Blog Tour “Ragazzi di carta” di Marco Mazzanti, edizione le Mezzelane. “Dentro il Romanzo” A cura di Vito Ditaranto

 

TRAMA:

Hanno nomi di colori. Hanno nomi di pianeti, stelle, lune. Hanno i nomi di tutti e di nessuno. Altri non ne posseggono proprio. Sono uomini. Sono donne. Ed è quanto basta. Sono ragazzi di carta. Fuggono. Camminano. Ritornano. Guardano indietro. Si sfiorano. Si voltano e di nuovo fuggono. Corrono.Le loro storie descrivono con esattezza la fragilità della gioventù odierna e la precarietà dei rapporti interpersonali.Ragazzi di carta è un libro dai toni metafisici che, in un mix di poesia e prosa, nel suo insolito fluire, lascia spiazzato il lettore, guidandolo lungo un sentiero di forme narrative che si rivelerà, al termine del viaggio, un’autentica sorpresa.

 

Quale è la prima passione di un bambino? Mia figlia Miriam ama la carta, ci gioca, la riduce in pallottola accartocciandola, la usa per colorare e disegnare. In definitiva la sua primissima passione è stata per la carta. Credo quindi che la prima passione di molti bambini sia proprio la manipolazione della carta, anche io ricordo di aver avuto la stessa passione da bambino, e voi?

Viaggiate indietro nel tempo, aprite i vostri cassetti dei ricordi, sicuramente riuscirete a ricordare l’odore della carta, delle matite, dei colori cerati, che meravigliosi ricordi! I colori che profumano di paesaggi fissati in maniera indelebile nella memoria del cuore. Provate ad associare una sensazione o un paesaggio ad ogni colore. Io con il blu sento il profumo del mare oppure viaggio su di un cielo che illumina il bianco delle nuvole. Il rosso mi richiama al profumo di una rosa o del sangue di quando da ragazzino son caduto dalla bici e mi sono tagliato una mano. Il nero mi richiama al profumo dell’inchiostro mentre scrivo oppure ai momenti bui che la mia anima ha attraversato la mia vita.

I ragazzi di carta siamo noi: uomini, donne che decidono di scrivere la propria vita sulla pelle, vivendola e assaporandola, nel bene o nel male, giorno dopo giorno. Questo libro riunisce poesie e racconti brevi, spesso brevissimi, legati dalla figura dei ragazzi di carta.

La vita è un intreccio di colori e carta.

Lo psicologo, psichiatra e filosofo svizzero Max Luscher ha steso, nel 1949, un interessante “test dei colori”, basato sul fatto che una particolare attrazione o repulsione nei confronti di un determinato colore siano riconducibili a particolari stati psicofisici ed emozionali che ogni colore ed ogni combinazione cromatica generano nell’osservatore tenendo conto anche che la preferenza mostrata verso ciascun colore e le reazioni che provoca nel soggetto cambiano a seconda degli individui e dei vari momenti nello stesso individuo: in breve, i colori parlano di noi, dando precise informazioni su bisogni, desideri, rifiuti, paure, basta saper decifrare il messaggio.

– il rosso denota un senso di forza e di sicurezza, per cui la scelta orientata al rosso corrisponde ad uno stato di attivazione nella direzione di una conquista, ad un desiderio espansivo: esprime fiducia e sicurezza di sé:

 – il blu è la calma, la soddisfazione, la pace interiore, la quiete, l’armonia;

 – il verde esprime stabilità, forza, tenacia, costanza, perseveranza, equilibrio psicologico, autostima, riferimento saldo a valori forti;

 – il giallo, caldo, irradiante, luminoso suggerisce espansione e movimento, libertà e autonomia, è colore del cambiamento e della ricerca del nuovo;

 – il viola, ottenuto mescolando rosso e blu, è il colore della trasformazione, della metamorfosi, del passaggio da uno stato ad un altro;

 – il marrone è un colore solido, corporeo, materiale, corrisponde alla sensazione della propria fisicità;

 – il grigio è il colore neutro di chi prende le distanze dai sentimenti e dalla vita, optando per il non coinvolgimento;

 – il nero è il ‘non colore’, la negazione, l’opposizione dietro la quale può nascondersi un desiderio di rivendicazione di potere.

Il colore ci trasmette effetti psicologici ed emotivi. Vediamo le emozioni (positive e negative).

Il libro rappresenta un monologo dell’ “IO” inconscio, sviscerando  vari strati della coscienza che hanno nomi di colori associati ai nomi dei protagonisti, l’autore li prende per mano gli accompagna e li solleva uno ad uno come fogli di carta. La narrazione è arricchita da scritti poetici che conferiscono maggiore phatos all’intera opera. L’opera in realtà è un vero e proprio componimento poetico lo si capisce sin dalla prefazione di Michela Zanarella (poetessa e vincitrice del prestigioso premio internazionale Creativity prize al Naji Naaman’s Literary Prizes 2016), la quale ci introduce in un viaggio attraverso l’anima fatto di sogni. L’anima del lettore viene subito stropicciata da un turbine di emozioni che incantano sin dalle prime righe.  Personalmente ho sempre vissuto all’ombra di una grande quercia, sepolto dalla luce degli altri. Ho sempre pensato con il cuore. Ho sempre amato in silenzio. Leggendo questo libro ho iniziato a brillare della mia luce, a vivere le mie emozioni, ad amare anche l’odio. Ho apprezzato  come in realtà il nemico non sia l’emozione, ma il nemico è il nostro approccio verso l’emozione lo sguardo sbagliato che spesso abbiamo verso tutto ciò che ci emoziona, nel bene o nel male.

«Sì. Perché penso al mio corpo tra i flutti. Chiudo gli occhi. E rimarrei… così.»

«Così come?»

«A braccia e gambe larghe, disegnando stella. Una stella che si lascia trascinare.»

 

 

 

Mazzanti  ci immerge nel suo mondo interiore e nella sua ricerca d’identità, quell’identità che riesce a manifestare profondamente e intimamente la sua anima. Una silloge, non scritta da più mani o autori, ma scritta da più anime di carta, che si anima come un mosaico. Incalzante di sensazioni e riflessioni, mai passiva, mai doma, ma che in una successione di flashback, conduce il lettore senza tregua e a ritmo serrato lungo la schermata di una memoria impietosa. Sensazioni e riflessioni che si susseguono, a ritmo serrato, sulla schermata dell’impietosa memoria, che mette a nudo una visione disincantata e apparentemente cinica. La lettura scorre veloce mentre l’autore ci offre la visione di un paesaggio edenico. Nel libro si intravede la presenza di una sfumata contrapposizione chiaroscurale tra la notte, il buio, il nero, l’ignoto, drammaticamente associati  alla paura, e il giorno, la luce, il bianco,  in cui tutto può accadere, perché basta un attimo di un giorno, apparentemente simile a tanti altri, a cambiare una vita, che sembrava destinata a scorrere su binari sempre uguali. L’inverno dell’isolamento e della forzata solitudine cede il posto al disgelo della primavera che lascia aperto uno spiraglio su un futuro da vivere con grintosa determinazione, con la consapevolezza amara di doversi guardare le spalle, per evitare di cadere, per l’ennesima volta, nel baratro senza fondo della paura, fredda come una notte senza stelle. In una simile prospettiva l’amore appare come un meraviglioso miraggio nel deserto dell’incertezza e della mancanza di appigli, un bellissimo miraggio che illude e poi tronca ogni speranza, con l’indifferenza di chi non concede possibilità di appello.

Una malinconia di fondo affonda  o meglio annega,  in un mare profondo,  il cuore dei protagonisti costretti a confrontarsi con una malinconia profonda.  Ciò che comunque può essere cambiato è il destino impadronendoci  della nostra anima, di cui solo noi siamo i padroni. I racconti brevi, narrati dai vari protagonisti del romanzo, mi hanno catapultato in un mondo fatto di immagini. La narrazione  anche se appare triste e malinconica innalza il lettore a uno stadio superiore operando ciò che io chiamo “Il Risveglio dell’anima”, spronando chi legge a migliorarsi elevando il valore dei sentimenti che sono il motore dell’universo. Il componimento costituito in maniera egregia da tanti piccoli racconti rende la lettura piacevole a volte ci sono immagini ricorrenti tipo il luna park che fanno capire e comprendere al lettore come in realtà tutti gli eventi , apparentemente distinti e separati, in realtà sono tutti collegati tra loro. Dal punto di vista scientifico, le varie storie, rappresentano ciò che i fisici chiamamo “Effetto farfalla”:

“ Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo “ (The butterfly effect)

 

Tra i vari racconti , tutti molto belli e significativi, quello che forse mi ha maggiormente colpito è “Ti immagino”.

 

 

“…Ti immagino seduto accanto all’oblò; guardi pensieroso il mare sotto di te, nei tuoi occhi striature di nuvole, riflessi di onde calme, spume, delfini… Il tuo ritorno. La mia attesa. Poche ore ancora, e sarai qui. E intanto io non faccio che immaginare; immaginare momenti che non mi racconterai mai, che non vivremo mai, perché anche io, per motivi diversi dai tuoi, nel frattempo ho deciso di partire, partire per non tornare più…”

 

La scrittura di Mazzanti è degna di nota: il suo stile è, colto, raffinato, elegante, lirico eppure semplice descrivendo situazioni che lasciano spesso basito il lettore per l’emozione che regalano. Un emozione forte e intensa che difficilmente si dimentica. Una prosa fluida che spesso è intaccata e impreziosita da spunti di eroica poesia. Certo perché questo romanzo è anche poesia. Poesia vera e profonda. Ogni capitolo, ogni storia inizia con una poesia. Un opera colma di riflessioni che diventano versi, frasi da appuntare, sguardi da osservare e a cui incatenarsi per sentire ancora più a fondo la magia creata dall’autore. Tutto il libro è scritto con una vena poetica che ho amato molto.  Il libro mi è sembrato un grandioso poema dalle incantevoli  ambientazioni.

Quello che viene raccontato in queste pagine sono le emozioni di tutti, esperienze comuni descritte con il cuore attraverso un viaggio dell’anima e osservate dall’occhio sensibile dell’autore.

Obbiettivamente sono convinto che per la precisione delle descrizioni  le storie, le poesie e i brevi racconti narrati in quest’opera nascono da intrecci  rielaborati in maniera fantasiosa, ma che raccontano frammenti di vita personale, nascono sicuramente da emozioni, da riflessioni, da suggestioni realmente vissuti o che ognuno di noi può facilmente vivere o rivivere in queste pagine colme di forte passione emotiva. Da questo libro si possono trarre molte conclusioni e molti insegnamenti ricordando che, solo noi siamo i padroni indiscussi della nostra vita e solo noi possiamo decidere di osservare un meraviglioso tramonto indossando occhiali scuri o coglierne l’immensità lasciandoci accecare gli occhi dalla luce del Sole.

Così come i colori delle emozioni della vostra vita, Bruno, Bianca, Azzurra, Céléstine, dopo la lettura di quest’opera d’arte, resteranno racchiusi per sempre nello scrigno del vostro cuore e solo il pensiero tornerà a emozionarvi.

Questo è sicuramente un capolavoro da non perdere.

 

…a mia figlia Miria

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