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Se dovessi portarmi in un’isola deserta alcuni classici, questo sarebbe uno di quelli indispensabili.

Il classico tedesco racconta la storia di una donna prussiana, discendente di una famiglia abbiente e nobile che viene data dai genitori in sposa al barone von Innstetten un attempato aristocratico ufficiale dell’esercito. Mentre Instetten è in viaggio Effi ha una relazione con il maggiore Crampas che è una sorta di dongiovanni. Come il marito viene a sapere di tale relazione il barone chiama a duello l’amante. Il barone ha la meglio e uccide l’amante. Effi viene allontanata da tutto e da tutti compresa la figlia e la protagonista rimane sola con Roswitha Purtroppo per malattia Effi muore. Alla fine del libro i genitori si domandano se la ragazza non fosse stata troppo giovane per sposarsi il barone Instetten. Questo capolavoro indiscusso della letteratura tedesca era già tradotto in inglese, francese e russo nel 1895. La descrizione del giardino non è altro che la sensualità serena e ingenua della protagonista. Ma nel libro capiamo anche la psicologia di Instetten: nonostante la sua apparenza asciutta di fatto egli era un carattere nervoso, Già in questo libro si sente un’aria antisemita sulla questione ebraica. Vi sono anche diversi gradi di riflessione sull’etica e la psicologia di tutta una società che fa emergere da una banale storia di adulterio. La differenza dagli altri libri sull’adulterio è che la protagonista muore di malattia. Anna Karenina si butta sotto un treno chiedendo perdono a Dio, Madame Bovary muore ingoiando dell’arsenico. 

La causa del male viene dalla madre di Effi. Rigida nelle convenzioni sociali dell’epoca e creatrice dell’infelicità, dell’infedeltà sessuale e rovina della protagonista. Il matrimonio combinato che anziché portare felicità porta la morte e disperazione. 

Fontane ha scritto un libro meraviglioso e immediato, con descrizioni accurate come se sapesse che il vero pubblico sarebbe stato quello femminile. Una ricerca dettagliata di descrizioni ma anche di vocaboli creando quindi non un romanzetto ma un’opera composita e intelligente. Il personaggio di Effi Briest oggi come oggi è ancora presente in alcune parti del mondo dove la donna è obbligata a sposarsi l’uomo in base ai matrimoni combinati. Un libro all’epoca già capace di far sentire la necessità della vera libertà soprattutto in quelle donne costrette a ubbidire il volere dei genitori. Un inno all’emancipazione che di lì a poco si sarebbe diffusa in tutto il mondo occidentalizzato. I personaggi maschili come sempre in queste storie sono i veri perdenti. Crampas è la prima vittima ma anche Instetten che avrà l’obbligo di crescere una figlia senza più una moglie. 

Un libro che andrebbe letto e riletto una volta all’anno. 

(Fonte http://domenicodelcoco.blogspot.it/)

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