In attesa del secondo volume, lo staff propone un’altra recensione di “Oversight” di Charlie Fletcher, Fanucci editore, visto dall’ottica speciale di Francesca Giovannetti.

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Nella Londra di metà Ottocento le creature  naturali e sovrannaturali  condividono la stessa realtà. Per proteggere gli umani,  che non hanno poteri, dalle pericolose creature dotate di magia non sempre benevola, esiste l’Oversight, un ente incaricata di vigilare sui contatti che avvengono fra i due tipi di creature. L’Oversight continuerà a operare fino a che i suoi componenti saranno almeno cinque. Questo scarno numero adempirà al suo compito con coraggio e sacrificio per arrestare l’Esercito della Notte, perennemente in lotta per l’invasione.

Oversight è il primo volume di una annunciata trilogia che appartiene al genere fantasy.

Tuttavia, a rendere unica questa opera, è lo stile di un livello che difficilmente ritroviamo nei testi che appartengono a tale categoria. I richiami alla letteratura classica sono vivi  e ben riconoscibili dal lettore. Le descrizioni cupe di Londra e  degli orfanotrofi portano alla mente il Charles Dickens di Oliver Twist,  si riconoscono le atmosfere di Sir Arthur Conan Doyle, si associa “Il ritratto di Dorian Grey” di Oscar Wilde. Tutto si amalgama sapientemente in uno stile nuovo e scorrevole che crea un fantasy pescando nella nobile tradizione letteraria inglese unendola a tematiche attuali; l’Oversight deve proteggere gli uomini dall’Esercito delle Ombre, ma anche contenere l’avidità umana che “invade” il mondo dei Camminatori della Notte portando la modernizzazione in ogni angolo e relegando in territori sempre più ristretti le creature del buio, costringendole a uscire allo scoperto e vendicarsi. Equilibrio è la parola chiave, così semplice da pronunciare, così difficile dal mettere in atto.

I personaggi sono descritti minuziosamente, sembra di poterli vedere e toccare attraverso le pagine. Oltre alla descrizione fisica, l’autore non trascura i tormenti e le vicende emotive, scava negli animi dei personaggi lasciandoli “nudi” e presentandoceli nella loro natura più intima. Soprattutto la malvagità ci viene servita senza filtri, cruda e immediata, come una frustata.

Ogni personaggio ha una suo percorso da compiere, alcune volte le strade si intrecciano, altre no, ma il libro esprime una coralità armoniosa degli eventi; non è contemplato “perdere il filo”, poiché  sono tutti dipanati con attenta lucidità e coerenza.

Originale e innovativo, il libro stupisce ad ogni dettaglio. Le atmosfere richiamano, come già detto, quelle classiche, ma l’aggiunta di particolari usciti dalla creatività dell’autore le rende uniche; ad esempio la descrizione delle piccole ossa che adornano gli abiti dei Camminatori della Notte, o quella del “riportami a casa” strumento necessario per non smarrirsi nei mondi degli specchi.

Non mancano nel libro pillole di esoterismo, come il  sintetico e interessante accenno al “potere del cinque”, che spazia dai cinque sensi alla mano pentadattila, diventata la Mano di Miriam per gli Ebrei e la Mano di Fatima per i musulmani.

In conclusione, gli elementi per ritenere “Oversight” un tassello immancabile nel mosaico del genere fantasy sono tutti presenti. Buona lettura!

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Se cercate un fantasy raccontato su uno sfondo reale, colmo di magia e romanticismo, lo staff consiglia i libri di Alessandra Toti “Il giglio nordico” Temperino Rosso edizioni e “I sentieri di Frigg” edito da pubme

 

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Artemisia scoprirà le verità che si nascondono in lei, con l’aiuto di Lisa Amaya e l’affascinante Roy Dharkan, attraverso i sentieri quotidiani della sua esistenza.

 

 

IL GIGLIO NORDICO

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SINOSSI:

Artemisia è una ragazza di venticinque anni, insoddisfatta della sua esistenza: ha poche amiche, i genitori vivono in un altra città, è single e non ha mai avuto grandi esperienze. Vive sola a Sarnico, un piccolo paese della provincia di Bergamo che lei definisce vuoto e monotono, dove la gente si affolla soltanto nel week end e nelle stagioni calde. Scoprirà grazie al suo intuito che la sua datrice di lavoro, nonchè migliore amica, Lisa Amaya, è una Janara: una strega dedita ai culti della dea Diana, praticante di magia bianca. In particolare la sua vita subirà un repentino mutamento quando casualmente conoscerà il misterioso Roy…

 

 «È da tanto che ti cercavo e… Volevo rivederti»

«Perchè?».

Si avvicinò ancora di più al mio volto, pensai che mi avrebbe baciata, e in fondo la cosa non mi sarebbe dispiaciuta, se non fosse stato uno sconosciuto. Voltai il capo e chiusi gli occhi.

«Perchè ci apparteniamo» mi sussurrò all’orecchio con voce bassa e quasi minacciosa, ed il suo strano accento che gli caratterizzava la tonalità. Mi morsi il labbro inferiore, percependo un misto di sentimenti: avevo paura ma mi sentivo quasi eccitata.

«Ma non so chi sei, non ti conosco» biascicai.

«Te lo dirò presto, Artemisia».

 

I SENTIERI DI FRIGG:

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SINOSSI:

Disperata ma speranzosa, nel suo consueto pessimismo, Artemisia continua la sua vita a Sarnico, nell’attesa del ritorno di Roy, che tarda ad arrivare. Vive sempre tra casa e negozio, con Lisa Amaya e Mariastella, la sua tatuatrice veggente che l’avverte di non abbattersi. Una sera, dopo una litigata con Genna, Artemisia sfodererà davanti a lei i suoi poteri, non ancora abbastanza forti e controllati. Sarà allora Roy ad intervenire e dichiarerà che è il momento che lei torni alla sua terra delle origini antiche, la Norvegia, dove la ragazza accetterà di andare di buon grado, ritrovando tanto di sè e del suo tempo perduto. Conoscerà gli amici di Roy, anche loro stregoni appartenuti alla congrega di Asgardhr e scoprirà che tra Lisa ed uno di loro, Svein, c’è un rapporto particolare. Artemisia rivivrà le passioni mancate da secoli con il suo vero amore ed otterrà maggior controllo sui suoi poteri, fino al momento in cui Roy le farà una proposta. I Sentieri di Frigg- seguito de Il Giglio Nordico edito da Temperino Rosso Edizioni.

 

 

«La donna più sfigata sulla faccia della terra l’hai trovata tu» sospirai

alzando gli occhi al cielo, come in segno di scusa, intendendo che faticavo

ad avere autostima di me.

«Ti amo così, Artemisia» mi interruppe sul punto di aggiungere altro, pur

sapendo che forse altro non sarei stata in grado di aggiungere. Mi aveva

detto ti amo. «Amo la tua paura dell’amore, le tue imperfezioni, i tuoi

momenti negativi, persino le tue lacrime».

Mise una mano sul mio braccio, dove la caduta del mattino mi aveva

procurato un livido, e l’altra sul ginocchio, dove anche lì avevo una grossa

ammaccatura. Sotto i palmi di entrambe le sue mani comparve un alone

azzurro, che lentamente fece sparire le macchie scure che le botte mi

avevano procurato sulla pelle.

Sfiorai quei due punti con le dita, riflettendo sulle sue parole.

«Devo amare anch’io quei miei lati oscuri che possiedo, quindi?».

«Trasformarli in luce, Artemisia. Cerca di non guardarti allo specchio

pensando sono niente» si avvicinò ancora di più con il volto al mio, ed

abbassando la voce aggiunse: «Devi pensare io posso».

«Io… posso…» ripetei con il respiro corto, e la voglia di sfiorare le sue labbra

ed il suo corpo, sempre più vivida. «Posso?».

«Puoi…».

Gli cinsi li collo con le braccia e lo baciai con timidezza. Roy mi prese la

nuca con una mano e mi baciò, sprofondando la sua lingua nella mia

bocca, abbracciandola alla mia lingua. Quel bacio che mi diede mi trasmise

brividi freddi che poi mutarono in calore, un calore si sciolse in calde gocce

che scivolarono tra le mie gambe, e sentii quel piacere nonostante fossi

nell’acqua. Ero confusa. Mi sembrava di essere affondata in un mondo

onirico.