“Il sette delle stelle” di Daniele Petrichiutto, Book Sprint edizioni. A cura di Alessandra Micheli

 

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È un libro molto intimistico quello di Daniele Petrichiutto. Un testo complesso e semplice allo stesso tempo che affronta, non la vita in generale, ma l’esistenza osservata dal privilegiato punto di vista di un uomo la cui sensibilità lo pone al di fuori della società attuale. È un uomo che sembra appartenere alla filosofia sufi:

è nel mondo

ma non del mondo.

 

Questa peculiare caratteristica è propria di chi intraprende la strada della poesia. Di chi usa le rime, i versi, le raccolte, per alzare il velo di Maya, quello a cui noi siamo abituati e affezionati per osservare gli intricati legami, orrori e bellezze della vita oltre la vita.

Pertanto la filosofia della prima parte potrà apparire oscura, quasi simbolica, con riflessioni scritte di getto e con un affanno dettato da una mente che, svegliata all’improvviso dalla torrenziale impulsività della musicalità del verso, osserva sconvolta quegli anfratti nascosti celati dall’inconsapevolezza. Son pensieri che hanno un retrogusto amaro, arrabbiato, quasi giudicante, spaesato da ciò che egli stesso oramai percepisce come estraneo, poiché grazie al verso si eleva librandosi nel cielo, fiero di quella visuale privilegiata con cui può finalmente osservare il volto dietro al volto, scrutare i colori sfaccettati e criticarli, ricomprenderli, re-impararli. È la rabbia dell’uomo che una volta toccato l’infinito non si adatta a scendere in terra e a ripercorrere vie divenute troppo strette, soffocanti, bisognoso com’è di spazi infiniti. E pertanto la poesia si colora di amarezza così come raccontava Baudelaire nella poesia L’albatros.

Soltanto con la rima, Petrichiutto riesce a ritrovare una compostezza serena nel suo indagare, nel suo esplorare la vita come se fosse appena nato, come se fosse la prima volta che apre gli occhi al mondo, puro e innocente come un bimbo. E la poesia è questo, la spada con cui spezza l’ovvio, ritrovando il necessario ignoto, e ridando valore a un dolore che, se non fosse avvolto dal ritmo poetico, lo sopraffarebbe inglobandolo non tanto nella sofferenza ma nell’apatia. Daniele combatte lo spleen con l’unica sua arma: la penna. Rivisitando tutti i sentimenti che compongono questo strano miscuglio umano di sensibilità, razionalità bene e male. Questo amalgama che è capace di grandi gesti ma anche di becere sopraffazioni. Uomo bestia e uomo libero e scevro dal peccato, crocifisso all’indifferenza di chi ama, di chi cerca come compagno, come anima affine, come appiglio. E che novello cristo, rinasce proprio grazie alla composizione, sudando sangue che traboccando dalle pagine torna al cuore ripompando vita nelle vene desertiche.

Ultima nota. Il titolo racchiude un intero mondo simbolico. Il sette delle stelle racconta il percorso umano, ( non scordiamo che il sette nella tradizione esoterica rappresenta l’equilibro e la globalità) che dalle impurità, attraverso i percorsi spesso difficili e tortuosi della vita, come in un athanor alchemico si purifica proprio per ricongiungersi, come narravano gli antichi egizi, alle stelle.

 

Tu sei certamente questa grande stella, compagna di Orione/ che attraversa il cielo con Orione, che naviga sulla d(w)At con Osiride, possa tu uscire sul lato orientale del cielo/ rinnovato nella tua stagione, ringiovanito nel tuo tempo.

Una raccolta che consiglio vivamente a chi non si accontenta della spiegazione dell’ovvio, della razionalità, ma cerca, indaga e spera che quel perché sia non solo conoscitivo ma salvifico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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“Magari domani resto” di Lorenzo Marone, Feltrinelli editore. A cura di Ilaria Grossi. Un omaggio a Napoli da tutto il nostro Blog.

 

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 Leggere il libro di Lorenzo Marone e’ come affacciarsi da un balconcino di una palazzina dei Quartieri Spagnoli.

In un vicolo stretto con poca possibilità di vedere il sole, osservi ciò che ti circonda, i rumori, gli odori , i panni stesi , il via vai della gente del quartiere, i motorini e poi alzando gli occhi al cielo sentirsi parte di una realtà in cui il coraggio e la “voglia d’ allucca’ ” sono gli ingredienti principali per affrontare la vita

.voglio essere come Luce coraggiosamente antipatica, Non aver paura di dire apertamente ciò che si sente , ciò che si prova , non nascondersi dietro maschere ma alla luce del sole essere sempre e comunque se stessi.

Lorenzo Marone è capace di puntare una lente di ingrandimento su particolari unici, preziosi e importanti di Napoli. Non solo carte sporche, disoccupazione, camorra e tinte negative , ne siamo fin troppo consapevoli e non lo neghiamo. Napoli è mille tinte e sfumature , è voglia di rinascita, è voglia di gridare ” Io non ci sto più così “, è voglia di cambiamento , è voglia di ritagliare uno spazio anche piccolo in una realtà sii difficile e contraddittoria ma pur sempre…la nostra realtà, quella in cui siamo nati , cresciuti e in cui vogliamo avere sempre , sia pur con difficoltà e qualche amarezza ..un posto al sole.

E sì..poter dire con fierezza “Magari domani resto “.È la storia di Luce Di Notte, avvocato, vive nei Quartieri Spagnoli, un vero maschiaccio quasi ad aver paura di mostrare la sua femminilità. Vive con il suo cane Superiore, Alleria, un vicino di casa Vittorio un anziano su una sedia a rotelle, con cui condivide il pranzo e la cena e le regala con saggezza e semplicità le sue massime filosofiche che toccano al momento giusto le corde dell’ anima di Luce.

Luce tra presente e passato, un lavoro che non la soddisfa ma grazie al quale conoscerà un bambino speciale di nome Kevin, un papà che non c’è più e in perenne conflitto con la mamma troppo chiusa nel suo mondo di sacrifici e delusioni. Luce coraggiosamente antipatica ma fragile con tutto quello che riguarda il cuore , i sentimenti e le emozioni. E poi vuoti …silenzi che inevitabilmente urlano di essere riempiti di libertà e allegria. C’ è musica tra le righe del romanzo, ironia e leggerezza disarmante, c’ è amore, amicizia e fiducia …e una nonna Giuseppina con un cuore grande. C’ è tanto da riflettere..c è tanto da assorbire e tanto da mettere in “Luce” …

Luce piccola grande femmena. Vi invito a scoprire un bellissimo romanzo che ha toccato fortemente le corde della mia anima.” Devi cambiare d’animo , non di cielo ” “Non partite solo per fuggire e non restate solo perché non avete il coraggio di prendere nuove strade. Siate sempre aperti ai cambiamenti, scegliete un obiettivo e puntatelo, però sappiate che

se po’ semp’ falli’ , che ca nisciuno è perfetto. E non smettete mai di essere curiosi , pecche’ a curiosità e’ na forma e coraggio “.

Complimenti e Buona lettura Ilaria

 

Evento imperdibile! L’otto marzo, l’ Accademia Belli e bibliobelli Peppe Renzi, presentano “incontri in biblioteca”. Con la partecipazione straordinaria di Cinzia Rinaldi non potete assolutamente mancare!

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Cinzia Rinaldi con il suo libro “Il lungo viaggio dell’anima” renderà quest’incontro ricco di poesia!

 

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Una grande autrice tutta da scoprire!

 

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Vi aspetta una giornata che non dimenticherete facilmente.