polso ha uno strano tatuaggio con un uccello nero. Sunny deve scoprire chi è davvero e perché qualcuno sta cercando di ucciderla. Sente che la sua vita è in pericolo e l’istinto le dice che deve darsi da fare per salvarsi. Non è facile riuscire a capire cosa stia succedendo. Probabilmente è in corso una caccia all’uomo… E la preda è lei.”

Questa è la trama del libro “Dark Games” di Anna Carey, il titolo originale è “Black Bird” che sinceramente trovo più adatto, dopo aver letto il libro poichè è il soprannome della protagonista nella “grande caccia”.

Il libro si apre con i pensieri di una ragazza che si trova distesa sui binari della metropolitana, non sa perchè è lì, chi è lei, ma soprattutto perchè non riesce a muoversi visto che le sta venendo incontro il treno della metropolitana. Dopo essere scampata alla morte , mentre la soccorrono, trova un biglietto nello zaino che suppone sia suo, con scritto “non chiamare la polizia”  e da quel momento comincia la sua fuga da tutto e da tutti, la ricerca della sua identità, della sua storia e delle risposte a molte domande tra le quali: “perchè ci sono persone che mi seguono e cercano di uccidermi?”.

<<Al solo pensiero rabbrividisci. Prima,eri qualcuno. E se esiste un confine tra bene e male, probabilmente avevi scelto la parte sbagliata. Eri tu quella in fuga,quella che scappava, quella che cercava di non farsi prendere. Forse, la cicatrice sul collo te la sei meritata.>>

Il libro è appassionante, ogni pagina una sorpresa, uno sviluppo inatteso.

La storia essenziale non troppo descrittiva e grazie a ciò avanza in modo veloce, non fa pause, non rallenta neanche un attimo e forse è anche per questo che il libro può essere facilmente letto tutto d’un fiato.

Il fatto che la ragazza “Sunny”, così si farà chiamare, non riesca a capire cosa le sia successo, chi era prima, chi è ora, lascia spazio a dei fraintendimenti che spingono il lettore ad interessarsi alla storia e a continuare a leggere il libro.

In più il modo di narrare in seconda persona, considera il lettore protagonista della vicenda, lo rende parte degli eventi.

Un altro escamotage della scrittrice per coinvolgere il lettore è non svelare subito le sue carte anzi all’ingresso di ogni nuovo personaggio al lettore scatta istintivamente la domanda “Lui chi è? Sunny lo conosceva prima di perdere la memoria? Sarà buono o cattivo?”

Il finale lascia presagire che “Dark Games” sia solo l’inizio di una saga poichè lascia in sospeso tante domande.

I personaggi sono essenziali, tutti indispensabili al fine del proseguo della storia, nessun riferimento a qualcuno che poi viene abbandonato, tutti interagiscono con “Sunny” e  aggiungono qualcosa alla sua storia: Ben, il ragazzo che l’aiuta durante tutta la vicenda, non è facile da inquadrare, e fa scattare nel lettore molte domande: “cosa spinge un ragazzo ad aiutare una ragazza che non conosce e per di più in condizioni pietose? Perchè l’aiuta tutte le altre volte? Cosa spinge a credere alla storia assurda che lei gli racconta?”; Izzy, una ragazza conosciuta per caso, apparentemente non ha nulla in comune con la protagonista; Ivan il cattivo/buono, “da che parte sta? Perchè segue Sunny ma poi le salva la vita?”; l’agente che ha dubbi sulla veridicità della storia raccontata ma per istinto decide di aiutarla.

Consiglio questo libro a tutte quelle persone che vogliono leggere un thriller che lasci con il fiato sospeso fino all’ultimo, alcuni eventi si possono intuire ma la storia non è per niente banale, scontata.

E’ un’ottima lettura anche per quelle persone che hanno poco tempo avendo solo 249 pagine, ma ripeto sono molto scorrevoli e si legge molto velocemente.

Lo sconsiglio ai lettori a cui non piacciono le serie perchè è evidente che questa lo sarà, o alle persone a cui non piace un finale aperto, perchè questo libro non si conclude in modo netto.

<<Dove sono, adesso, gli altri bersagli? Ricordano cosa è successo loro, qualcuno sa in cosa sono invischiati? Il gioco è raffinato, la rete di persone enorme – adesso l’hai capito. Goss è solo uno dei tanti cacciatori. Devi andartene da lì, devi sopravvivere abbastanza a lungo da studiare la mossa successiva.>>

Voto: 5/5

 

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