“Obscure I: Eva” di J.T. Tenebra, Self publishing. A cura di Natascia Lucchetti

 

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Il thriller è un genere vasto che indaga a fondo nelle emozioni e nelle perversioni dell’uomo. Dopo il gotico e l’horror è in assoluto il mio preferito e mi fa piacere leggerlo. Quello di Tenebra è per l’appunto un libro gradevole che passa attraverso una bella dose di azione e un ritmo serratissimo. Inizia con calma e si sviluppa in velocità per poi sorprendermi alla fine.

Un lavoro davvero buono dal punto di vista dell’intreccio che affronta il tema dell’amore paterno del protagonista per la figlioletta Eva. Una figlia avuta per pura casualità che poi diventa ragione di vita e ossessione dopo la morte. La ragazza infatti, muore giovanissima e questo avvenimento tragico lo fa precipitare nella disperazione per il senso di colpa di non aver saputo proteggere la cosa più cara. L’uomo perde coscienza del mondo che gli sta intorno finché non accetta la sua perdita, passando per un processo di distruzione e ricostruzione, animato dalla rabbia verso i responsabili dell’omicidio di Eva. Ed è proprio il lato oscuro del protagonista che innesca tutta la vicenda, una caccia ai responsabili rimasti quasi impuniti. Belli i quattro obiettivi: ognuno molto particolare e ben differenziato dall’altro con un background se non approfondito, ottimamente accennato al servizio della trama.

C’è solo una nota stonata nella narrazione, niente di profondamente fastidioso però. Alcuni passaggi scorrono via troppo velocemente e secondo me potrebbero essere approfonditi con più attenzione. Alcune scene terminano troppo bruscamente senza alcuna soluzione di continuità, lasciandoci intendere che sicuramente c’era di più da scrivere. Uno di questi è il momento in cui Eva muore che viene appena accennato. Ovvio si intuisce che accade, però, con qualche descrizione in più sarebbe stato perfetto.

Questo Obscure è un romanzo buono che potrebbe diventare ottimo anche perché lo stile mi piace. Pulito e veloce, adatto al genere e capace di catturare qualsiasi lettore. I dialoghi sono davvero buoni, specialmente nella seconda parte. Belle trovate che mi hanno convinto soprattutto nel sarcasmo e l’ironia di un personaggio di cui vediamo chiaramente il cambiamento, capitolo dopo capitolo.

Io amo i libri d’azione basati sulla vendetta, anche se qualcuno potrebbe considerarli un clichè. Rientrano nel mio gusto. Mi piace la rinascita nelle ombre dell’essere umano disperato e qui il concetto è proprio ben descritto. La ricerca di giustizia che passa per l’errore, il peccato e l’amore che attraverso la sofferenza si trasforma in  odio profondo soprattutto per se stessi.

Un buon lavoro che se privato del piccolo difetto di cui vi ho parlato prima, potrebbe diventare ottimo.
Lo consiglio a chi ama il thriller e l’azione.

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