Duologia “La maschera” di Twinblack As, eros cultura. A cura di Micheli Alessandra

Quando mi è stato proposto di recensire un erotico, ammetto di aver sudato freddo. Non perché ho una speciale avversione per questa categoriasera letteraria, quanto perché sono totalmente ignorante sull’argomento . Pur avendo letto una quantità insolita di libri il genere suddetto mi è sempre passato davanti quasi invisibile. Ho pensato che il motivo fosse che, se un libro deve donare emozioni, deve far sognare, i miei sogni erano più rivolti a testi adrenalinici, dove l’emozione fosse la meraviglia, l’orrore e perché no anche la capacità di immaginare mondi diversi ,seppur sempre connotati con una base di realismo. Da qui la fantascienza, gli horror e i miei amati romanzi vittoriani, sintesi spettacolari del mio senso del vivere, caratterizzato dalla dicotomia dinamica tra contraddizioni. L’erotismo sceglieva un argomento che un fondo non mi donava passione, perché considerato semplicemente parte del vivere, così naturale e spontaneo da non essere suadente come la pazzia e l’orrore. Da li ho capito che quello che ci attrae è spesso quello che inconsciamente rifiutiamo e al tempo stesso ci chiama con voce beffarda. Per me è la pazzia e l’orrore, che mi fanno paura e al tempo stesso mi suscitano curiosità, proprio perché avulsi dal mio mondo. Per altri è il sesso, frutto probabilmente di un educazione rigida, conservatrice e fondamentalmente (diciamocelo senza nasconderci dietro i sé e i ma) di stampo cattolico. Per poter recensire in modo professionale Twin e capire quanto il suo si avvicini o no alla struttura dell’erotismo ho pertanto intrapreso uno studio. Ebbene sì,  giovani menti e meno giovani, bisogna sempre studiare se si vuole comprendere e evitare di tediare il popolo con le nostre fesserie pregiudizievoli. Pertanto l’erotico va capito studiato e vanno delimitati i suoi limiti artistico stilistici. Perché so che sarà un grosso trauma, ma anche questi romanzi hanno delle precise caratteristiche strutturali. Non è un genere di scarto. Non è l’ultima spiaggia per il profano che vuole un posto al sole, pavoneggiandosi davanti allo specchio sussurrando al suo ego “Io sono uno scrittore”.

E’ pur vero che l’erotico parla del lato fisico dell’amore, quello legato alla sessualità e alle inibizioni ma bisogna ricordare che, essenzialmente vengono veicolati contenuti di stampo filosofico e esistenziale, tanto che alla categoria erotico spesso viene affiancato il romanzo di formazione. Basti pensare al libro culto ossia l’amante di Lady Chatterly nel quale il sesso è il mezzo con cui una donna, più o meno bloccata torna a essere persona e torna a riappropriarsi di se stessa in tutte le sfaccettature sia dal lato fisico provando piacere, sia dal lato etico rompendo schemi ormai ammuffiti.

Questo fa del genere un percorso alternativo e al tempo stesso antico, di conoscenza di sé attraverso l’atto sacrale del sesso consenziente, che lo distingue dalle pseudo letteratura di oggi, più vicine alla pornografia, ossia la ripetizione stereotipata di una meccanica, che ha come obiettivo quello di far eccitare il lettore ignaro. Nell’erotismo invece è presente un ansito di ribellione che ne fecero il genere cult dei movimenti femministi degli anni 70, con la riscoperta di una donna diversa dalla classica immagine di madre, pura virginale, legata alle consuetudini sociali. Dirò di più. Nel periodo vittoriano la funziona salvifica del sesso veniva portata avanti attraverso i generi del vampirismo, anch’essi considerati un inno al sesso liberatorio e soffusi di un emozione molto suadente, non costruita tramite descrizioni ma alla tensione che l’incontro fisico tra due persone porta con sé. Cosa c’è di più eccitante del vampiro che degusta il sangue dal collo di una donna?

Delineati i limiti, possiamo passare alla doverosa analisi del testo di Twinblack, una duologia che ha come protagonista l’inibita, distrutta e a volte patetica Clara. Clara è immagine del cosiddetto mondo borghese, mai del tutto soppresso dal nostro immaginario sociale. Donna perfettamente inserita nel suo ruolo, equilibrata, senza passioni travolgenti avvolta da un tranquillo tram tram quotidiano. Una donna però fredda, spenta quasi descritta all’inizio nei toni del grigio. Clara, come molte di noi perde tutto. All’improvviso quel mondo illusorio e fatato si disintegra lasciandola sconvolta, impaurita e arrabbiata. Ed è questo elemento della rabbia che rende questa duologia non un semplice libro di svago ma lo annovera a pieno diritto nella vera autentica letteratura erotica. Clara attraverso la rabbia, quell’energia inespressa ritrova la sua femminilità dimenticata, schiacciata da un mondo che ci vuole ipocrite sante a scapito del sentire. Apparire sì, ma mai essere, come se nella femminilità un po’ ribelle alle regole e alla morale noi fossimo un pericolo per l’intera struttura sociale. Così come secoli fa le stesse streghe venivano fisicamente bruciate dai roghi cristiani, così la nostra protagonista vede un rogo peggiore: quello del suo istinto, della passione che trasforma, le viene maledetto quel fuoco importantissimo che è lo sprone per modificare noi stessi, e che così demonizzato spesso giriamo contro di noi : la rabbia. La vera donna non urla, dice sì, è dolce e accomodante perdona, non fa  sesso se non per procreare, non prova piacere, non urla, non diventa quell’archetipo pauroso della Dea Morrigan quella che fa del grido di giustizia un’atto di risarcimento dei danni. Una donna non si ribella. Una donna è solo un oggetto mai soggetto. Perché in fondo Clara nella sua ricerca costante tramite il piacere anche estremo, cerca di ritrovare attraverso i terminali nervosi del corpo stuzzicati dal contatto semplicemente la sua forma attivando il cervello. Clara ha la mente ottenebrata e attraverso l’orgasmo riattiva quella parte atrofizzata di essa, costruendo un’immagine di sé a partire dal dentro e non dal fuori, con le sue voci dissonanti e crudeli. Chi devi essere, quale maschera indossare rendono Clara un patetici burattino che, nei due libri troverà il coraggio e una sana follia per spezzare i fili. Il libro non è racchiuso nelle scene suadenti, mai volgari dell’atto fisico. Ma si basa su cosa le sensazioni provate creano dentro la protagonista. Sesso dopo sesso Clara si ricostruisce, arrivando a inneggiare quella parte un po’ “putein” presente in ogni donna.

Capisco che sentirsi definire in cotal modo indigni. Ma lasciatemi annoiarvi ancora un po’ attraverso l’etimologia della parola. Puttana, l’insulto becero che ogni uomo senza palle rivolge a una donna è in realtà un offesa proprio per l’intenzionalità, portata avanti dal mondo vigliacco e maschile,  di distorcerne il significato. Puttana in senso offensivo è il peggior degrado per la donna. Questo perché anticamente il termine, definiva una particolare condizione prettamente sacrale. Quello che nel volgo popolare è offensivo, deriva dal latino puteus ossia quel luogo naturale, cavità o bosco, appositamente scavato per simboleggiare il grembo della rinascita. Per non parlare dei romani, o dell’avesta, dove mediante la parola putika ci si riferiva a un lago mistico di acqua rigenerante.

Quello che emerge è che quel temine oggi tanto odiato, sfiorava un tempo, l’idea di un sentimento di venerazione religiosa, alludendo a ciò che era puro e santo.

Vi sembra così strano che la sessualità si leghi a un concetto di sacro?

 Vi informo che, anticamente, prima della frenesia bigotta cattolica, il sesso era una vera e propria liturgia, un atto sacramentale chiamato hierogamos che permetteva ai partner di trascendere i sensi comuni per entrare in una dimensione spirituale. Era un rito di passaggio. Così come ce lo racconta in modo scanzonato la nostra autrice. Pertanto nelle parole di Twin:

No no, penso che ha ragione la dottoressa Corelli.”

“La tua psicoterapeuta?”

“Sì, lei. Dice che dentro ogni donna c’è una puttana.”

Laura sgrana gli occhi scandalizzata e subito dopo sorride maliziosa.

“Sono d’accordo!” ribatte masticando un pezzo di torta Sacher. “Il fatto è che non tutte hanno il coraggio di far vedere questo aspetto. Qualcuna lo mostra sfacciatamente infischiandosene di ciò che la gente pensa di loro, altre lo esternano solo al sicuro della propria relazione, a patto che abbiano un compagno cui piace, e molte, invece, non sapranno mai quanto ci si possa sentire bene a vivere la propria sessualità senza tabù.”

Si riconosce un vero e proprio grido di libertà ma anche di riappropriazione di un passato e di una religiosità che ci hanno rubato. E ci continuano a rubare.

I due libri di Clara sono questo: una perfetta sintesi di un percorso di riappropriazione di sé in grado di fungere da guida per ogni donna. E che devono essere guida, perché reali, concreti e necessari.

…la vecchia Clara non esiste più. Al suo posto, ora c’è una donna libera, pienamente cosciente di se stessa, consapevole del proprio potere di seduzione e del proprio desiderio.

Sicuramente il primo libro, il lato oscuro di Clara è stilisticamente perfetto. Rappresenta e condensa ogni elemento che serve a dare quel tocco filosofico e di formazione che fa si che il genere sia letteratura e non apparenza. Il secondo è più romantico, come se ci raccontasse come dalla ribellione, dalla coscienza di sé, una donna ottiene non solo libertà ma rispetto e dal rispetto amore:

Dal suo gesto di stasera ho capito che la nuova Clara sa quello che vuole e andrà a prenderselo. Non è più disposta ad attendere che qualcuno la gratifichi, non è più propensa a mettere gli altri al primo posto; è in grado di darsi piacere e sa prendersi cura di sé. È una valchiria, un’amazzone… è una donna che mi piace

Dopo libri scabrosi, vergognosi, dove il sesso non è più libertà ma costrizione e sottomissione, ho avuto la gioia di leggerne uno dove la donna è donna a 360 gradi; femmina amorevole e dolce, pantera in difesa di cosa ha di più caro e gatta ammaliante e suadente, che decide lei con chi vale la pena di osare, quali sono i limiti e soprattutto…si ama.

Vi invito a leggerlo, a farlo vostro e riappropriarvi davvero, orgogliosamente, dei termini più offensivi. Si siamo donne libere, siamo ierudole, siamo streghe fiere e decidiamo noi chi e cosa ci farà capitolare.

 

 

 

 

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