18073201_1500971459926460_742793694_n.jpg

 

Stavo leggendo Fuoco Fatuo di cui ha tratto un film Louis Malle quando il pensiero mi si è rivolto ai giovani d’oggi. 

Sicuramente la nostra generazione (1980-1988) è quasi persa o poco ci manca. Il problema lavorativo con il suo bel milione di disoccupati è preoccupante. Ma ancor più triste è vedere la generazione suicida incapace di ribellarsi a tale situazione.

A volte penso che faccia comodo stare così. Intanto ci sono i genitori che ci pensano a tutto…ah bhè. Non solo. 

Proprio perché siamo in crisi li vedo bere, fumare di ogni, proprio come in Fuoco Fatuo quasi come se lentamente si suicidassero. E’ lontana la generazione ribelle. Gli anni ’90 sono stati nocivi ai giovani della mia generazione. Una sorte di bimbiminkia precoci a base di cartoni animati Finivest, Zigulì, Dance in cassetta (le Hit Manie Dance) e pseudo-punk (Offspring e Green Day).

Non parliamo di letture e i risultati sono questi. Un vero e proprio disastro. Abituati con libri di poco valore come gl’Istrici Salani che comunque non hanno dato certo spunti di riflessione rispetto ai Junior Mondadori (vedi mia tesi) la generazione si è totalmente persa. 

Ovviamente i giovani tendono a non saper affrontare tematiche toste. I cineforum pieni di over 40-50 coem pubblico. I dibattiti politici reali non trovi neanche un giovane. Quelli televisivi i giovani sono poco credibili come Generazione X o le prime puntate di Amici di Maria de Filippi dove si discuteva di certi argomenti. 

Eh sì. La generazione anni ’80 è vissuta a base di ecstasy, stragi del Sabato sera, lusso sfrenato, birra, canne e chi ne ha più ne metta. Ma mai si è posta davanti ad argomenti seri e il risultato è che sono gli adulti i cassi integrati a reagire. I giovani? Si fanno compagnia con gli Snorky, i Puffi, Sailor Moon, Uomo Tigre & Co. 

La crisi non è sufficientemente pesante a quanto pare. Ma ogni giorno nel non reagire i giovani si suicidano come fece il protagonista di Fuoco Fatuo. Solo che in Fuoco Fatuo il suicidio è reale qui in senso metaforico. 

Ma sì. Anche se ne vuoi parlare con i giovani i loro interessi sono la Gazzetta dello Sporttetteculifiche e alla fine ci si ritrova con un nulla di fatto. 

Non mi sento di appartenere ad una generazione tendenzialmente vuota e incapace di reagire. Meglio essere una pecora nera. Ma almeno avere un credo. Quello che tanti giovani non hanno. E qui non è solo credo religioso. Mancano troppi credo e si risalta l’incapacità di reagire. Ma la colpa non è dei genitori o insegnanti. E’ il fatto che il cervello non si adoperi a sufficienza e non si ragiona. Motivo per cui le relazioni sono come fiammiferi e non sanno confrontarsi a dovere. Cosa ci aspetta tra qualche ventennio? Non lo so. Ma non sarà certo merito dei giovani che non hanno saputo reagire….

 

Annunci