La luce del destino di Sara Fusco, self publishing. A cura di Micheli Alessandra (fonte https://imbalancefriendsbooks.blogspot.it/2017/01/sara-fusco-la-luce-del-destino.html)

Se il fantasy è sempre stato dominio incontrastato delle straniere ( come possiamo dimenticare la bellissima saga di Holly Black e di Cornelia Funke, Marion Zimmer Bradley, per non citare la grande Rowling), imbattibili non solo per stile, struttura e trama ma anche per originalità nell’usare il genere anche come veicolalo per significati impostanti a livello socio antropologico, finalmente posso con gioia affermare che esiste una piccola, grande emergente che potrebbe dare una speranza anche alla nostra mesta Italia, nel raggiungimento di un fantasy che possa essere degnamente chiamato tale.

Nella Luce del Destino ritroviamo ben amalgamati, tutti gli elementi che fanno del genere la passione e l’ossessione di molti lettori. Abbiamo movimento, che dona dinamicità alla struttura, abbiamo personaggi bene delineati, sopratutto la protagonista Delia è un ottimo archetipo dell’eroe inconsapevole che, durante la scoperta della sua nascita speciale, potrà portare speranza e rigenerazione in un modo desertico, offuscato e prigioniero del male. E abbiamo anche i significati, che rendono il fantasy quasi un manifesto sia per teorie alternative che per una visione etica ( etica e non morale) della vita sulla terra.Non scordiamoci che il fantasy è, e resterà, un genere che deve la sua nascita a racconti molto antichi, racconti che in chiave simbolica o allegorica, veicolavano i valori determinanti della società, non del tempo ma umana. Questi valori, queste idee che Sant’Agostino stesso chiamerà Verità eterne, appartengono non a un singolo periodo storico, a un determinato ethos sociale ma al concetto stesso di uomo, alla sua origine e legato ai rapporti con l’universo stesso.

 

Le fiabe e i miti rispondono al quesito millenario che la sfinge pone a ogni valoroso ( la ritroviamo anche nel bellissimo libro di Michael Ende la storia infinita): cos’è l’uomo?

 

La Fusco risponde a sua volta, con la sua costruzione fantastica che tutto deve sia alle storie passate (la già citata Storia Infinita per esempio, ma anche l’atmosfera incantata di Alice, o le magie misteriose delle Nebbie di Avalon) ma sopratutto ha la perfetta struttura proravia delle storie eredi del fantasy ( portate avanti anche da Tolkien e dalla Rowling) ossia la “Queste du Graal”.Delia è profondamente figlia delle storie di stampo graaliano, tanto che è possibile ritrovarne in essa, seppur favolosamente riscritte in chiave moderna, con quel tocco di rosa che non guasta, tutti i percorsi del cammino di Peredur, l ‘eroe prescelto.Delia è infatti diversa. Cresciuta in un ambiente ovattato, ignara della sua origine e protetta da una madre che vorrebbe avvolgerla talmente tanto di sicurezza, da ingabbiarla quasi in un bozzolo impermeabile ai rumori dell’esterno.Delia, come Harry Potter prima di lei, o come Re Artù, o come Perceval stesso, è l’eroe universale, il prediletto o il monarca nascosto che non sa di esserlo finché qualcosa irrompe sulla quotidianità stantia, addormentata risvegliandolo. Lo scrittore Jospeh Campbell nel libro“L’eroe dai mille volti” descrive perfettamente il personaggio centrale presente in ogni cultura :

 

“l’eroe abbandona il mondo normale per avventurarsi in un regno meraviglioso e sovrannaturale, qui incontra forze favolose e riporta una decisiva vittoria, l’eroe fa ritorno dalla sua misteriosa avventura dotato del potere di diffondere la felicità fra gli uomini”

 

Come possiamo non rintracciarci la dolcissima Delia?

Delia è chiamata a un avventura, come quando l’eroe apprende per la prima volta che un nuovo stadio ha inizio che la realtà non è quella in cui ha vissuto finora che il destino bussa alla sua porta sconvolgendola del tutto, distruggendo le certezze su di lei, sulla realtà cosi come l’ha sempre vissuta e su chi la circonda. Amici diventano nemici e nemici si rivelano alleati o per meglio definirli strumenti del suo percorso di consapevolezza. Delia, come ogni eroe all’inizio, ha una resistenza psicologica alla chiamata. Ha paura, si sente perduta. Non solo perché il cambiamento la spaventa ma per una serie di responsabilità profonde che sente di avere verso gli altri, amici e famiglia. Ma non può, è impossibile che abbia una scelta. E’ l’eletta. E’ il cardine su cui l’universo può e deve muoversi. Nel suo muoversi verso un altro mondo ha dei protettori che la conducono soltanto alla soglia. E da sola, dovrà sconfiggere, affrontare il male, superare prove in una vera e propria iniziazione che, le darà un giorno, lo status di eletta. Soltanto cosi lei diventerà davvero parte del modo che di diritto le appartiene.Dalia, come ogni eroe cosi descritto da Campbell, viene letteralmente inghiottita dall’ignoto, muore a livello simbolico quando perde se stessa. Quando perde la sua identità ritrovando, letteralmente e metafisicamente, il padre, ossia il lignaggio alla quale appartiene.Delia diventa quasi divina, perché sconfigge ignoranza , paura, sa alzare il velo e comprende il suo ultimo scopo, la fonte della sua affannosa ricerca. Delia trova non soltanto se stessa ma la conoscenza profonda.

Queste sono solo alcune delle tappe descritte dallo studioso, tappe che si applicano perfettamente al romanzo della fusco. Credetemi seguire il percorso classico e eterno del fantasy, senza cadere nel banale non è facile. Questo significa che dietro il lavoro della scrittrice c’è ricerca, attenzione ai particolari unita con una necessaria personalizzazione dei temi portanti, donando al canovaccio antico, una ventata di freschezza attraverso la personale visione del mondo dell’autrice.

Per quanto Delia sia a ogni diritto l’erre universale è pur vero che è straordinariamente originale. E’ una ragazzina con tutti i problemi degli umani, con le ansie con le paure con i sogni. Tutto complicato da quel qualcosa di profondo che le fa spirare a un qualcosa di diverso dalla quotidianità perché lei incarna un valore più alto e profondo. Un ideale di cui anche noi, oggi abbiamo disperatamente bisogno.

E’ vero, Sara non inventa nulla. Ma interpreta in modo pulito e semplice ma non semplicistico i temi cosi cari non solo alla letteratura ma anche la cinema. Perché il messaggio nascosto nel testo è ancora più profondo della rielaborazione dell’eroe che salva: il rischio della perdita del libero arbitrio.

Da Pleasentville, splendido film in cui il tempo si è fermato agli anni 50, un mondo privo di emozioni e passione pertanto privo di colori ( non a caso ogni personaggio è rigorosamente in bianco e nero) sia nell’episodio della sesta stagione di Charmed, dove oscure figure, le emanazioni fanno sparire grazie a un sonno magico ogni emozione negativa lasciando gli umani  vuoti seppur sorridenti si è sempre cercato si rispondere al quesito e se…

E se Eva non avesse mai mangiato la mela?

E se Pandora non avesse mai scoperchiato il vaso incriminato?

La vita sarebbe più semplice, agevole immediata a volte banale forse.

Anestetizzare le emozioni, far sparire il conflitto, gli impulsi oscuri per poter vivere una vita sena enfasi può essere la giusta via per arrivare alla felicità?

Nel mondo onirico di Sara Fusco la perdita delle emozioni equivale alla perdita di sogni. La perdita degli impulsi oscuri equivale alla perdita di coscienza.

Che bisogno  c’è di una coscienza vigile che ci possa far categorizzare le sensazioni, se la loro vastità è stata decimata?

Se resta solo un vago buonumore, se non c’è ribellione, se non c’è la nota dissonante?

In cambio la pace.  Una pace strana, inquietante, soffocante dire, un mondo freddo, atono monocolore. Tutti omologati, tranne Delia.

Delia sogna. Dalia vede percepisce si fa domande, quelle che la condurranno verso la strada descritta da Campbell.

E’ quindi necessaria la parte oscura?

Si lo è.

Perchè la vita non è stasi. La vita è movimento dato dalla necessaria dicotomia bene e male che dialogano che si scontrano fino a produrre creatività e fantasia. Senza l’oscurità noi no poteremmo mai vedere o distinguere la luce. Senza il male, la violenza o l’orrore non poteremmo mai sognare, desiderare e combattere per il bene, questa è la vita umana.

Questo è il segreto dell’eterna forza che:

 

  

“che move il sole e l’altre stelle”

 

 

 

I miei complimenti a questa giovane scrittrice e la invito a proseguire lungo questo cammino perché è in grado di produrre ancora e ancora altre meraviglie.

Un pensiero su “La luce del destino di Sara Fusco, self publishing. A cura di Micheli Alessandra (fonte https://imbalancefriendsbooks.blogspot.it/2017/01/sara-fusco-la-luce-del-destino.html)

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