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Sinossi di “Tra due mondi”

 Gli Hematoi discendono dall’unione di dèi e mortali, e i figli di due Hematoi di sangue puro hanno poteri di origine divina. I nati dall’unione tra i figli degli Hematoi e i mortali, invece… be’, non proprio. I Mezzosangue hanno solo due possibilità: venire addestrati per diventare Sentinelle con il compito di combattere e uccidere i daimon o diventare servitori nelle dimore dei Puri. La diciassettenne Alexandria preferirebbe rischiare la vita lottando piuttosto che sprecarla pulendo i pavimenti, ma non è detto che ci riesca. La sua condotta, infatti, è tutt’altro che irreprensibile. Ci sono diverse regole che gli studenti del Covenant, come lei, devono seguire e Alex ha dei problemi con tutte, ma soprattutto con la numero 1: le relazioni tra i Puri e i Mezzosangue sono proibite. Sfortunatamente, lei è attratta da Aiden, bellissimo e… Puro. Comunque innamorarsi di Aiden non è il suo più grande problema, rimanere in vita abbastanza a lungo e diventare una Sentinella invece sì. Se fallirà nel suo compito, dovrà fronteggiare un futuro più terribile della morte o della schiavitù: diventerà un daimon, e Aiden le darà la caccia. E quella sarebbe una vera disgrazia.

Scrivo questa recensione dopo aver letto i primi tre capitoli di questa saga che, quando ho iniziato a leggere, pensavo, ingenuamente, che fosse una trilogia. Così adesso mi ritrovo in quello stato che ogni lettrice avrà provato almeno una volta: attesa fremente.

Devo avvertire che questa saga dà dipendenza, l’avevo già sperimentato con la serie paranormal romance Dark Elements che resta, tuttora, una delle migliori che io abbia mai letto.

Temevo che l’autrice potesse ripetersi e purtroppo in qualcosa lo fa, a parte qualche somiglianza inevitabile propria del genere letterario, ma la Armentrout riesce ugualmente a costruire una buona storia e si riconferma come una delle autrici paranormal più dotate, anche se bisognerà aspettare l’evolvere della narrazione e il finale per giudicare appieno questa saga.

Ho letto molti dei suoi romance e mi sento di affermare che lei dia il meglio di sé quando la storia romantica è ambientata in un contesto fantasy.

La Armentrout non inventa niente di nuovo: pesca dalla mitologia greca e il Fantasy stesso discende, appunto, dal Mito; ma lo rimaneggia con la sua maestria, miscelando sapientemente storia e personaggi.

Per me è stato quasi impossibile non paragonare questa serie con Dark Elements, ragion per la quale penso che Covenant possa essere apprezzato maggiormente da lettori che ancora non abbiano avuto a che fare con l’originalità di Dark Elements e, soprattutto, con l’intensità e la sfrontatezza di un personaggio come Roth principe dei Demoni, a mio avviso uno dei protagonisti maschili più azzeccati in un paranormal, assieme a quell’altra meraviglia del già recensito Morpheus della saga Splintered della Howard.

La Armentrout ripete il triangolo d’amore che ha fatto tremare molte lettrici in Dark Elements, divise tra il demone Astaroth e la sentinella gargoyle buona Zayne. Qui abbiamo i Puri, discendenti diretti dei figli mezzosangue degli dèi greci, classe dominante; i mezzosangue nati da puri e umani, classe plebea destinata alle Armi o alla Servitù; e i Daimon, puri o mezzosangue trasformati, malvagi.

Alexandria, figlia mezzosangue, è innamorata di Aiden, puro, sentinella, cavaliere senza macchia, nonché suo istruttore. Ma Alexandria si rivelerà essere un essere speciale, destinata a un altro, Seth.

La tensione sessuale che tutti i lettori di saghe simili ben conoscono e che solitamente esplode nel capitolo finale, qui è portata ai massimi livelli a causa della determinazione di Aiden di non cedere, sapendo che, così facendo, condannerebbe Alex alla servitù. Un po’ come Edward di Twilight che ha paura di distruggere, non troppo in senso figurato, Bella Swan. Personalmente non amo troppo i personaggi duri e puri, come non sopporto ugualmente i bad boy, ma trovo più interessanti personaggi multi sfaccettati, che lottano contro le proprie debolezze o talvolta le ignorano, come Seth.

Sarebbe impossibile spiegare meglio la situazione intricata senza fare troppe rivelazioni, quindi mi limiterò a dire che anche questo triangolo ci farà penare, ci renderà talvolta tristi e talvolta infuocati.

Quanto del nostro destino è deciso e quanto lo costruiamo noi? Può l’Amore essere più forte del Fato?

In questo universo si muovono molti comprimari interessanti, tra cui il dio Apollo, che rivela la propria identità col procedere della saga.

La prosa è come sempre fluida e i dialoghi azzeccati, induce a continuare la lettura.

Lo consiglio a chi ama i paranormal, i miti greci, i triangoli.

Riservandomi un giudizio per il finale della saga, ribadendo che se 5 stelle è il massimo, a Dark Elements darei pure il bacio accademico, assegno 5 stelle anche a questi primi tre capitoli di Covenant.

 

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