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Solo chi come me è cresciuta con le magiche storie celtiche  può capire, davvero fino in fondo, la delicata magia di questo romanzo. Fionn, Cu Chulainn, Gwidion, Gwenhwyvar, Ceridwen, Bran il benedetto, la bianca dama, eroi e persino il lupo Fenrir ( di norvegesi richiami, figlio della Dea degli inferi Hel e Miðgarðsormr) tornano, finalmente ad avvolgere radiosi la fantasia del lettore. Non solo la mia, la vostra. La nostra.  Una storia nuova ma dal sapore antico, presente in noi, nel nostro DNA, incisa nei genomi di un popolo che ha usato le divinità per esprime l’eterna dialettica tra forze opposte, quelle che un tempo lontano hanno dato forma e sostanza al nostro mondo. Ordine e caos, o bene e male si incontrano in un lungo eterno braccio di ferro che incidono profondamente sullo svolgere di eventi umani, secondo l’antica saggezza ermetica cosi in cielo così in terra.

Aaorn è il collante di questo scontro, colui che dotato della seconda vista è accettato al cospetto di queste divinità, di questi Faerie (corte oscura e corte luminosa) e rappresenta l’ago della bilancia da cui l’eterna lotta dipende. Sarà Aaron in virtù della sua natura di mezzo a dare forza a una o all’altra parte. Perché Aaron è il prescelto, colui capace di ripristinare il collegamento tra i molteplici mondi. Molteplici mondi direte voi? Si miei lettori. Il fantastico mondo celtico e norreno, ha una visione dell’universo che affascina e che Claudio Massimo inserisce con perfezione e eleganza. E vi informo che io, appassionata di leggende e mondo celtico quando mi approccio a un libro che brama di raccontarne, in chiave romanzata l’essenza, divento estremamente severa. Ma in queste pagine, bellissime, poetica, ariose, non c’è nulla da recriminare ma solo da raccontare, affinché anche voi possiate beneficiare di quell’odore muschiato caratteristico dei regni fatati.  La percezione dei celti considerava l’universo non come un mondo separato, bene e male, caos e ordine, ma interconnesso, unito l’uno all’altro da un rapporto conflittuale sicuramente ma vitale, ed è da questo duello e dialogo al tempo stesso nasce il nostro mondo reale, che è soltanto un’immagine sbiadita di uno più luminoso, che vive e respira accanto a noi, dotato di passaggi particolari che permettono alle forze di incontrarsi e di rigenerarsi l’uno dell’altro. Il sogno, primo atto creativo del divino, ha bisogno di sognatori cosi come, i sognatori come Aaron, hanno bisogno del sogno impersonato dagli eroi mitologici dagli esseri fatati, e persino dai demoni. I nove regni runici sono collegati a un albero, Il frassino sacro ( Yggdrasill o l’albero cosmico di cabalistica memoria) li tiene uniti e in costante flusso comunicativo, una informazione costante che spesso si risolve in una frequente interazione tra il mondo alto e quello delle ombre. Un universo complicato, ma ricco di sfaccettature che attraversa il mondo reale eppur diverso, fatato del protagonista. Figlio di due culture, di due dimensioni, quella dei Faerie e degli umani, Aaron è speciale perché ha una mente divisa eppur unita, capace di contemplare il mondo fisico sì, ma cosciente, per la sua eredità, che quel mondo è solo un riflesso, e che scostando il velo esiste il mondo di sotto, o il regno numinoso, fonte di ogni progresso, di ogni bellezza e di ogni conoscenza. E usa capacità di attraversali di essere parte di ciascuno di essi, seppur alieno lo fa diventare speciale. Avere un essere intermedio capace di lottare, di portare progresso, di rinnovare entrambi è il vero segreto del testo. Il mondo numinoso combatte assieme a noi le battaglie per un’evoluzione che spesso stentiamo a ottenere. Divisi tra la corte Unseelie (oscura detentrice del caos) e quella Seelie ( ordine e armonia) siamo vittime a volte l’uno dell’altro. Ma inconsapevoli di muoverci in queste forze che, dobbiamo soltanto armonizzare dentro di noi. Aaron è il prescelto perché lui ha la seconda vista, vede attraverso i mondi, li penetra li identifica, li nomina e riesce a rigenerarli. Con quella particolare forza che ci racconta la Rowling: la purezza di cuore. Aaron nonostante tutto, nonostante l’età è rimasto il bimbo che crede nelle storie, che vede il nonno come un essere luminoso, che sogna. Ed è la sua capacità di sogno che crea la realtà adattandola di volta in volta ai cambiamenti.

I celti, i norreni lo raccontavano sempre: lungo il fiume del sogno esiste la vera capacità di dare forma alla sostanza e al tempo stesso di far tornare la sostanza ai sogni. E’ il sogno quel fiume impervio e pieno di insidie in cui Aaorn si immerge.

Qual è il destino del prescelto? Qua entriamo nel campo gnostico, di cui sono convinta i celti erano parte integrante. Cosa si intende per gnostico? lo gnosticismo è un sistema filosofico intellettuale molto visino al mondo norreno e irlandese che narra come il nostro universo di mezzo, venne creato. E’ complicato, molto contorto e affascinante e invito chi avesse l’ardire di approfondirlo di leggere la Pistis Sophia. Massimo lo rivela con una semplicità profonda.

Claudio Massimo, ci Racconta del ribelle luminoso, prima creatura della possente divinità che ingloba e trascende le altre forze, gelosa di quella strana creatura nata da un suono o un soffio di respiro l’uomo. Ignaro per volontà della potenzialità di questa creatura quasi inferiore ma potente, il ribelle o il risplendente:

che rifiutò di aiutare la razza umana che riteneva troppo inferiore. Disobbedì alla richiesta del Supremo e lo sfidò, convincendo un terzo degli esseri divini a ribellarsi. Ci fu una guerra fratricida che il Risplendente Ribelle perse, e dopo quella sconfitta venne confinato nella zona più remota dell’universo, in un luogo dove la luce delle stelle arriva distorta. Ora vuole organizzare una guerra contro i Guerrieri Luminosi, l’ultimo ostacolo che impedisce al Ribelle di corrompere l’intero genere umano, che lui odia sopra ogni cosa.”

Ed è questa in fondo, la prova che il prescelto nonostante i mille dubbi:

Devi sapere Aaron che il Ribelle per portare a termine il suo progetto, sta reclutando tutte le forze del male sparse nell’Universo e che tu potresti essere chiamato a combattere tali forze.” “Ma come posso fare, io sono soltanto un uomo.” “La Pietra del Destino ha emesso il suo verdetto, essa sa chi è degno di guidare i Guerrieri Luminosi.” 

Deve portare a compimento, la somma missione:

Ma io non sono sanguinario come il guerriero di cui m’hai narrato.”

“Non spargerai sangue umano, ma combatterai contro essenze di luce deviate, e demoni da loro generati” 

Deve ristabilire l’unita attraverso la capacità del sogno. Perché gli esseri di luce fatati non possono, ce lo raccontano le leggende, sognare. Come può un sogno sognarsi? E allora ecco che l’uomo viene chiamato dalle loro suadenti voci, nei boschi, nei corsi d’acqua, nelle radure, nei tunnel di rododendri, per chiedere a una donna o a un bambino, di sognare per loro.

Rimasi folgorata dalla sua bellezza e credo che la cosa fosse reciproca” disse. “Ci furono altri incontri nel tunnel dei rododendri, che era diventato nel frattempo il nostro posto segreto. Mi portò nel suo mondo, e fu lì che mi chiese di abbandonare tutto per rimanere con lui

Attraverso una musica di arpe, e il rumore dei boschi la storia si snoda con una dolce raffinatezza, una forza che ammalia affascina e in-canta. Dovete leggerlo. Dovete viverlo assaporarlo.

In una notte, tersa, limpida, quasi incantata, mettetevi a sedere, possibilmente accanto a un albero, leggetevi il libro e sognate. Perché solo chi sogna comprende davvero il mondo.

 

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