xeTQ3JE.jpg

 

Sherlock Holmes? Hercule Poirot? Maigret? Montalbano?

Per favore snobbateli. Sta per arrivare Pestalozzi a dominare il giallo!

Amanti di Wilkie Collins, nostalgici dell’ispettore Auguste Dupint di Edgar Allan Poe, non riuscirete, fidatevi, a restare indifferenti al genio ironico, grottesco e totalmente sconveniente di questo personaggio. Esilarante e polemico. Geniale e dotato di un acume che ci ricorda da lontano i grandi detective del passato. Ma con una vena politicamente scorretta che, oggi fa la differenza. Perché esacerbata in cotale maniera, diventa specchio e sberleffo della nostra tragicomica società. Mai come in questo caso si ride dei difetti e delle ipocondrie umane, si demoliscono i miti, persino i sentimenti, si scoprono quei lati che la psicologa junghiana Pinkola Estes chiamava il non bello. Perché oggi, anche il giallo è dotato di apparenza: machismo durezza e alterità fanno da contorno a noir impaccabili, perfettamente radical chic, con la loro ansia da prestazione per potersi distinguere dalla cultura popolare, per essere elevati al rango di libri di alta letteratura. come se il giallo avesse colpe da espiare, o fosse catalogato come genere di serie B tanto da doversi inserire tra la letteratura classica e il romanzo sociale.

Il genio di Claudio Vastano, invece, sta nel discostarsi apertamente contro e in opposizione allo snobbismo radical chic di molti autori, convinti che a cultura popolare sia un terreno fangoso e poco signorile. dimenticandosi che, ogni forma letteraria deriva e prende la sua energia proprio da quella dimensione tanto snobbata. Eh si cari signori, thriller, noir, gialli, rosa e fantasy, derivano e traggono ispirazione dai miti e dai racconti che formano il riverito panorama etnologici di una cultura, Ricordate la letteratura studiata (spero per voi) a scuola? quella denominata epica? Quella era fruibile e necessaria per il popolo, perché acquisisse tramite esse fierezza e orgoglio relativo alle origini della propria nazione e società. E in quei versi noi troviamo gli antesignani di ogni genere amato, su cui i critici astuti e coltissimi tracciano pagine e pagine di commenti.

Pestalozzi, scaturito magistralmente dalla penna di un vero scrittore, partecipa delle mille essenze di personaggi indimenticabili, Gargantua, Gulliver, Giamburrasca e persino i protagonisti di tra uomini in barca di Jerome, ma anche un richiamo alle metamorfosi dove il prode Lucio, vittima di un’esprimento sbagliato, ha la testa trasformata in quella di Asino. E come non ricordarci dell’incredibile personaggio di Bottom in sogno di una notte di mezza estate?

Pestalozzi è tutto questo. Ha la genialità di Sherlock, la bizzarria comica di Poirot ( con le sue fissazioni e le sue idee) l’intraprendenza di Dupont, la schiettezza di Montalbano, la profondità umana ( seppur celata) di Maigret. E’ un concentrato di personaggi, di anime che partecipano agli eventi di un mondo totalmente cambiato che, sacrifica la giovinezza, l’ingenuità, i sogni sull’altare del cinismo e del compromesso. Pestalozzi, nonostante le sue invettive, le sua mostruosità linguistiche il suo non essere allineato con gli stereotipi letterari è fondamentalmente un eroe romantico alla Don Chisciotte che reagisce a un mondo che ingloba, distrugge e sottomette con l’arma del sarcasmo e dell’ironia. E’ una dichiarata guerra contro lo stereotipo letterario, una reazione contro il perbenismo e il politicamente corretto. Ma, badate bene, il giallo è perfetto in ogni suo elemento. Indizi, risoluzione del caso, genialità nel ricercare le prove, passaggi scientifici non sfigurano davanti a un romanzo della mia amata Reichs. Pestalozzi fa ridere ma affascina, affascina il suo intuito, la sua mente, la sua volontà, tramite l’indagine di trovare un minimo di giustizia. E lo fa senza essere burattino del potere e delle sue pressioni come il commissario che lo assume: Spaccalano, un nome e un programma.

Il commissario Spaccalano è una bestia. A me puzza solo l’impermeabile, quello che c’è sotto lo lavo. Come si dice, sporco fuori ma pulito dentro. Lui, invece, il troiaio ce l’ha scritto nel genoma. Gli occupa un cromosoma specifico e che la sua pellaccia venga a contatto o meno con il sapone non fa alcuna differenza. Questo, unito al fatto che oggettivamente somigli nelle fattezze a un pitbull, rende il mio amico commissario uno degli elementi più temuti del distretto di polizia

Tratteggiato con perfezione e umorismo, il commissario è un osso duro. deve esserlo per guidare una giustizia che spesso si scorda di essere erede della dea Dike per rendersi sottomessa a quello che la bibbia chiamava Mammona. Ed è forse quello il senso di “sporco che si avverte nella descrizione.

 Fa ridere si il libro, a volte fa anche sorridere, a volte fa amarezza, nonostante le situazioni paradossali, le comicità involontarie quel suo essere fuori da ogni schema. Fa pensare perché ci sono momenti di rara bellezza e poeticità, poesie incastonate come diamanti in mezzo al grottesco. Fa riflettere perché caratterizza perfettamente personaggi privi di spesso anzi di se stessi, burattini di una società opulenta in cui i valori e l’umanità vengono barattati in cambio di luci abbaglianti, di cocktail e di apparenza.  

Penso ti interesserà. Hanno appena fatto la festa a un avvocato.»

Sbadiglio senza ritegno. Gli avvocati sono una razzaccia, li ho sempre avuti sullo stomaco.

«Mi spiace», rispondo. «Sempre i migliori se ne vanno. Fosse toccato a un operaio cassintegrato, invece

 

Denuncia con umorismo graffiante il divario, inutile e stolto della nostra società provocato dalla ricchezza, unico dettaglio che conta oggi, inutile però contro il potere democraticamente livellante della morte:

La villa in collina sembra un castello e la tenuta è ancora più maestosa di quanto ricordassi. Mi domando da quante stanze sarà composta Villa Tooms. Trenta? Quaranta? Immagino con quale entusiasmo cercheranno di spartirsi l’eredità i vari eredi, ora che il vecchio ha tirato il calzino.

E il nostro Robin Hood Pestalozzi, la ricchezza mostrata sfacciatamente come status sociale, lontana dalla meritocrazia infastidisce

Credo che falsificherò qualche prova, se ne avrò l’occasione… ‘sti bastardi li faccio incriminare tutti. Mi inventerò che erano tutti d’accordo per freddare il vecchiaccio, costruirò indizi fasulli attorno a ciascuno di loro. I ricchi, che brutta razza

 

Ma Vastano non si scaglia solo con una tipologia di stereotipo ma anche con quella faciloneria psicologica che inebetisce la nostra intelligenza, becerata dalla comoda sedie di un talk show, banalizzando la sofferenza e rendendola mezzo per accumulare odiens o soldi:

Uno strizzacervelli, insomma, ed è anche piuttosto bravo. Fa gli stessi discorsi pari pari di Raffaele Morelli, quello che è sempre nelle trasmissioni di Maurizio Costanzo.

Ti muoiono entrambi i genitori in un incidente terrificante, fra lamiere contorte, scoppi di autocisterne e innocenti automobilisti carbonizzati? Vai da Trapasso. Lui ti ascolta, annuisce, sospira con solennità e ti fa: «Eh, certo, è un grave shock. Ma nel nostro subconscio abbiamo la forza per reagire al trauma. Questo è il momento di sorridere alla vita.»

Rimane solo da pagare la parcella e puoi andare.

Avanti il prossimo.

La moglie ti mette talmente tante corna che rischi di farti spuntare una gobba da dromedario? La figlia riporta a casa ogni sorta di scoppiati, tossicomani, satanisti, ultrà (anche del Livorno) e depravati? L’altro figlio, il maschio, si droga? La suocera ti ruba i soldi dello stipendio per sputtanarli al bingo e al giochino del lotto? Ci pensa Trapasso a spiegarti come mai non te la devi prendere. Perché l’importante è star bene con se stessi, poco importa se hai la figliola mignotta, il figlio drogato, la moglie troia e la suocera ladra.

Non solo un giallo fantastico, con ogni elemento caratteristico del genere, non soltanto un libro che fa ridere e sorridere, ma anche una satira acuta di una società che decade lentamente, che si rende sempre meno persone e più oggetti. che sacrifica il sentimento alla posizione e alla sicurezza economica. E il gatto? è il protagonista stesso del testo, ma per comprendere il suo importante ruolo dovete leggerlo. E quando un agguerrito micio scapperà di corsa a nascondersi in un tegame ricco di cibarie, avrete sicuramente qualche elemento marcio da stanare e qualche pericolo da evitare.

Imperdibile

 

Annunci