“SANTAIOLE, spiriti, folletti e paura nelle tradizioni popolari”, di Linda CALLARI, collana Scientia et Causa, C1V Edizioni. A cura di Vito Ditaranto.

 

Non ho mai in vita mia incontrato un luogo più incantevole, dolce e misterioso di questo! Una volta oltrepassata la piccola porta, si entra in un piccolo mondo magico, fatto di fate, folletti, raggi di luna, lanterne, infusi di ogni tipo, odori magici, nascondigli segreti, pagine scritte e forse un tempo proibite, giardini dimenticati. Non è un ostello, non è una casa, non è un luogo definito:… è semplicemente la magia di questo libro, che genuinamente cercherò di illustrarvi cercando di immergervi, come ho fatto io, in questo mondo fantastico e sotto alcuni punti di vista, perché no, fatato.

Personalmente sono sicurissimo che la superstizione, le storie raccontate dagli anziani, le favole più o meno colme di mistero e immaginazione e la realtà enfatizzata e/o distorta sia ovunque, sopra di noi, vicino a noi, dentro di noi ed  è parte integrante della natura umana . Non voglio offendere nessuno ma credo di poter definire la superstizione come qualcosa che in un certo senso va a colmare il vuoto che esiste inevitabilmente tra scienza e religione, tra razionale e irrazionale. Spesso osiamo definire impossibili cose che semplicemente non abbiamo mai visto. Io sono convinto che niente sia impossibile. Sicuramente molti racconti e leggende sono state gonfiate e sicuramente mano a mano che passavano da una persona ad un altra assumevano contorni e caratteristiche personali ma di sicuro hanno avuto origine da un evento reale e che magari chi lo ha vissuto non lo ha compreso.

Sicuramente, senza il nostro desiderio di irrazionale non potrebbero vivere i cartomanti, i venditori e i produttori di oroscopi, le lettrici di palle dovrebbero cambiare drasticamente il tipo di palle e forse non potrebbero più limitarsi a leggerle ma il desiderio in sè non è una cosa negativa. La signora disperata che si rivolge al mago per farsi curare una malattia che i medici hanno diagnosticato come incurabile è la vittima, il mago che promette guarigione è il criminale. Sono convinto, pero’, che l’importante sia saper scernere il reale dall’irreale e mantenere nella memoria il più possibile qualsiasi tipo di credenza popolare, per non dimenticare le nostre radici. Tutto questo fa parte di noi.

L’autrice di quest’opera a carattere enciclopedico ci introduce nella sua opera magistrale attraverso le sue parole ben calibrate nella premessa del libro:

“…Questa indagine nasce dall’interesse per il fenomeno delle santaiole e degli scazzamurilli risalente ad una mia esperienza giovanile. Quando avevo otto anni, in occasione di una vacanza estiva a Manfredonia, in cui io e la mia famiglia eravamo ospiti di alcuni conoscenti, ho avuto occasione di scoprire l’esistenza di questa credenza.  Ricordo ancora le sere in cui la famiglia si riuniva per raccontare queste storie piene di fascino e mistero e non c’era giorno in cui non se ne parlasse. Questo vago ricordo mi ha indotta ad approfondire l’argomento intervistando questi miei conoscenti e alcuni dei loro famigliari… particolar modo sono rimasta affascinata dal fatto che queste persone riuscissero a considerare il fenomeno parte della loro vita quotidiana ma, al tempo stesso, mi sono sentita turbata da queste storie che mi venivano raccontate ogni sera, perché mi spaventava l’idea che la vita delle persone potesse essere controllata dagli spiriti. È forse proprio questo turbamento che mi ha spinta a voler cercare le origini di questo fenomeno e capire per quale motivo ancora oggi è così vivo anche presso le nuove generazioni…”

L’opera di Linda Callari rappresenta un’indagine che guarda al vissuto dei testimoni e alle spiegazioni date dalla scienza. Un viaggio tra misteri e leggende che affonda nell’antichità e tocca le corde più nascoste dell’umanità. Per descrivere le credenze di chi sostiene l’esistenza di questi spiriti, l’autrice effettua un’indagine sul campo con alcune interviste a testimoni di esperienze da loro vissute in prima persona. Nel saggio di Linda Callari sono anche inseriti alcuni punti di vista di personaggi autorevoli:  Massimo Centini, antropologo; Guillermo José Carrascón Garrido, docente dell’Università di Torino; Armando De Vincentiis, consulente del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale; Massimo Polidoro, membro del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale; Franco Rinaldi, esperto di storia locale di Manfredonia; Pier Paolo Viazzo, docente di antropologia dell’Università di Torino.

“Santaiole. Spiriti, folletti e paura nelle tradizioni popolari” è frutto di un lavoro appassionato e rigoroso eseguito in maniera certosina, credo che difficilmente si possa trovare qualcosa che possa superare quest’opera minuziosamente accurata.

Un libro decisamente notevole, ben documentato e ottimamente esposto, non presenta lacune di alcun tipo e ci aiuta, se possibile, a comprendere più a fondo il complicato mondo degli “spiriti elementari”, raggruppati, così come ha insegnato la Tradizione e che possono essere legati all’aria , legati all’acqua, legate al fuoco, Gnomi, folletti comuni spiritelli della casa, ma tutti indistintamente legati alla Terra. Tutto questo è arricchito anche da un accurata indagine volta ai così detti testimoni credenti senza tralasciare il punto di vista scientifico.

Attraverso la sua scrittura multisensoriale, l’Autrice ci fa sedere accanto al fuoco ad ascoltare i racconti i racconti fantastici.

Leggendo questo saggio, mi è anche venuto in mente un racconto della mia zona, che combacia perfettamente con quelli esposi da Linda Callari, e che riguarda “L’Avurie”.

L’Avurie (o anche Aure) è il protagonista di una credenza popolare molto diffusa nella provincia di Taranto, in particolare a Massafra e nel borgo antico di Taranto. Si tratta di un folletto o spirito che appare di notte, soprattutto verso l’alba, assumendo le sembianze di un gatto con un cappello, e si posa sul petto del malcapitato dormiente, paralizzandolo e togliendogli il respiro. Da un punto di vista medico, sembra che la credenza nasca dalla Sindrome della morte in culla, che colpiva i neonati facendoli morire con dei segni in corrispondenza dei polmoni. La tradizione vuole che se si ha la prontezza di strappare il cappello all’Avurie, lo si renderà schiavo e lo si potrà costringere a rivelare il nascondiglio di un tesoro nascosto.

 

NELLA REALTA’, COSI’ COME NELLA FANTASIA O NELLA TRADIZIONE O MITOLOGIA ANTICA NON E’ MAI QUESTIONE DI BENE O MALE, MA E’ SOLO QUESTIONE DI POSSEDERE COSCIENZA E MAGARI ANCHE L’EVENTUALE CREDENZA IN ALCUNI RACCONTI POPOLARI PUO’ AIUTARCI A VIVERE LA VITA IN MANIERA PIU’ SERENA.

A “livello accademico” il saggio è ineccepibile, ricco nelle fonti che puntualmente vengono usate per sostenere la visione proposta. L’opera in questione è interessante e ben fatta.

Affascinante, un libro che tutti dovrebbero leggere.

Ora, se avete avuto la pazienza e la gioia di leggere questa mia recensione, sicuramente sarete in grado di apprezzare questo magnifico saggio.

Se siete arrivati sin qui vi consiglio vivamente di leggere questo libro.

Ora la scelta di una lettura differente da quelle che generalmente vengono proposte è solo vostra.

 

…alla mia splendida fatina MIRIAM, con infinito amore,…vito ditaranto.

 

 

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