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PREFAZIONE

Se sei sereno questo non è il posto giusto. Scappa. Oppure resta. Esci dalla tua campana di vetro. Si sentono lamenti. Ignorali.

Questo libro è odio. Disagio. Realtà deformata da occhi strabici. Miopi. Di chi non indossa occhiali per paura di sentirsi dire ancora una volta: «Brutto sfigato!».

Qui c’è la rabbia di chi è ultimo e non si accontenta, di chi nuota controcorrente e lotta centimetro dopo centimetro, bracciata dopo bracciata. La rabbia di chi scala una montagna solo per dimostrare qualcosa, solo per urlare al mondo che c’è. Esiste.

Qui c’è l’inquietudine del carnefice che attacca per non essere attaccato e quella della vittima che più passiva di un frocio, lo prende in culo. Subisce. L’inquietudine di chi ce l’ha con il mondo intero e vorrebbe spaccare tutto come Paul Simonon fece con il suo basso, solo per veder l’orologio fermo. Stop. 21:30.

Qui c’è l’imbarazzo di chi non si esprime ma arrossisce, di chi muto ascolta finché non sente la testa scoppiare. Boom!

Qui ci sono i miracoli, quelli di chi prega e aspetta gli piovano dal cielo e quelli di chi se li costruisce da solo allontanando la speranza.

Qui ci sono le turbe di chi si guarda indietro per paura di essere seguito, di chi allontana le persone per paura di un abbraccio che in verità vorrebbe. Desidera.

Qui c’è l’emarginazione di chi è unico ma nella maniera sbagliata, di chi è diverso. Non compatibile. Di chi passa i compleanni da solo. Isolato. Soffia sulle candeline più forte che può. Uragano. Esprimendo un desiderio. Il solito.

Questo libro è un’accozzaglia di persone, una massa disordinata, un pubblico distratto da luci fatiscenti.

Ti chiedo di andare oltre il sessismo, il razzismo, la volgarità e la cattiveria che leggerai, c’è molto altro. Un mondo. Scoprilo.

 

Loreto M. Crisci

 

 

SINOSSI

Il successo è ossessione. Divora. Deturpa il viso. Consuma i denti per il continuo digrignarli. Bruxismo. Gli spettri ti guardano. Occhi rossi ai piedi del letto. Tre del mattino. Cosa sei disposto a fare per farli smettere?

 

 

Another brick in the wall

 

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