417PoiH7TCL._SX331_BO1,204,203,200_.jpg

 

“Quando il sesso è l’unica cosa che conosci, solo l’amore può salvarti. Questo sarà un gioco al massacro. Siete pronti per la sfida?”

Della sinossi dell’autrice ho voluto estrapolare solo questo passaggio perché, penso volutamente, abbia voluto costruire l’asse della storia quasi fosse una giostra, in un gioco di alti e bassi avvincenti che stimolano la continuazione alla lettura.

Il Prologo lascia senza fiato e, da subito, è ben chiaro che si leggerà di abusi sessuali ai danni di un bambino. Il peggior abuso, oserei dire, se necessariamente dovessi fare graduatoria di tale scempio.

“Mia madre mi ama. Mia madre mi ama in un modo strano. Io non voglio che mia madre mi ami in questo modo. Non capisco se sia giusto o sbagliato”.

…. E qui il “gioco della giostra sale”

Poi l’autrice permette il respiro ed apre la sua storia descrivendoci il protagonista esattamente come i personaggi di tanti scritti “catalogati” in questo genere.

… E qui “il gioco della giostra scende”

Michael Lacroix giovane, ricco, bellissimo.

Non manca di certo il Maniero medioevale completamente ristrutturato dove vive, né auto e moto  lusso, palestra, abiti firmati e persino le fossette al sorriso “strappa mutandine”. Poi sesso, tanto sesso con chiunque gli capiti nelle vicinanze quando il demone che è in lui detta le sue scelte quasi fosse “una bestia che ruggisce assetata”.

Anni di lavaggio del cervello lo hanno reso il Michael Lacroix di oggi.

“Vuoi una donna Michael? Prendila e fottila! Non legarti mai a nessuna se puoi averle tutte. Non farti incantare dal canto delle Sirene” quelle che vogliono di più, vogliono l’anima cesellata in un anello nuziale.

Ma in lui, ben nascosto dalla maschera che da anni si è cucito addosso per soffocare il dolore, c’è ancora un bambino che gioca tra le vigne di sua proprietà ed impara la purezza del sentimento attraverso le parole di un’anziana.

“ Il grappolo è maschio , ma l’uva è femmina. Se sarai in grado di distinguerla, anche a parità di colore, saprai riconoscere quella dolce da quella acida, solo così otterrai buon vino”

Una metafora, usando la natura come rapporto di similitudine, per insegnare ad operare scelte e questo insegnamento altro non poteva venire che dalla bocca di un’ anziana.

Tre elementi quindi, metafora, natura, anziano, usati come ancore, come basamento, come terra fertile in cui piantumare il seme.

… E qui la “giostra sale”

     ….. poi torna giù.

Maria, una lavorante, piomba nella vita sregolata di Lacroix. Il verbo non è usato a caso , perché , così come le varie “eroine” di quasi tutti gli erotici, lei … cade miseramente sui piedi di Lacroix, quasi fosse ormai una regola assodata quella della presentazione dei protagonisti attraverso la caduta della figura femminile.

Ma la realtà non sempre è come sembra, infatti se tralasciamo questi aspetti ormai resi “ dettato” si capisce da subito che Maria non è la solita “eroina” anche se di quelle ne ha tutte le caratteristiche.

… E qui la “giostra sale “

Maria, la descrive bene l’autrice attraverso la canzone di Caruso “Tu si na mala femmena”, sa cosa vuole e vuole  “il gioco al massacro” con Michael un gioco in  cui detta regole.

“Quelli come te non sono da sposare, Michael, quelli come te si scopano e basta”

Questa ragazza dagli occhi colore dell’uva matura, unica cosa che Michael abbia mai veramente amato, cosa nasconde? Perché l’unica sua intenzione sembra essere quella di far del male  a  Michael che nemmeno  conosce? Qual è la posta nel “ gioco al massacro”?

Se lei è il “Demonio” e Lacroix “il padre del male assoluto” chi vincerà la sfida?

Un libro, dicevo, studiato al fine di creare un movimento altalenante dove i “bassi” , ovvero gli stereotipi del genere erotico, sono, almeno a mio avviso, collocati nella lettura al fine di assecondare il movimento verso “l’alto” ed è qui il vero cuore del romanzo.

Diversi gli elementi che ho apprezzato:

La natura che lenisce e cura il dolore dell’anima

Il freddo di una pietra che, nel silenzio di un tocco di mano, urla il passato trascorso

Le metafore usate magistralmente

La descrizione dei personaggi, il dolore che pulsa da un lato, l’arroganza che martella dall’altro, ben distinte nella loro dualità

Il tutto amalgamato da sesso ed erotismo mai spinto al limite, questo perché il vero messaggio che l’autrice vuole trasmettere al lettore è:

“Noi siamo ciò che siamo grazie a coloro che sono passati prima di noi . Nel mondo a taluni è dato di soffrire, ad altri di amare”.

 

Annunci