“Le fiamme Nel cuore” di Viola Raffei, self publishing. A cura di Micheli Alessandra

Nel recensire un testo, nel farlo il più professionalmente possibile, vanno considerati diversi parametri.

E non parlo solo di quelli tecnici ma soprattutto logico concettuali.

Mi spiego per i profani.

Un romanzo è un testo scritto (direte, ma va? Ma credetemi non è così scontato) con delle motivazioni diverse e sfaccettate.

Ci sono autori che hanno bisogno di comunicare qualcosa, un concetto o un’idea, o perché no, una critica più o meno feroce della società.

Altri decidono di scrivere per darsi una diversa opportunità lavorativa, altri perché vogliono restare eterni almeno nella scrittura, quasi fosse un modo per sopperire a mancanze personali e o di ordine sociale.

Gli ultimi fanno del loro nome impresso su un testo, un atto di rivalsa contro un’ingiustizia presunta o reale.

C’è poi da considerare il testo in sé, nelle sue componenti tecniche e da questo consegue che bisogna inserire il racconto, romanzo, opera nel contesto in cui l’autore decide di inserirlo.

Che libro è?

Di narrativa?

Denuncia sociale?

O semplicemente uno svago come quello rappresentato dalla letteratura d’evasione o di appendice?

E ancora, l’autore è un veterano, un emergente alle prime armi o un esordiente che ha intrapreso i suoi piccoli passi verso la gloria tanto agognata?

Ha alle spalle una casa editrice di premiata esperienza o si è auto pubblicato, gestendo in autonomia le fasi necessarie a un romanzo, spesso appoggiandosi a millantatori di editing o editor alle prime armi?

E ultima questione, che genere tratta?

E quale linguaggio si può concedere all’autore suddetto?

E poi possiamo iniziare l’analisi precisa di stile, tecniche letterarie, concetti e compagnia bella.

Perché questa premessa?

È necessaria se si vuole rendere omaggio in modo responsabile a qualcuno che DECIDE di scrivere, che ci prova, che soprattutto chiede consigli e opinioni per poter crescere.

Sono questi gli autori da difendere e proteggere.

Il mio incontro con la deliziosa Viola avviene in questo contesto.

Fiduciosa mi regala il suo romanzo, avida di consigli anche di critiche costruttive e desiderosa che la professionalità obiettiva del blogger, possa far comprendere perché si è accinta a scrivere quel tipo di romanzo, con quel tipo di linguaggio con quegli specifici argomenti.

E ci proverò a farvi comprendere cosa le Fiamme del cuore può darvi, in modo che liberamente e coscientemente possiate dilettarvi con un oretta di lettura, serenamente, senza poi crocifiggere l’autrice perché non soddisfa le vostre velleità snobistiche.

Il libro di Viola Raffei fa parte di quell’ibrido interessante a cavallo tra erotico e romance.

Dico ibrido perché, pur dotandolo di un linguaggio tipico dell’erotico, lo livella ponendo al centro non soltanto l’eros libero e disinibito, ma affetti, emozioni e una spiegazione logica e valida dei comportamenti della protagonista.

Questo perché, sapientemente, la Raffei nella sua storia, desidera suscitare emozioni. Emozioni variegate, che però possano far vibrare tutte le parti dell’io. Dalle scene molto passionali, quasi scabrose ai sentimenti accennati, e delineati appena, ma presenti e pieni di pathos.

La particolarità di questo libro è proprio in quel tentativo abbozzato di dare credito a una personalità che, seppur si diletta nella volontà disinibita di provare piacere, senza senso di colpa, senza pudore, non disdegna di abbracciare la parte più intimistica di un anima.

La volontà di Viola sembra quella di voler esaltare il sesso, rendendolo scevro da quell’alone di peccato, del non si fa tipico di una società ricca di pruderie e di bigottismo ma che, ironia della sorte, fa dell’esaltazione del corpo e dell’apparenza la sua forma predominante di comunicazione.

Il sesso, però, non diventa erotismo sfrenato, poiché è moderato e addolcito da una psiche complessa che si guarda allo specchio e capisce come la ricerca sfrenata del piacere sia spesso una forma di protezione dalla costante, per il nostro vivere, del terrore dell’abbandono.

La capacità della Raffei appare, forse franata, dalla scelta del genere; pur non essendo un erotico puro ma frammisto al rosa, a volte sacrifica la sua sensibilità alle sfumature e alla capacità di analisi psicologica, al dato seduttivo e ammaliante della libertà sessuale.

Non rappresenta sicuramente una critica questa considerazione, ma uno sprone: sei brava con la caratterizzazione dei personaggi ed è la dote migliore che ravvedo nel testo.

Conservala e esaltala.

Pur essendo e volendo rivendicare la sua natura di lettura d’evasione, la sensibilità spiccata dell’autrice (che c’è e tenta di emergere) non si nasconde di fronte agli interrogativi di oggi, quelli che rendono la nostra società così difficile da comprendere, arrivando a sfiorare, senza voler dare spiegazioni sociologiche e politiche, il tema dell’omosessualità.

Lo sfiora con rispetto, lo accenna senza peraltro renderlo banale.

Questo mi fa sperare in un suo possibile interessamento verso una letteratura di formazione, visto che la delicatezza per affrontare temi scomodi non le manca.

Per ultimo il linguaggio.

È un misto tra termini forti, quasi dissonanti e fastidiosi, caratteristici del nostro gergo, e una certa soavità romantica che ne smorza il carattere crudo, diretto, che ad alcune orecchie delicate potrebbe apparire volgare.

Ma è volgare?

Se lo si inserisce in un romanzo rosa sì lo diventa, perché ne snatura l’essenza.

In un libro a prevalente genere erotico no, lo identifica.

E a chi obietta che l’erotismo non è volgarità, consiglio di leggere il mio articolo su quel genere poiché ci sono  testi del 500 o del 800 che farebbero impallidire anche Mr Grey.

La volgarità di un termine serve, laddove si decida di sfondare un muro culturale.

E la Raffei, in fondo, decide coscientemente di farlo, convinta come il sesso sia ancora un tabù: tutti ne parlano, lo leggono con bramosia però pronti a negarlo e scagliarvisi contro in nome di un pudore che non esiste nei loro cuori.

Le Fiamme del cuore resta una piacevole lettura, creata per il vostro diletto, per donarvi emozioni forti, ma soprattutto è la prova che quest’autrice ha molto da dire, ha delle doti che trovo straordinarie, doti di introspezione e di comprensione delle dinamiche psicologiche sociali, non indifferente.

La sua scelta diventa, quindi, una scelta stilistica precisa e non una volontà di vendere un prodotto scadente; la Raffei vuole suscitare un’emozione, una sensazione e una reazione.

E ci riesce.

Da parte mia la invito a cimentarsi con altri generi; le sue qualità sono troppo frizzanti per essere impiegate solo con la narrativa di svago.

Hai un mondo dentro.

Pretendo di leggerlo in ogni suo lato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...