“Lo scrigno di Sam” di Rossella Gallotti, self publishing. A Cura di Micheli Alessandra

 

Ultimamente mi piace leggere i romance.

Forse perchè in questo periodo di dolore, di disgrazie siamo pieni e serve a me come a voi, un po’ di quella speranza che oggi ci sembra tanto lontana.

In questo caso posso consigliarvi il libro di Rossella Gallotti.

Un libro che, seppur da perfezionare, ha degli interessanti elementi che vorrei sottolineare.

Innanzitutto la scelta coraggiosa di amalgamare due generi rosa e azione.

In questo caso, l’aziona cosi intensa viene abilmente smussata da quel tocco di romanticismo idealizzato che a ogni donna fa sognare.

Non personaggi cupi ma solari, dalle tinte pastello, lievi che danno quell’armonia spesso messa in discussione da tanti libri discutibili di oggi.

La Gallotti invece si rifà al filone classico portato avanti (dio che nostalgia) dalla Cartland, dalla mitica Liala e dalla leggiadra Delly.

Classici del rosa che cercavano di ammorbidire gli animi immergendoli in un mondo forse utopico ma necessario.

Cosa saremmo oggi senza utopie?

Probabilmente ancora all’era della pietra.

Perchè mie care lettrici sono le utopiche fantasie i voli pindarici dell’immaginazione che ci spingono a creare il mondo che ci circonda.

E pensare che esista l’amore puro, che esista il sacrificio per amore non può che farci del bene. Non può che darci quella spinta a trovarlo a ogni costo.

Badate bene, il libro della Gallotti non è soltanto coriandoli e unicorni, il cattivo esiste ma viene abilmente vinto dal sentimento puro.

Ed è cosi che deve essere.

Sam rappresenta tutto quello che di buono esiste nell’uomo.

Badate bene non il maschio ma l’uomo.

E Sam è il simbolo dell’amore incondizionato quello che arriva anche al sacrificio di se, del proprio egoismo in funzione del bene dell’altro. E’ un personaggio profondamente bello, bello perchè umano e solare, forse il protagonista maschile che ho più amato rispetto a tanti rosa che a volte si concentrano sui cosiddetti sogni proibiti, lasciando da parte il sapore delle cose semplici.

Da Sam discende un altro simbolo positivo di Rossella: il famoso scrigno che da il titolo al libro. Questo contenitore è il contrario del vaso tanto temuto di pandora.

Se in quello si contenevano tutti i mali del mondo, tutta l’oscurità quello di Sam è un po’ diverso, contiene si gli eventi dolorosi della protagonista ma, li trasforma li elabora tramite quell’amore cosi puro che Sam infonde proprio allo scrigno.

Perchè è prodotto con l’intento di preservare la mente della ragazza dai suoi demoni che se lasciati liberi di scorrere dentro la mente prendono forza e si ingigantiscono se inseriti dentro quel particolare contenitore vengono addomesticati, resi innocui proprio dall’energia positiva dell’amato.

E’ un concetto bellissimo, delicato, di un romanticismo soave si ma anche dall’idea che, per sconfiggere il male in fondo basta quella stupenda scintilla che ci rende vivi. E quella scintilla del sentimento amoroso non finisce con Sam.

Sam è soltanto il portatore del messaggio, colui che dona alla dolce alessia la capacità di accogliere quest’emozione sempre, in qualsiasi volto essa compare.

Non finisce con Sam la capacità immensa di provare, Sam è il messaggero non il messaggio.

E l’amore che non può essere mai frenato, che si nutre anche dell’abisso del dolore spaccandolo dissezionandolo e trovando in esso l’energia necessaria a crescere, accompagnerà sempre tutte quelle anime che come Alessia cercano il calore del sole.

E lo cercano nei posti giusti, in un sorriso, in un abbraccio, nella semplicità di un contatto.

Nello scambio di opinioni.

Ecco alessia in fondo è quella parte bella di tutte noi donne che non smette di credere, che sa usare il dolore come una lanterna per illuminare il buio e che grazie a quella lanterna riconoscerà sempre il mostro dall’eroe.

Senza confonderli.

Che tutte voi possiate assorbire un po’ della bellezza della Gallotti.

E che quella lanterna possa sempre brillare per voi.

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