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PREMESSA

Mi piace parlare dei personaggi di un romanzo, delle loro sfumature psicologiche, del loro inserimento o meno nella società, semplicemente perché trovo che essi rappresentino una delle fondamenta su cui si può erigere un buon prodotto letterario.

Cos’è, infatti, un libro senza personaggi?

E soprattutto cosa trasmette al lettore fiducioso, un testo che regala stereotipi e non istantanee di persone vere? O che almeno dovremmo percepire come vere. I personaggi di un racconto, di un romanzo, soprattutto di uno che tratta temi delicati e particolari, come quello di Abysso e Odyssea, hanno un’enorme responsabilità, quella di essere portatori di significati molto più vasti che coinvolgono persone, modalità di pensiero e soprattutto la visione di una vita che scorre attorno a noi e che deve, in qualche modo rappresentare si un archetipo, ma senza cadere nella pericolosa trappola di degenerarlo in pregiudizio o peggio stereotipo. Ed è molto difficile.

Questo perché la narrativa contemporanea è appunto sincrona e  deve prendere la sua linfa vitale dagli eventi vicini a noi, quelli che noi spesso non osserviamo per indolenza o per mancanza di tempo, che ci appaiono scontati e che, invece accolgono un intero mondo e cosa ancor più importante rappresentano la realtà cosi come spesso la interpretiamo. E nel rappresentarla la colorano di altre sfaccettature, le pongono alla nostra attenzione richiamando il doveroso elemento dell’osservazione esterna.

Ecco i personaggi  fuori tempo sono reali ma non cadono nel dannoso rischio di diventare macchiette. Essi sono diamanti dai mille punti di vista ed è possibile, a ogni lettura coglierne il senso. Ogni volta diverso e ogni volta necessario per comprendere la società e soprattutto noi stessi.

Perché quella parola cosi usata, cosi decantata ossia società non è un’entità a sé stante, quasi incorporea, o un mero concetto filosofico. La società è semplicemente la somma di diverse essenze, siamo noi.

E da noi deve partire la comprensione di come questa compagine di umanità, di imperfezioni, di bellezza ma anche di disarmonie, si incastra, si evolve o si annichilisce. E da quest’osservazione, fatta anche attraverso un semplice libro, possono uscire mille spunti per migliorare gli aspetti che non ci piacciono, rettificare legami che notiamo essere distorti o mal collegati,  perfezionare quel puzzle di diversità così vitale e cosi fondamentale per la crescita umana.

E ora incontriamo questi straordinari e vitali simboli.

 

INCONTRO CON I PERSONAGGI.

Constantin.

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 E’ il protagonista, un ragazzo complesso che si divide tra la volontà di emergere e un certo cinismo che maschera fragilità evidenti. La moda, la bellezza per lui rappresentano una sorta di mondo perfetto in cui immergersi per scordare un vuoto latente ma pulsante dentro il suo animo. Un vuoto comune a tutti noi che può essere un abbraccio, una parola al momento giusto o l’incredibile magia di essere visto.

Perché in contrasto con il suo lavoro dedito alle apparenze, alla stuzzicante capacità visiva che dona l’evento di impatto come un quadro, una sfilata o un gioiello (il bello materiale) Constantin non si sente osservato, non si sente considerato qualcosa in germoglio, qualcosa di vitale e in evoluzione, qualcosa di magico e complicato, perché vedere questo presuppone un viaggio all’interno del mondo interiore ( anima) di ciascuno.

Come racconta Clarissa Pinkola Estes nella sua analisi dell’incontro con l’altro:

un amico amante che ti considera una creatura vivente in fiore, che cresce come l’albero dalla terra o il ficus in casa o le rose fiori al giardino un amante o amici che ti guardano come un’autentica entità vivente che respira, umana ma fatta anche di sottilissime magiche cose che sostengono la creatura che c’è in te”

Ecco il contrasto stridente tra il suo lavoro e la sua profonda ricerca interiore esulano dalla scelta di vita (omosessualità) ma riguardano tutti noi. Constatin è l’anima di ognuno che cerca il bacio del principe per essere risvegliata, quel tuono che ti fa sobbalzare sul letto terrorizzato ma che al contempo con il suo rombo tonante ti fa sentire…vivo.

La scoperta della bellezza è solo una parte del mistero che Constantin si accinge a svelare, è una parte della stessa faccia di una luna che si mostra soltanto in certe condizioni e in certi orari. E l’animo umano è cosi, va risvegliato solo in certe condizioni, in certi luoghi, in certi orari non temporali ma animici; l’anima sa quand’è l’ora di rinascere a nuova vita.

E non è un caso che la scoperta di qualcosa di più profondo dell’amore si svolge in un contesto differente dalla città, laddove la natura parla a Constantin di altre storie, gli racconta favole perdute, gli sussurra nuove strade di creatività e gli mostra che l’amore non è altro che la strada che porta al centro di se stessi

 

Sono stato promosso “responsabile organizzatore delle sfilate” da qualche mese, a soli ventisei anni sembra quasi un sogno che talvolta si trasforma in un incubo.

Mi sento responsabile nel vero senso del termine, nonostante i primi due show siano andati oltre ogni più rosea aspettativa, ho il perenne terrore di commettere errori che mi costino non solo la carriera ma anche la fiducia e la stima dei miei colleghi.

Sono circondato da brava gente, mi sento strano, perché al di fuori dei miei amici e colleghi più intimi, l’ambiente in cui lavoro è fatto solo di persone piene di sé, convinte di potere avere tutto e mai soddisfatte. Comincio a rilassarmi, per stasera incolperò il vino.

Mi guardo allo specchio e mi beo dell’espressione rilassata che illumina il mio viso, da qui a una settimana potrei anche tornare a sembrare un essere umano con una vita normale e non un robot che lavora per un’azienda, che mi tratta come un re ma che, mi succhia anima e corpo come fosse una sanguisuga insaziabile.

Insomma, ho sempre cercato e trovato una risposta per non tornare a uscire due volte con lo stesso uomo, ma forse semplicemente sono io a non funzionare benissimo come elemento di una coppia, sono troppo instabile, mi piace cambiare, non riesco a fermarmi senza sentirmi perso.

 

Ramona

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Ramona è la forza indomita di ogni persona donna e uomo che sia e che posso sintetizzare con una sola parola: coscienza. Nella sua ingenuità e nella sua straordinaria follia saggia, Ramona è colei che conserva i sogni, le idee più pure, colei che protegge i sentimenti dal cinismo e dalla fretta di una città ( mondo) che ingloba tutto in virtù del dio fretta, dell’apparenza e del risultato immediato. Non a caso si sente perfettamente a suo agio in quello sperduto agriturismo come se la sua funzione di natura istintuale umana, si risvegliasse a contatto con gli elementi, aria sole, alberi. Ramona assapora come ogni istinto i piaceri della vita, vede perfettamente e non fa differenze, custodisce il segreto semplice dell’amore quello che ha FEDE nella perfezione del destino. E il destino non è considerato una forza che decide per noi che ci sovrasta e ci manipola. Il destino è semplicemente una voce interiore che ci guida verso la nostra leggenda personale. Ecco il destino è la volontà profonda, inconscia dell’uomo che fluida si presenta a noi invitandoci a immergerci fiduciosi (ancora il tema della fiducia) in quel mare che ci appare burrascoso a volte ma che è refrigerante, dissetante e rinfrescante.

Ramona è il necessario collegamento con il selvaggio che Clarissa Estes racconta cosi:

Una delle più importanti discriminazioni possibili (e necessaria aggiungo io ndr), è la differenza tra le cose che ci fanno un cenno e le cose che ci chiamano dall’anima.

Ramona è una straordinaria disegnatrice e realizzatrice di gioielli e accessori, io… io sono un ‘fashion tutto’ come mi chiama lei.

Ramona saltella come una bambina di cinque anni sotto effetto di zuccheri, io mi massaggio le tempie per cercare di concentrarmi “vacanza, vacanza, vacanza”.

«Perché cerchi sempre un ragazzo? Non stai bene da sola? Sei indipendente, non ti manca nulla».

«Si invece, io voglio le farfalle nello stomaco, voglio i violini nella testa e i brividi alla schiena».

… «Voglio l’amore! Che male c’è?».

 È sulla difensiva.

«Niente, ma sai come la penso. Ciò che non cerchiamo…».

«Ci trova comunque!».

 

Cecil

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Ecco il personaggio più forte e direi principale del libro. Cecil è la vita. Quella che ci immerge nelle perdita più devastante tentando di lacerare l’anima, e ci sfida a ricostruirla. Ma Cecil non racconta solo come si emerge dal dolore, ma rappresenta la Fede, la Fiducia più pura. Nonostante quel suo atteggiamento di sfida, cosi a volte ottuso, Cecil lascia che l’esistenza accada. E quando incontra Constantin si lascia andare. Non sa cosa accadrà, semplicemente sa che la sua anima ne ha bisogno. Ed è per questo che attraverso un atto fisico, restituito alla sua profonda sacralità, Cecil guarda negli occhi il suo compagno. Lo assorbe dentro di sé, ne beve lacrime e dolori, compartecipa dei sogni, delle sconfitte. In quell’atto c’è la profonda connessione (non possesso ma connessione) che di due esseri ne crea uno, restituendolo all’androgino delle origini. Ecco cos’è l’amore, il ritrovarsi e il ritrovare sé stesso nell’altro in un momento di fusione assoluta e totale che non annulla le personalità singole ma ne crea una nuova.

Perché per conquistare davvero l’amore bisogna sempre comprenderne la natura duale che può essere  simboleggiata con pregi o difetti, o con bello e non bello, o con conscio e inconscio decidete voi,. E soltanto comprendendo questo arcano mistero che si diventa davvero uno, non dominando ma assorbendo le due nature. Nell’essere umano ci sono sempre due creature. Una esterna (Constantin) e una interna ( Cecil) una che vive nel mondo della forma e una nel mondo delle idee, dei sensi e degli istinti.

L’essere esterno vive alla luce del sole (città) spesso pragmatico acculturato e molto umano. La creatura invece arriva da molto lontano, è ombrosa, scostante incapibile in un mondo di luce poiché contiene la bellezza dell’oscurità. Attenzione non tenebra ma l’oscurità necessaria per scorgere la Luna. E la luna in questo caso è il simbolo della conoscenza dei lati più nascosti dell’essere. Quel lato che si nasconde ma lascia indietro una sensazione qualcosa di sorprendente, magico, misterioso sapiente.

Ecco che le due natura di riconoscono come sorelle, amanti, amici e si compenetrano.

E’ un’ immagine bellissima che racconta davvero, in modo profondo, cos’è l’amore: è il potere del due che torna a essere uno. E’ l’anima che torna integra. I due lati dell’io, rappresentati dai due straordinari personaggi, hanno un potere tremendo: non possono più essere spezzati. Ecco il segreto dell’amore contenuto un libro che ne racconta, in mondo scorrevole, gentile elettrizzante il percorso per tornare a vincere su un mondo che invece adora frantumare, ridurre in parti e pregiudicare.

una visione: un paio di jeans attillati, degli stivali usurati dalla suola all’attaccatura, una camicia talmente ampia che non si capisce cosa stia coprendo e un cappello da cowboy.

tutto quel ben di Dio è completato da un viso abbronzato, dai lineamenti marcati, occhi grandi, naso importante e labbra serrate in un’espressione seriosa.

«Non capisco perché respingere chi ti vuole bene».

«Non lo so, forse inconsciamente ho sperato che concentrarmi sul lavoro, vivere una vita diversa in cui nulla fosse come prima mi avrebbe fatto sentire meno la mancanza».

«Quando ho capito che non c’era più niente da fare ho voluto dimostrargli che poteva fidarsi di me, che mi sarei preso cura degli animali, avrei trovato il migliore de veterinari e la mia vita è cambiata radicalmente e per sempre. I miei sono instancabili, ma non hanno più le stesse forze di prima, il dolore li ha prosciugati, come ha fatto con me, solo che io ho tirato fuori  le unghie, loro sorridono sempre ma in realtà si sono lasciati abbattere».

«Il mio di sicuro lo è, cerco di non affezionarmi alla gente, ho promesso a me stesso che non avrei mai più sofferto inutilmente dopo che ho provato il dolore, quello vero. Diversamente da te non riesco ad essere comunque gentile e aperto».

 

 

di Micheli Alessandra

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