Se pensavate che il mistero degli angeli fosse perso nei meandri oscuri della nostra coscienza, vi sbagliate di grosso. Il libro di Enoch trova la sua nuova forza nel libro di Gabriel Wolf “Laymidiel” Siete pronti a sollevare lo sguardo verso gli angeli? Ed a affrontare la loro vera natura? Perché una volta che i vostri occhi vedranno nulla sarà più come prima. Fatevi inondare dal mistero, dalla bellezza e dalla magia

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 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie,   i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero.  Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».  C’erano sulla terra i Giganti ( Nephilim ) a quei tempi  e anche dopo quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.

Dall’AnticoTestamento, Libro della Genesi ( Genesi 6:1-4 )

Sinossi

Nella moderna LosAngeles  Liam Blossom, un ragazzo tormentato ed introverso quanto forte e determinato, scopre che il mondo è un luogo molto più vasto e complesso di quanto non avesse mai immaginato quando in lui si risveglia una natura #angelica che gli da accesso a poteri oltre la sua comprensione.

La manifestazione di questo retaggio divino lo porterà a scontrarsi con avversari antichi e potenti che, perseguendo fini di dominio oscuri e misteriosi, gli daranno la caccia per assumere il controllo del suo potere e della sua vita.

Stretto fra complotti più antichi della storia e complessi giochi di potere, intessuti da forze che si annidano nelle pieghe più nascoste della società umana, Liam scoprirà che persino quando la forza dei mistici poteri divini, della stregoneria e della magia sembrano invincibili il nemico più pericoloso in realtà si annida nel suo cuore.

Alla fine il giovane Angelo imparerà che la lezione più importante è che solo un amore incondizionato potrà salvarlo dal perdersi e che l’amore può assumere più forme di quante si possa immaginare.

Un libro indimenticabile, che scatenerà un uragano di emozioni.

Vi ritroverete a combattere con la paura:

“…il suo corpo iniziò a gonfiarsi abnormemente e le cuciture degli abiti non resistendo alla pressione saltarono una dopo l’altra strappandosi in un crescendo lacerante, lasciandola impietosamente nuda per poi, ormai ridotti a stracci informi, scivolare a terra ed essere dispersi fra le ombre dal vento che non aveva mai smesso di soffiare in quello spazio oscuro e ristretto che era divenuto il suo inferno in terra.

Avvolta in quella sorta di bozzolo di viticci spinosi d’energia brillante di colpo Luz si sentì sollevare in alto e trascinare rapidamente verso il suo assassino che l’attendeva nel buio: volgendo uno sguardo disperato riuscì a scorgere i petali vibranti della grande rosa oscura che era la manifestazione dell’aura del demone divenire talmente scuri da essere a stento distinguibili dalle ombre in cui erano immersi.

In quel momento la certezza che per lei ormai fosse davvero finita la invase completamente, ma non fu accompagnata da quella sorta di pace remissiva di cui a volte aveva sentito parlare dai commilitoni di suo padre quando ricordavano d’essere giunti ad un solo passo dalla fine, bensì da un panico che cresceva proporzionalmente alle fitte di dolore atroce che continuavano ad esplodere senza tregua in ogni singola cellula del suo corpo martoriato e sospeso a mezz’aria dalla trama oscena di quei viticci d’energia che, continuando a fluttuare intorno a lei, adesso erano inguainati da quella parte del suo sangue caldo, vivo e pulsante, che era colato sulla superficie della sua pelle all’inizio di quell’incubo sanguinario, dandogli la parvenza disgustosa di viscide lamprede.

Il cuore della ragazza batteva all’impazzata, cercando disperatamente di spingere il sangue dove era necessario all’organismo, ma ormai il suo tessuto ematico obbediva solamente all’oscura volontà del demone avvolto dalle ombre che ne stava straziando metodicamente l’essenza più intima, ponendo nel contempo la massima attenzione a non ucciderla prima che il suo lavoro non fosse terminato, con l’effetto di prolungare la sua agonia oltre i limiti della naturale sofferenza umana…”

Vi immergerete nelle incantate atmosfere del fantasy

Poi il basilico, l’ ”erba regia” consacrata ai defunti, per evocare il legame che annullasse la soluzione di continuità fra passato presente e futuro, e che contemporaneamente per la sua valenza ctonia evocava la presenza della Megera.

I petali multicolori di rosa, sacri alla Divina Fanciulla, per consacrare alla vita la sua richiesta nel perseguire attraverso il suo stesso rinnovamento interiore il bene che stava cercando in nome dell’amore per suo fratello.

Allora fu la volta delle foglie di alloro, sacro ai poeti, tradizionale evocatore della lucidità mentale e della rarissima radice di mandragora, il catalizzatore più efficace per tutti gli incantesimi.

Alanis respirò a fondo il profumo delle essenze vegetali e sentì i suoi pensieri divenire sempre più leggeri e affilati…”

I poteri della giovane Rephaim erano notevoli ma contro uno antico come il Demone Scarlatto non aveva alcuna speranza di prevalere, in alcun modo, e quando stava per liberare la potenza che aveva accumulato lui si girò lentamente verso di lei: la luce scarlatta che promanava dai suoi occhi era terrificante, le sue ali d’energia angelica erano diventate ancora più grandi e le emanazioni luminose della filigrana argentea che ne percorreva le zone più oscure talmente brillanti che si riflettevano sulla pelle d’ambra del viso, del petto e delle braccia, traendone riflessi dalle sfumature dorate che sottolineavano ulteriormente la sua bellezza.

Damian sogghignò vedendo Ayla’an bloccarsi abbacinata da quello spettacolo e fu quell’attimo d’esitazione a deciderne il destino per quella notte: se la giovane Rephaim non avesse reagito in quel modo davanti al dispiego della sua tenebrosa magnificenza, se non avesse dimostrato di essere così pienamente influenzabile dalla sua impareggiabile perfezione, la punizione sarebbe stata terrificante e la lezione di sofferenza indimenticabile, proprio come il marchio di dolore che avrebbe lasciato per segnarle tanto l’Intima Essenza che la pelle, per molto tempo a venire.

Il Demone Scarlatto allargò le braccia, aprì le mani, alzò la testa verso la volta stellata ed una frazione della sua tenebrosa energia angelica fu sufficiente perché la sua volontà si espandesse, catturando i flussi inquieti dell’atmosfera, reindirizzandoli e concentrandoli, fino a forgiare delle catene di vento che scagliò verso la giovane Rephaim.

E vi ritroverete a sorridere quasi senza accorgervene:

“La vecchia stronza aveva commesso il suo errore più grande, aveva toccato i Blossom: nell’intervallo di un solo respiro i volti di Liam, Alanis, Sharleen, Wade e Deloris sfilarono sorridenti di fronte ai suoi occhi e la rabbia montò incontenibile ancora una volta “Fa’ silenzio scrofa maledetta!” a quelle parole la vecchia sobbalzò sulla sedia e, presa del tutto alla sprovvista, tacque trattenendo il fiato “Chiudi quella fogna di bocca da cui sai fare uscire solo merda! Tu non sai un cazzo, non hai mai saputo un cazzo e non capirai mai un cazzo! I Blossom sono l’unica vera famiglia che io abbia mai avuto, sono gli unici dopo papà che mi abbiano mai voluto bene e tu, soprattutto tu, stupida, grassa, arrogante, ignorante stronza non devi mai permetterti nemmeno di nominarli, capito?! Mai!”.

L’atmosfera della sala da pranzo era densa e calda come fango vulcanico, Jake stava mettendo quell’accozzaglia di stronzi, per la prima volta nelle loro vite, di fronte alla realtà delle loro inutili esistenze, e di tutto il male che avevano fatto con il loro egoismo, anche se in verità non era molto sicuro che capissero granché oltre al fatto che lui gli stava rinfacciando qualcosa che però, ai loro occhi, era del tutto normale, ma avevano iniziato loro, e adesso avrebbero avuto indietro tutto quello che avevano sputato su di lui in tutti quegli anni, e con gli interessi.

Lo zio Eddie si alzò in piedi in tutta la sua vuota arroganza di ingegnere fallito appoggiando le manone sui fianchi mollicci “Jake, adesso basta, stai esagerando, tu non hai alcun diritto di…” i lampi dagli occhi del ragazzo avrebbero incenerito una sequoia, ma quello che stava per mostrare a tutti in quel momento avrebbe avuto un effetto molto peggiore, perché Jake ormai aveva deciso che era giunto il momento di farli confrontare con il loro più lurido segreto: un segreto che tutti conoscevano ma che nessuno aveva mai osato nominare chiaramente.

“Fa’ silenzio zio Eddie, tu più di chiunque altro dovresti tacere, perché sei stato proprio tu ad ideare quella macchinazione mostruosa ai danni di mio padre malato per sanare i casini dei tuoi debiti di gioco che avevi caricato sul bilancio di quel maledetto caseificio” a quelle parole l’uomo sussultò ammutolendo e ricadde sulla sedia sbiancando in volto “con la complicità di questa vecchia stronza bastarda che ti ha appoggiato senza alcuno scrupolo” sottolineò guardando con gli occhi fiammeggianti verso l’altro capo del tavolo “Tu più di chiunque altro dovresti stare zitto, cazzo!” concluse con un ultimo acuto della voce semi strozzata dalla rabbia mentre si girava alzando le mani tremanti verso la sua faccia: ora che aveva portato alla luce tutta la loro merda, la vista di quella gente gli si era fatta del tutto insopportabile.

Gli Scarpellino erano sempre stati avventati e imprudenti, non facendosi mai scrupoli a parlare di qualunque cosa di fronte a lui quando era piccolo, sicuri che non avrebbe capito mai nulla: ma anche se lui non capiva sul momento registrava tutto e poi, magari a distanza di anni, comprendeva quanto aveva ascoltato.

“Tu non ti puoi permettere di parlare così a mio figlio! E soprattutto a me!” sbottò il vecchio mostro ansimando dal capotavola col fiato corto e la voce che tremava.

Jake si girò verso di lei, lentamente, e raddrizzandosi in tutta la sua altezza abbassò le mani e la squadrò con un disprezzo totale nello sguardo “Io parlo come ritengo più giusto” rispose abbassando il tono della voce e mettendoci tutto il disgusto di cui era capace “e non debbo certo renderne conto a te. Io, a differenza di questo ammasso di spazzatura che tu chiami famiglia” disse indicando con un ampio gesto la gente che nella stanza lo guardava sempre più allibita “non ti devo nulla, semmai sei tu che devi a me ed a mio padre se hai ancora di che vivere! Signora la padrona!” terminò canzonandola beffardo.

Tutti i presenti boccheggiavano come pesci abbandonati sulle tavole di un pontile, la furia di Jake era inarrestabile ed aveva travolto in pochi minuti tutte le ipocrisie su cui si erano fondate da sempre tutte le loro vite, e lui si sentiva come se un sudario spesso, polveroso e pesantissimo stesse scivolando via dalla sua stessa anima, mentre un’energia nuova e sconosciuta scorreva in tutto il suo corpo.

Comprendeva perfettamente di essere più furioso di quanto non fosse mai stato in tutta la sua vita, ma si rese anche conto che era, nello stesso tempo, assolutamente lucido e presente a se’ stesso: non era calmo, no assolutamente, ma era perfettamente cosciente di ogni sua parola ed ogni suo gesto.

Poi, finalmente, Jake fece quello che aveva sempre desiderato fare per tutta la vita ogni volta che si era trovato imprigionato nel mezzo d’una di quelle ipocrite cerimonie sociali: si avvicinò con passi lenti, ma che mostravano una determinazione incrollabile, al tavolo da pranzo carico dei piatti debordanti del loro cibo disgustoso inverosimilmente carico di formaggio, ne afferrò saldamente il bordo, gustando appieno quel momento che in fondo al cuore aveva disperatamente e rabbiosamente desiderato tanto a lungo, poi lo sollevò con tutta la forza che la sua rabbia ormai fattasi travolgente poteva garantirgli per poi rivoltarlo di fronte a se’ facendo volare dappertutto le stoviglie e mandando il gruppo di commensali all’inferno o, più precisamente, a gambe all’aria.

Tutti crollarono dalle sedie, e molte si ruppero sotto il loro peso, in una cacofonia di urla indignate e strilli isterici.

Mentre contemplava la devastazione di cui si era finalmente fatto artefice il suo sguardo scorreva su ognuno di loro con fredda ferocia, e nel fondo della sua anima qualcosa di primordiale iniziò a ruggire possente per poi smorzarsi poco dopo con sonori grugniti di soddisfazione lasciandogli l’eco vibrante di un momento di assoluta sicurezza e consapevolezza di se’ stesso”.

Non perdetevi un libro che vi coinvolgerà, vi emozionerà lasciando un segno profondo in voi. Non lo dimenticherete facilmente!

Dati del romanzo

il romanzo è disponibile in cartaceo su amazon ed in formato e-book al seguente link https://stores.streetlib.com/en/search?q=Laymidiel
dove si può anche scaricare una succosa anteprima gratuita

Biografia autore

Gabriel Wolf è uno studioso ed un giramondo. Ha praticato molte discipline sportive ed ama vivere all’aria aperta. Parla diverse lingue e nel corso della sua vita ha fatto innumerevoli lavori afferrando ogni opportunità come una sfida da affrontare. Laymidiel è il suo primo romanzo con cui ha deciso di mettersi alla prova creando una fusion dei generi narrativi che ama di più.

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