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Sinossi

Lisa è una studentessa universitaria genovese, appena uscita da una lunga e travagliata storia d’amore. Thorger è uno studente erasmus, austriaco, che si fermerà in Italia soltanto pochi mesi. Lei ha un oscuro segreto; lui ne ha più di uno ed è una rockstar in incognito, con un fratello gemello, Harald, che sembra avere tutte le intenzioni di conquistare Lisa per primo.
Ciò che Thorger non sa, è che anche Lisa ha un doloroso segreto, che riguarda la sua storia di lunga data con un ex ragazzo che non sembra avere intenzione di lasciarla andare. Le cose che non sanno l’uno dell’altra saranno quelle che li avvicineranno ma, al tempo stesso, che rischieranno di dividerli.
Segreti, amore, equivoci, lacrime ed eros si snodano in questa storia narrata a due voci.

Come la code delle comete (Le cose che non sapevamo di noi Starsaga) di Paola Garbarino è un romanzo young adult adatto ad un pubblico giovanissimo. L’autrice sa descrivere perfettamente il carattere dei protagonisti della storia incentrandosi in particolare sui due innamorati che raccontano le vicende dal loro punto di vista alternandosi in un doppio POV come in molti del romanzi che vengono pubblicati ora. La lettura è molto scorrevole e piacevole, tanto da riuscire a coinvolgere pienamente il lettore e lasciandolo vivere le avventure di Lisa e Thorger in prima persona. Ci sono dei passaggi molto belli in cui si coglie l’aspetto romantico del personaggio maschile che cela un passato a dir poco doloroso, in cui suo malgrado ci vive continuamente non riuscendone e venire fuori.

Thorger: “Non saremmo in grado di vivere pensando che ogni giorno potrebbe essere l’ultimo! Sarebbe troppo intenso. Non lo sopporteremmo! Io avevo vissuto intensamente e il risultato era stato che ero morto, anche se poi il defibrillatore o Dio o chi per lui mi aveva rimandato indietro…”

Il ruolo di Lisa che sembra essere a protagonista indiscussa del romanzo, è secondo me la scintilla che aiuta Thorger e venire fuori dal suo inferno interiore, un inferno in cui volutamente si è rinchiuso per non crescere e non affrontare la sua realtà.

“La nostra storia, come la coda delle comete, si era spogliata pian piano, impoverendosi; e forse, alla fine, era entrata in collisione. Preferivo pensare allo scontrarsi piuttosto che al dissolversi: c’era passione in una collisione, mentre lo svanire mi metteva soltanto una grandissima tristezza…”

La storia di per sé quindi pare un leggero racconto di quelli che sono gli amori che sbocciano all’interno dell’ambiente universitario, tuttavia i due ragazzi raccontano e tengono dentro il loro passato che li ha forgiati e li ha fatti diventare quelli che sono, quelli di cui si sono innamorati. Questa consapevolezza arriverà, ma nel frattempo l’emozione della scoperta è meravigliosa e in alcuni punti non posso negare di aver pianto  e di essermi emozionata anche tanto. La bellezza di questo romanzo secondo me sta nel fatto che attraverso una storia abbastanza lineare la Garbarino abbia raccontato paure e dolori che caratterizzano la vita dei giovani d’oggi e che li rendono unici nel loro modo di essere di vivere la società odierna. Giovani che bruciano d’amore come la coda della comete e che di loro si può assaporare la passione e la voglia di vivere che vince in assoluto su qualsiasi altra emozione

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