la-citta-incantata.jpg

 

Alcune fiabe moderne ci hanno raccontato il difficile momento in cui da bambini scopriamo il mondo al di fuori dell’ambiente familiare. Spesso questo momento coincide con l’inizio della scuola, in cui è necessario imparare a interagire con gli altri senza la mediazione di genitori e nonni. “La città incantata al di là delle nebbie” di Sachiko Kashiwaba si inserisce idealmente in questo filone, a fianco di titoli illustri come “Il mago di Oz” e “Alice nel paese delle meraviglie”, e ci racconta le avventure di una bambina che si perde in un paese all’apparenza normale, ma popolato invece da strani personaggi e avvolto in un’atmosfera misteriosa e irreale. Un racconto di crescita pervaso dalla cultura popolare giapponese e dal suo incredibile mondo di spiriti della natura. Età di lettura: da 8 anni.

È bello poter dire grazie alla casa editrice Kappalab per le scelte editoriali fatte. Innanzitutto aver la possibilità di leggere le opere integrali di libri da cui Miyazaki ne ha tratto i film. La Città incantata  se letto attentamente si allontana dal celebre cartone animato vincitore dell’Orso D’Oro al Festival di Berlino e premio Oscar miglior film d’animazione. La nostra protagonista è la giovane Rina che trascorrerà le sue vacanze estive a Strada Matta, paese della Valle della Nebbia, presso dei conoscenti del suo papà. Uno dei suoi primi incontri sarà con la signora Pipity Picotte, proprietaria della pensione Picotte, dove dovrà guadagnarsi vitto e alloggio per restare. Ed è proprio grazie ai giorni spesi a lavorare che avrà modo di conoscere tante persone bizzarre, tanto che il suo soggiorno alla fine le sembrerà esser volato. Quelle persone bizzarre ricordano senza ombra di dubbio più Alice nel paese che Dorothy de Il Mago di Oz. Ma il libro non è solo fantasia. È formazione. La protagonista cresce, matura e per questo che libro è un capolavoro assoluto della letteratura giapponese.

Colpiscono le descrizioni che danno il senso di libertà e pura fantasia:

Camminando per strada, Rina pensò che alla fine dei conto Strada Matta era davvero un nome adatto per quel posto. Tra le montagne c’erano sei magnifiche casette. Dal maniero Picotte svettavano ben sei camini: quello della stanza della signora Picotte, quello della cucina e i quattro della caldissima stanza di Icchy. Sebbene fosse piena estate, fiorivano camelie, narcisi e viole. L’albero di ginkgo biloba era giallo oro, gli aceri rosso scarlatto, e la strada lastricata di pietre era sempre bagnata nonostante non cadesse una goccia di pioggia. Inoltre vi abitavano persone il cui nome non suggeriva in alcun modo da quale paese venissero.

La scrittura è semplice. Di fatto, in Giappone questo è un libro per bambini. La storia non  è lunga. Sono 13° pagine che leggi con un certe interesse.  Considero Sachiko Kashiwaba al pari di Sepulveda perché la Città incantata è tanto per bambini quanto per adulti. Lo rileggi con ottica diversa.

La traduzione ben curata. L’unica osservazione che mi viene da fare ma in tono bonario è aggiungere nelle prossime edizioni se possibile una scheda dei personaggi e un sunto delle leggende mitologiche giapponesi. Ma di per sé questa richiesta non influisce sul mio giudizio di critica di questo libro pubblicato per la prima volta nel gennaio 2015.

Se avete già guardato il film e scontrate alcune differenze non vi preoccupate. Miyazaki ha preso spunto dal libro ovviamente poi dandone una sua interpretazione.  Per chi ama gli anime giapponesi  o i film di Miyazaki consiglio la lettura di questo libro.  La casa editrice ha avuto una bella se non ottima iniziativa di pubblicare i romanzi da cui Miyazaki ne ha tratto i rispettivi film. E la grandezza della casa editrice è che ha saputo proporre tali titoli con traduzioni perfette e ben curate.

Buona lettura

Annunci