“Madras ” di Cristiano Pedrini, self publishing. A cura di Alessandra Micheli

Il primo libro scritto da Pedrini, le regole di Hibiki era una sfrontata e condivisa dichiarazione che non esistono amori diversi per razza, credo religioso e politico, status sociale o titoli universitari e soprattutto, è unico e va oltre l’inclinazione sessuale del protagonista. Pedrini si rifiuta di dare forza al radicato pregiudizio che l’amore omosessuale sia un amore problematico. E ha ragione, perchè quello che crea disagio grattacapi, drammi non è l’omosessualità. E’ la violenza, è la lacerazione della dignità, la sopraffazione. Non fraintendete. Rischiate di sorridere al mostro. E se il mostro poi vi vede sorridere non vi regala rose, vi divora.

Premesso questo, leggendo Masras vi troverete di fronte a un testo totalmente diverso. Qua assisterete alla cronistoria romanzata romanticamente, ma non per questo meno toccante, del difficile percorso verso l’ovvio riconoscimento dei diritti di chi si ama. Badate bene. Non è l’omosessualità il problema. E’ la visione ristretta che l’altro ha non solo degli uomini che amano gli uomini ma della diversità umana che rappresenta un ostacolo di civiltà. Tenetela bene a mente la differenza, perchè se reiterate il discorso l’amore ha delle regole, spostate la focalizzazione del dilemma, creando ulteriori disastri. Pedrini vi può aiutare a mettere le cose in chiaro anche con questo testo. Quello che va esaltato e riconosciuto come dovuto non è la necessaria differenza di genere, che non si sa chi ci ha spacciato come doverosa ,ma la legittimità di provare l’amore. Almeno una volta nella vita. Almeno toccare l’incanto per un istante soltanto. L’amore è un emozione fluida, leggera come l’acqua dalle mille sfaccettature di colore e le diverse profondità cosi come è il mare aperto. E per questa sua natura acquea non può essere limitato da pregiudizi o convenzioni. Queste dighe stagnano l’acqua se limitano il necessario movimento di fluidità. Se proviamo un emozione non possiamo esimerci dall’accettare la differenza, dato che,  il sentimento amoroso presuppone l’esistenza della diversità. E’ la differenza che fa scattare il sentimento. E il sentimento è la nostra forma di comunicazione più alta. Come ci suggerisce Gregory Bateson

dovunque l’informazione o il confronto faccia parte essenziale della nostra spiegazione li per me vi è un processo mentale. L’informazione può essere definita come una differenza che produce una differenza

Ed è questa sensibilità alla differenza che fa scattare quei moti dell’animo che il famoso sociologo che ho appena citato cataloga come profondi processi mentali che portano al cambiamento. E strano ma vero questa cattedratica spiegazione si trova tra le righe di un libro, un romance. Assorbitela. Non può che farvi del bene.

Quando ci si rende conto che ci si trova faccia a faccia con un altro essere umano, scatta in noi lo strabiliante riconoscimento, spesso inconscio, di quanto l’altro sai un perfetto microcosmo che si incastra perfettamente in quel vuoto che da sempre, fin dall’infanzia cerchiamo disperatamente di colmare.

Se l’uomo era inizialmente unica creatura divina bastò una sorta di divenire che portò, per il capriccio di una divinità, o per la sua volontà feconda, a essere scisso in due esseri distinti si ma perfettamente speculari. Non lo dico io. Lo scrivono i miti della creazione. Ognuno di queste nuove creature è da sempre, sia nella mitologia che nei racconti di iniziazione, portatore di una specifica idea ( o archetipo che è il modo più colto di sintetizzare questo concetto) di uno specifico significato che è sopratutto di struttura interiore più che biologico. Uomo e donna, sole e luna, positivo e negativo o addirittura freddo caldo non sono altro che i modi con cui l’umo interpreta ciò che vive e sperimenta. E in questo caso parliamo di anima, quella misteriosa sostanza che ci rende diversi dai sassi e dagli oggetti. ( ok tranne rare eccezioni). E quello che più sperimentiamo è il costante contatto con l’altro, il diverso quello specchio che riflette le parti che ci mancano o che sopratutto mancano di coscienza e che nell’amore trovano la compiutezza. E’ attraverso l’interazione con l’altro che noi cosi come i protagonisti, troviamo la spinta per ribellarci a un ruolo, a un’educazione a leggi che la società ci impone ma che il nostro spirito trova assurde.

E di assurdità sociali nel libro ne troviamo molte, alcune ancora profondamente radicate in noi nonostante il libro si svolga nel 1861. E che ancora sono seppur con un linguaggio diverso sulla bocca di molti. Basti pensare alla resistenza della normali legge Cirinnà (insomma una cosa buona il PD fa e noi la rifiutiamo). Se noni non abbiamo più il reato giuridico di sodomia lo abbia però a livello emotivo e culturale, lo abbiamo ogni volta che osserviamo questa nostra bell’Italia, cosi ricca di storia, di cultura eppure cosi ingabbiata in rigidità moralistiche accettate per buone ma mai oggetto di riflessioni profonde e sincere. Mai comprese a fondo mai davvero parte di noi. Del resto avere queste idee preconcette ci esimia dal prendere liberamente delle posizioni facendo lavorare quel muscolo strano, arcano e spesso sottovalutato che è il cervello. Perchè dovremmo pensare? Ci hanno detto che è cosi e cosi sia. Per sempre. A scapito delle persone. Che sarà mai imporre la propria ristrettezza a una persona? Si rassegna. Se ne fa una ragione. Il mondo gay con la sua ansia direi più rivoluzionaria di sempre, con la sua volontà di pensiero nuovo, non è accettata perchè si prefiggere una rivalutazione autentica e profonda della cultura popolare e religiosa. Si prefiggere di sollevare i veli per portare alla luce le incongruenze presenti nelle strutture mentali di chi ha dato per certo che si doveva ragionare cosi. E’ un mondo pernicioso. Mette a repentaglio la quotidianità e la sicurezza di idee preconfezionate. Il mondo bigotto ( io lo definirei solo sciocco e patetico) con questa paura del nuovo si mantiene in perenne stato di guerra creando un nemico da combattere in nome dell’integrità nazionale, delle radici presunte e della conservazione dell’innocenza. Come se l’amore fosse il vero oscuro a antagonista da combattere, sena fermarsi a pensare che, soltanto una nazione morta, un popolo in decadenza si crea un nemico. Per non crollare definitivamente sotto il peso di quesiti irrisolti e di una vita che si fa beffe delle nostre paure e ci chiede di adattarci. La vita è evoluzione ragazze mie. E’ cambiamento modifica..

Come si incontrano i due universi in lite tra loro? Come si trova una mediazione tra vecchio e nuovo? Ce lo suggerisce Pedrini:

Entrambi stiamo rinunciando ai nostri mondi…»

«Per crearne uno nuovo, tutto ed unicamente nostro» 

Ecco Cristiano arriva laddove neanche i grandi saggi, i miliardi di libri di sociologi psicologi riescono a arrivare: al cuore della gente. Gustatevi un libro che non è e non sarà mai soltanto un romance. Ma un utile viaggio dentro voi stessi per creare un mondo nuovo prima dentro di voi. E come ci spiega Marion Zimmer Bradley:

“siamo noi stessi con il nostro pensiero a cambiare giorno per giorno il mondo che ci circonda”

Abbiate il coraggio di cambiarlo assieme a Cristiano. 

 

 

 

 

 

 

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