” Le sei sfide del profeta” di Walt Miller, Serarcangeli editore. A cura di Micheli Alessandra

 

Il romanzo di Walt Miller si pone in quella nicchia di elite, perfettamente in bilico tra azione, thriller e esoterismo. Appartiene alla folta schiera di autori che hanno deciso di raccontare, oltre a colpi di scena, delitti insoluti e impenetrabili moti dell’animo umano  anche, in  quel settore arcano di conoscenza denominato esoterismo.

Del resto cos’è l’esoterismo se non quello che il sociologo Vilfredo Pareto, definii la radice non logica delle azioni umane. Esoterismo, infatti, evidenzia ciò che è celato, cioè che non è manifesto, e di solito riguarda quelle molteplici dottrine che fanno parte del lato oscuro della scienza, intendendo con oscuro quel lato più sotterraneo, direi ctonio, che fa parte dell’humus che si manifesta nello strato più inferiore ( nel senso fisico nono valoriale) caratterizzante ogni percorso scientifico,  che ambisca a considerarsi scienza. E’ la parte che ci sfugge, quella ancora da analizzare, il cosiddetto DNA spazzatura, che non è affatto spazzatura nel senso gergale del termine ma è semplicemente un enorme contenitore di informazioni non ancora elaborato in concetti.  Ed è in questo strato che confluiscono tradizioni, conoscenze, teorie forse troppo all’avanguardia per il momento storico e che con la sperimentazione diventeranno di dominio pubblico conquistandosi il loro posto al sole. Ed è in questo recipiente che ritroviamo anche quelle particolarità religiose spesso impenetrabili per la mentalità moderna, che finiranno per essere raccolte e etichettate  come magia, folclore o superstizione. Walt Miller, nel suo testo si occupa proprio di queste tradizioni misteriche, attraverso si un testo di diletto, ma  che ha anche l’ambizione  di potere a conoscenza dell’ignaro lettore e alla riscoperta di noi addetti del mestiere, non soltanto di mitologie dimenticate, ma soprattutto di  un testo troppo spesso sottovalutato ma antropologicamente essenziale per meglio comprendere l’antica cultura italica, quella da cui emergeranno finissime civiltà molto più studiate come quella etrusca, romana o addirittura celtica. Dell’antico  mondo italico dell’epoca James Frazer intelligentissimo antropologo, ne parlerà nello splendido libro  “Il ramo d’oro”. Questo rappresenta uno dei testi culto per tutti gli studiosi e non, è  una ineccepibile analisi del mito e della magia effettuata partendo da un oscuro rituale antico, quello che aveva come centro nevralgico il misterioso boschetto di Nemi.

Ed è in questo bosco, importante per la sua valenza simbolica di antro misterioso punto di partenza per ogni vera evoluzione spirituale, proprio perché il bosco, come l’albero,e la foresta, deve la sua importanza  al concetto di fuori ( il termine stesso foresta risale al latino forestis silva, cioè “selva esterna“, posta “fuori“ dal pomerium, la cinta urbana che separava i centri abitati dalla natura circostante).  E quel “fuori“ suggerisce l’idea dell’ignoto, del mistero in cui propriamente consiste il Sacro. Pertanto, era qua si svolgevano i primi riti iniziatici, spesso crudeli, spesso quasi privi di senso per l’osservatore moderno, che Miller riporrà in chiave più sensazionalistica ma non per questo meno colta, nel suo libro. Grazie a strategici accorgimenti letterari, che riflettono una notevole esperienza nel campo della stesura dei libri, Miller li fa rivivere connotandoli del necessario binomio bene contro male, seppur a una lettura più approfondita del romanzo, innumerevoli colpi scenici non hanno solo la funzione di emozionare e ammaliare, ma anche di rimettere in discussione il pensiero quasi istintivo che si fa ribrezzo nell’osservare il contorto mondo maligno delle sette li rappresentate. Simon Mago è descritto si come un criminale, ironizzando anche sui veri motivi per cui, spesso, l’esoterismo di trasforma in satanismo, mai per reale interesse quanto per noia, per delirio di potere, per ottenere adrenalina. Ma è anche profondamente reale, colui che, ribellandosi all’autorità si inserisce in un percorso gnostico che non può non affascinare e non attrarre. La patina quasi etica del testo non nasconde una riflessione profonda sul bene e male, da ogni osservato come una linea netta di confine ma che in realtà appare molto meno rigido e più sfumato. Gli eroi di Miller non sono eroi totali, sono elementi di un palcoscenico in cui lavorano e si incontrano forse opposte e complementari, non tanto a contendersi davvero il potere, quanto a mantenere un necessario equilibrio fra potenzialità, quelle ribelli ( perché Simon Mago è un ribelle) e quelle più pacate, quasi conservatrici (rappresentate dal femminile Mammarossa). La potenzialità maschili dominante viene cosi controllata, quasi monitorata dalla controparte femminile più rispettose di equilibri( per questa sua caratteristica protettrice l’ho denominata conservativa) in un gioco di cui i protagonisti sono solo comparse, manovrate da poteri reali, vivi soltanto grazie  alla  forza motrice data dalla contraddizione presente in ogni religione antica tra crudeltà e armonia.

E per quanto noi leggendo il testo ne restiamo terribilmente e eticamente sconvolti non possono non toccare parti inconsce di noi stessi stuzzicando quel bagaglio cultura inciso a fuoco nel nostro DNA.

Quella che il protagonista si ritrova a vivere è una fiaba iniziatica, dotata del necessario orrore di chi tocca con mano l’altro mondo. Rispetto alla fiabe edulcorate di fate e elfi qua si tocca con mano l’impatto devastante che, il mondo reale quello spirituale cosi dotato di significati spesso contrastanti con la nostra morale e con un certo sprezzo della vita cosi come noi la conosciamo, ha spesso sull’ignaro umano, messo a contatto diretto e visibile con il terrore, con l’orrore quelle emozioni necessarie a cambiare, a svegliarsi. Precetto fondamentale di ogni religione iniziatica è la concezione che ,l’uomo addormento reso inconsapevole della propria natura divina ( ecco allora il significato profondo dello sprezzo della vita che è soltanto sprezzo della morale limitante del mondo visibile terreno patria dell’arconte) viene brutalmente destato alla verità con prove quasi al limite, quasi crudeli, che agiscono come un detonatore nell’intricata bomba mentale dell’uomo, come un ordigno pronto a scattare e scoppiare devastando si ma anche ricostruendo.

Un libro multistrato, riflessivo, potatore di grandi domande che hanno sempre torturato l’uomo in cui il mondo altro, e il mondo consueto, una volta incontratosi, scontratosi e risvegliatosi nell’animo umano, purificato dalla conoscenza di se, rende la vita ancor più misteriosa e sacrale, cosi come Miller ci racconta nello splendido finale. Un libro prezioso da leggere più di una volta, per potersi impadronire dei suoi mille segreti, segreti che ho solo scalfito con la mia modesta analisi.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...