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Un ponte di connessione fra due persone. Un traduttore di precisi impulsi elettrici che vengono esportati da un cervello e inviati a un altro nell’arco del tempo in cui i due utilizzatori sono connessi.
Tutte le vostre sensazioni, i vostri stati d’animo e addirittura in alcuni casi i vostri ricordi, ammesso che siano forti e ben definiti, vengono digitalizzati e trasmessi attraverso Katalepsis alla persona dall’altra parte del ponte.

Katalepsis è un dispositivo in grado di trasmettere emozioni, sensazioni e ricordi da una persona all’altra. Nasce per facilitare la comprensione tra gli uomini e cancellare l’effetto deleterio delle bugie, delle omissioni. E’ qualcosa che dovrebbe migliorare la qualità della vita, semplificare i rapporti. Katalepsis riassume il progresso e tutte le speranze che accompagnano ogni rivoluzione. E come ogni rivoluzione di enorme portata, ha più ombre che luci. Una nuova scoperta, la sua prima applicazione è un vero e proprio salto del buio. Per quanto ci si provi non è semplice calcolare tutti i risvolti, soprattutto quando si ha fiducia in certezze traballanti. La buona riuscita di quest’ambiziosa scoperta infatti , distruggerà il rapporto tra Neil e Thomas, facendo di due amici, due nemici mortali. Thomas, stanco di essere messo in ombra dall’amico, deciderà di prendere le redini di un progetto parallelo a quello di Katalepsis, nominandolo WhiteBox e plasmando la produzione dei nuovi dispositivi su dubbi miglioramenti del progetto di Neil.

Io chiedo che venga finalmente utilizzato il vero potere del Katalepsis per portare l’uomo a correggere i rimanenti istinti animaleschi.

I personaggi che prenderanno parte alla narrazione si muoveranno sul confronto continuo tra i due scienziati e rappresenteranno i diversi aspetti, le diverse conseguenze che la creazione di Katalepsis ha portato in tutti i campi della società. Si parte dall’arte, che per un attimo si illumina dalla scintilla malata di emozioni rubate attraverso un Whitebox, che tuttavia si rivela un’illusione, perché quella non è vera soggettività. L’arte decade così in una composizione perfetta ma priva di personalità. Altro aspetto modificato da Katalepsis e i suoi derivati è quello dell’educazione. Gli insegnamenti e le correzioni del comportamento non passano più per le parole, ma attraverso la trasmissione di ciò che è giusto per l’istitutore direttamente alla mente di bambini ed adulti da rieducare. In quel modo i comportamenti vengono cambiati repentinamente, i ricordi vengono sostituiti e con essi le abitudini, la personalità. Ed ecco che il Katalepsis crea il vuoto, cancella la soggettività, spegne la libertà. Non c’è più bisogno di parlare, di fare arte, di insegnare, di trasmettere umanità.
Eppure il creatore di Katalepsis rimane il personaggio più umano di tutti gli altri, quello che continua a credere nel suo progetto con una certa ingenuità nella quale lui stesso vuole rimanere chiuso. Fino all’ultimo spera di realizzare il suo sogno di riportare indietro il tempo. Tacitamente vuole riavere ciò che il successo della sua scoperta gli ha tolto. Ed ecco che qui viene sottolineato il paradosso di Katalepsis: avrebbe dovuto unire gli uomini, avvicinarli, ma no. Non ha fatto altro che aprire una gigantesca voragine tra i due amici che non potrà essere aggirata con nessun ponte, e il Katalepsis doveva essere proprio quel ponte.

E con lui stanno perdendo tutti, tutto il mondo è controllato da una sola persona che ha lasciato credere che tutto il mondo sia controllato da tutto il mondo.

Katalepsis è il contrario di quello che doveva essere, poiché invece di cancellare la bugia, ha creato un’illusione, un’immagine fallace della realtà. Tutto è finto, nonostante sembri perfetto, scintillante. E’ l’altra faccia della perfezione sterile, vuota, priva di vita.
Katalepsis è l’esasperazione degli effetti del progresso che ha cambiato anche la nostra realtà e per questo motivo mi ha fatto molto pensare. Tutto è divenuto più rapido negli ultimi anni. L’innovazione ha travolto le vecchie usanze come un fiume in piena, le ha divorate, le ha modificate o distrutte. Le anime nostalgiche non possono fare a meno di pensare e ripensare al passato con quel filo di rimpianto, con tutte le emozioni perdute in favore della velocità, della possibilità di raggiungersi ovunque, istantaneamente. L’uomo perde pezzi di umanità giorno dopo giorno ed è bellissimo come questo ragionamento sorga spontaneo quando Corrirossi scandisce i vari salti temporali con i giorni passati dal lancio del rivoluzionario dispositivo. E’ una perdita di identità, di umanità graduale che sia i protagonisti, che i personaggi secondari, che l’umanità intera devono affrontare e io ci ho visto un paradigma perfetto a quello che noi viviamo anno dopo anno.
Bellissimo effetto.
Strabiliante lo stile crudo, immediato e semplice. Le frasi sono spesso brevi, ma vanno a fondo della questione con le parole giuste messe al punto giusto. L’introspezione di ogni personaggio è curata nei minimi dettagli. Ognuno di loro viene approfondito in maniera originale in esistenze che presentano più debolezze che punti di forza. L’uomo è messo a nudo soprattutto nella sua capacità di cadere e nella difficoltà di rialzarsi. Spesso i personaggi di Corrirossi prendono le strade più semplici anche a costo di distruggere se stessi. 

Peter è consapevole di non essere portato per la felicità, ma l’avrebbe sacrificata ben volentieri in cambio dell’immortalità. Avrebbe sacrificato intere relazioni – che non aveva da anni in verità. Avrebbe sacrificato amici, famiglia, tutto.
La cosa brutta di avere una tale determinazione è che se non si riesce a raggiungere i risultati sperati non rimani da solo, molto peggio: rimani da solo con te stesso. E quando realmente capisci chi è quella persona che tutto il giorno ti segue e ti perseguita inizi a urlare e non smetti fino a che l’aria inspirata non avrà eroso i denti come il vento e il tempo erodono le montagne.

Ci sono centinaia e centinaia di citazioni che farei, visto che tantissimi aspetti della narrazione mi hanno colpito davvero tanto, soprattutto relativamente al concetto di arte e personalità, ampiamente legato alla capacità di provare sentimenti forti. La mancanza di questi elementi porta il mondo a subire una vera e propria apocalisse fatta di una veloce decadenza di ogni cosa dovuta alla mancanza dell’anima dell’esistere, mascherata dal velo scintillante della perfezione di facciata.
Ultimo punto che voglio sottolineare è la struttura della narrazione. Come ho scritto nelle righe precedenti, i momenti vengono scanditi dal passare del tempo dal lancio del programma. La storia non è lineare, tanto che spesso vengono inseriti avvenimenti precedenti rispetto a quelli già esposti, proprio per sottolineare la crescita del personaggio all’interno di un mondo che cade a pezzi. E’ geniale la parte finale che mi ha lasciata a bocca aperta, stupendo espediente per integrare la trama allo scorrere della nostra realtà. Purtroppo non posso dirvi di più, poiché è bene che voi scopriate leggendo ciò a cui mi riferisco.

Traendo le conclusioni, non posso che consigliare questo libro a tutti i lettori che cerchino una lettura in grado di far riflettere sulla realtà sempre più povera che stiamo vivendo attraverso una storia ben costruita e profonda.
Bello, bello davvero! Non lasciatevelo scappare in alcun modo.

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