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“Il privilegio di una vita è essere chi tu sei.” Joseph Campbell

 Sinossi

La Rosa degli Ashtah – La Prescelta è un romanzo ibrido tra fantasy e fantascienza, con forti connotazioni romance. La protagonista è una ragazzina ingenua e buffa che fin dall’infanzia è costretta a fare i conti con una realtà piuttosto dura: abbandonata dai genitori biologici, viene adottata da una famiglia dove alcolismo e anaffettività regnano sovrani.Ancor più difficile è relazionarsi con i coetanei, i quali non perdono occasione per deriderla.

L’unica cosa che la aiuta a sentirsi meno sola è uno strano sogno ricorrente: una mano dal cielo, una voce nella mente.

Insieme al suo unico amico, intraprende un viaggio alla ricerca di un misterioso uomo in grado di curare ogni malattia attraverso il semplice tocco delle mani ed è proprio questo viaggio, con i suoi risvolti tanto amari quanto inaspettati, che la porterà a scoprire verità inimmaginabili sulle proprie origini.

Gli orizzonti diverranno, per lei, tanto vasti da abbracciare altre galassie, altri universi.

Il segreto della sua nascita sarà svelato, l’incontro col suo Custode chiarirà il profondo significato di quel sogno ricorrente.

Creature leggendarie, amici dotati di grande saggezza, nemici spietati e pronti a tutto, manipolazioni e intrighi accompagneranno l’evoluzione della Prescelta, il cui cammino è stato arbitrariamente tracciato in tempi e luoghi remoti. Ma sarà lei, e soltanto lei, a decidere come percorrerlo.

 

Dal capitolo 10: Il Sogno

Lui le sorrise e l’immagine di un bacio balenò un’altra volta
nella mente della ragazza. Era così vicino, così bello e dolce, le
sue labbra sembravano così morbide… Finì per diventare rossa
come un pomodoro e Jean-Claude fece finta di non capire. Immediatamente dopo, Sheila pensò a quanto lui assomigliasse per certi versi a Stephan, soprattutto per come riusciva a farla sentire piccola e indifesa con un semplice sguardo. Trovò quella similitudine quasi un segno del destino, ma inevitabilmente ripensò al suo amico chiedendosi se stesse bene e se sapesse che anche lei, tutto sommato, non se la stava passando poi tanto male.
«Sheila,» — le disse Jean-Claude, ancor prima che lei avesse
finito di ragionare — «non devi preoccuparti per lui.»
La ragazza si limitò a domandargli di cosa stesse parlando senza
soffermarsi sulla stranezza che stava accadendo proprio sotto
il suo naso.
«Non stavi forse pensando a Stephan?»
Ogni volta che lei si chiedeva qualcosa, lui puntualmente rispondeva a voce alta alle sue domande benché non le avesse
fatte uscire dalla bocca. Era intuito o poteva sentire i suoi pensieri?
Sheila si pentì di essersi posta la domanda e sperò di non
ricevere risposta. Se lui avesse potuto accedere davvero a quella
parte di lei, allora avrebbe capito che aveva pensato di baciarlo!
«Sì, lo so…» — infierì lui, evidentemente compiaciuto — «e certi
tuoi pensieri mi piacciono moltissimo.»

 

Dal capitolo 24: Tasti bianchi, tasti neri

Nel momento in cui i due si strinsero l’uno all’altra come se da quello dipendesse la possibilità stessa di continuare a respirare, a vivere, il loro pianto di gioia si fece incontenibile. Mentre lui continuava a ripetere “sei viva” come per convincersene, aggiungendo ogni volta esclamazioni a dir poco colorite, lei gli chiedeva perdono per non averglielo potuto dire. Lui l’accarezzava, poi le baciava la fronte, la stringeva di nuovo e poi ancora l’accarezzava, mentre un turbinio di emozioni pretendeva di uscire attraverso un grido, più che con le lacrime.

 

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