copertina doll bones la bambola di ossa.jpg

 

Ecco perché a Zach piaceva tanto giocare: in quei momenti aveva accesso a un mondo diverso, un mondo che gli sembrava vero come tutto il resto. Non vi avrebbe mai rinunciato. Avrebbe voluto continuare a giocare per sempre, a qualunque età, anche se gli sembrava impossibile. Era difficile già adesso, a volte.

 

Il gioco è un mezzo per vivere una realtà parallela a quella nuda e cruda, escludendo tutti i limiti dati dalla propria posizione. I bambini ne fanno spesso ricorso, proprio perché sono carichi di sogni e aspettative che vanno infinitamente oltre le loro possibilità.
Creare una storia e dare vita a personaggi che rappresentano propri alter ego potenziati e perfezionati, è un modo per evadere e allo stesso tempo vivere davvero.
Il gioco di Zach, Alice e Poppy non è semplice divertimento, ma creatività. Non ho potuto fare a meno di trovare un’analogia tra l’esplosiva creatività di Poppy e la mia.
Alla fine, scrivere è un gioco dove si crea un personaggio, lo si fa crescere e gli si complica la vita nelle modalità che più preferiamo. E’ un metodo per spezzare l’ordinaria ripetitività delle nostre vite, vivere avventure solo immaginate e combattere demoni che ci portiamo in fondo al cuore.
La fantasia serve a questo e ci tiene giovani e sognatori anche quando l’età anagrafica avanza.
E’ proprio da un gioco tra tre ragazzini oramai adolescenti che si innesca la vicenda descritta in Doll Bones. Gli occhi attraverso cui viviamo la vicenda narrata sono quelli di Zachary, un ragazzino adolescente che è rimasto legato alle due amiche d’infanzia Poppy ed Alice, con le quali ha sempre condiviso il tempo libero. Il loro passatempo preferito consiste nel portare avanti una storia sempre più intricata che parla di pirati, di ladre pazze e affascinanti, di insidie nei mari e terre fiabesche e inventate. Le fila della vicenda sono tirate da Poppy, che ha la personalità più forte del gruppo e tenta di imporsi sugli altri due, forse nemmeno facendolo apposta. E’ lei che crea le vicende e le vive con trasporto, dando loro la stessa importanza di avvenimenti reali.
C’è da sottolineare la situazione sociale di tutti e tre i ragazzi. Poppy, Zach e Alice sono legati a realtà familiari traballanti per motivi diversi. Poppy ha genitori assenti e si trova a passare la maggior parte del tempo da sola. Zach ha una famiglia rattoppata dopo una separazione tra i genitori, dove il padre tenta di ripulirsi la coscienza, sforzandosi di dare più considerazione alla moglie e al figlio in un modo inutile e anzi, distruttivo, Alice ha perso i suoi genitori in un incidente d’auto e vive assieme ad una nonna all’antica e bacchettona.
Nelle vite dei tre ragazzini manca la stabilità e forse questo elemento è complice di quel voler rimanere insieme e condividere il gioco per forza che più che altro anima Poppy. Zach, tuttavia è costretto ad abbandonare quel divertimento comune, poiché il padre getta nella spazzatura tutti i suoi pupazzi. Il ragazzo fa fatica ad adattarsi a quella nuova situazione, poiché in un primo momento non accetta quel distacco repentino dalla sua infanzia. Questo porta Zach a non dire la verità sull’accaduto e a giustificare il suo allontanamento come volontà propria, come se negando la verità a voce, essa fosse meno reale. Ovviamente Poppy ed Alice non accettano quel cambiamento così brusco. Tentano in tutti i  modi di far cambiare idea all’amico, ma senza successo. Zach inizia a prendere le distanze dalle altre due, ma dopo pochi giorni un sogno di Poppy indica che la Regina delle loro storie, una bambola di porcellana chiusa in una teca in casa della ragazzina, è in pericolo. Poppy ha infatti sognato che la bambola racchiuda il fantasma di una bambina caduta dal tetto di casa, nata e vissuta in una cittadina parecchio lontana da quel punto. La ragazzina dice agli amici che la loro missione è quella di portare la Regina, Eleanor, nella tomba che gli spetta in modo da darle pace. E’ l’ultima vera missione prima di chiudere il gioco. Titubanti, i ragazzini accettano di intraprendere quel viaggio e partono di notte verso questa destinazione non proprio vicina. Da quel punto ha inizio un’avventura che molto si avvicina a quelle create per gioco. Questa unisce i ragazzi e fa crescere due di loro: Zach e Alice. L’affrontare pericoli insieme e l’adattamento a situazioni limite li rende di gran lunga diversi dall’eternamente bambina Poppy.
Gli altri due maturano insieme e lei soffre immensamente per quel cambiamento, per quel distacco dato dal passaggio dall’infanzia all’adolescenza che poi sfocerà nella gioventù e nell’età adulta. Lei, nonostante la fine del gioco, non riuscirà mai ad accettarlo.
E non è difficile sentirci Poppy e condividere la sua tristezza. Quanti di voi, come me, arrivati all’adolescenza, sono stati reticenti a lasciarsi le bambole e i pupazzi alle spalle? Quanti di voi, come me, sorridono nostalgicamente nel ricordarsi quanto fosse bello avere la sensazione di vivere oltre quello che ci era consentito?
Alcuni di noi, anzi, forse la maggior parte, hanno deciso di non crescere più di tanto e di concedersi quello spazio di fanciullezza, facendo capo alla scrittura, la lettura, il videogioco, tutte fonti di alienazione che ci permettono di staccare dall’ordinario ed aprirci a mondi che abbiamo sempre sognato.

L’avete mai sentita questa? Quando passi accanto a un cimitero, devi trattenere il fiato. Se non lo fai, gli spiriti delle persone morte da poco potrebbero entrarti in bocca e impossessarsi del tuo corpo.

 

Lo sfondo gotico che fa da motore alla vicenda descritta da Holly Black è convincente e ben descritto attraverso gli occhi di un ragazzino. La paura, l’avventura, l’entusiasmo sono raccontati da una forma semplice, diretta ed incisiva. Bella da leggere e scorrevole. Ho letto il libro in poco più di due giorni, soddisfatta sotto ogni punto di vista.
I tre ragazzi sono bellissimi e caratterizzati in maniera realistica e affascinante. Sono diversificati, in modo da dare la visione della vicenda da tre punti di vista differenti, derivanti da caratteri molto diversi tra loro. Poppy la sognatrice che vive sospesa nel suo mondo di leggende e fantasia, Zach è riflessivo, ma estremamente amante dell’avventura, Alice è la tipa più pratica, forse più matura dei quattro, quella che ha lasciato alle spalle la sua infanzia prima di tutti, accettando la realtà per com’è.

Come posso riassumere questo libro in poche parole?

E’ bello, ben pensato sotto ogni aspetto, sia quello formale, che quello strutturale, che quello contenutistico.

E’ un libro che fa pensare sia col cuore che con la mente e ci fa chiedere a noi stessi, ancora una volta, quanto c’è di bambino all’interno del nostro cuore?

Abbiamo davvero abbandonato i giochi per sempre o continuiamo a cercarli?

Grandissimo libro.

 

Annunci