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LA VIA DEL RICHIAMO:

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SINOSSI

Astrid è certa che la sua esistenza non abbia una minima ragione: si sente una nullità, pensa di non avere un futuro e invidia la sua amica Ginger che ritiene avere una vita che sembra completa. Eppure non immagina quanto il cambiamento possa essere vicino, nascosto negli occhi di un giovane dall’aspetto di un normale trentenne, Connor. Astrid non sa chi sia, non l’ha mai visto, ma dal primo incrocio di sguardi sentirà una sorta di attrazione e timore reverenziale verso di lui. Quando Astrid scoprirà la sua identità sarà per lei il momento di fare delle scelte, e sarà obbligata ad affrontare il misterioso Leopardo del Crepuscolo…

 

Mi porse la pipa, senza dire nulla, e uguale io la

presi e ne tirai una boccata, zitta e con lo sguardo perso nel suo.

«Qualcosa non va» non era una domanda la sua ma risposi ugualmente con

un cenno affermativo del capo.

«Tu hai qualcosa, ultimamente» iniziai restituendogli la pipa. «C’è

qualcosa che non va in te, e io lo sto sentendo».

Connor tenne i gomiti appoggiati al tavolo e la pipa con due mani, mentre

creava dei cerchietti di fumo che si libravano nell’aria dissolvendosi. Il suo

sguardo sembrava perdersi nell’infinito mentre, sempre più sicura dei miei

sospetti, vedevo i suoi occhi diversi, addirittura la pupilla sembrava avere

un’altra forma. Temevo la situazione ma speravo di sbagliare.

«E cosa sentiresti, Astrid?»

«Non so dirti con esattezza, ma è una sensazione poco buona e… ho paura,

sai? Ho davvero paura».

«Di che cosa hai paura? Di me?».

Scossi il capo: «Mi stai sentendo, Connor, e so che capisci che non sei tu a

farmene ma è lui di cui non mi fido».

Mi inchiodò in quello sguardo che solo una volta, forse, avevo incrociato e

che non si era dimostrato essere molto amichevole. «Lui?».

«Il Leopardo» strinsi i pugni sotto il tavolo. «So che lui ora è qui che mi

ascolta e mi osserva».

Gli angoli della sua bocca s’inarcarono verso l’alto, tingendo sul suo volto

un sorriso che non era il solito beato e tranquillo di Connor: era bensì

meschino e quasi crudele.

«Da cosa lo hai dedotto?».

«Dai tuoi occhi… non sono più gli stessi che conobbi».

Di nuovo silenzio, rotto da quel suono che ricordava il vento tra gli alberi.

Quel suono che ormai ero consapevole non arrivava da un luogo, ma bensì

da lui, i suoi poteri che si facevano sentire come il vento che sfiorava la

natura.

 

 

LE VOCI DEL CAMMINO:

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SINOSSI:

Sono tre mesi che Astrid ha perso contatti con Connor ed il Cerchio deiWarlock, ma quando un giorno comparirà il Leopardo del Crepuscolo l’andamento del flusso cambierà: rivredrà Connor ad una manifestazione con una ragazza, Celeste, che evidentemente il giovane frequenta. Ma sentendosi egli stesso in colpa sceglierà di prendere in mano la situazione e le redini del Maestro, dedicandosi completamente all’addestramento della sua Allieva. Nel frattempo anche Ginger, l’amica Medium di Astrid, avrà un forte evoluzione che risulterà importante all’avvicinarsi del Caos, quando l’anima di Connor sarà strappata via da un traditore del Cerchio dei Warlock e il misterioso Krampus. Astrid si metterà in gioco con anima e corpo, arrivando a comprendere i pieni principi del sentiero sciamanico, grazia all’aiuto di Xandria, la sua Anima, Stardust, il suo Spirito Guida, gli animali Totem ed il sostegno del fantomatico Shay.

 

Connor venne verso di me, con un passo deciso e sempre quello

strano sguardo. Mi chiusi le mani a pugno davanti al petto, con la

netta sensazione che mi avrebbe fatto del male.

Ginger emise un versetto e si coprì il volto con le mani, mentre io

chiusi gli occhi, temendo di sentire un pugno sganciato da qualche

parte sulla faccia.

Ma quando Connor mi fu davanti mi strinse tra le braccia,

facendomi riaprire gli occhi di colpo e cadere indietro a terra per

l’impeto del suo abbraccio, atterrando con le natiche. Mi ritrovai

seduta a terra, con le mani strette davanti al petto e Connor in

ginocchio che mi stava abbracciando stretta: sentivo la sua pelle

caldissima a causa del sole.

Ginger guardò solo allora, restando stupita alla vista di

quell’abbraccio che il mio Maestro mi stava riservando.

«Mi dispiace» supplicò al mio orecchio. «Perdonami, Astrid».

Occhieggiai Ginger che si era coperta la bocca con le mani ed io

cercai di allontanare Connor da me, spingendolo via con le mani

sul suo petto, ma lui non cedette. Ringhiai:

«Come puoi chiedermi questo dopo il tuo atteggiamento di ieri?».

«Ho sbagliato, lo so, perdonami ti prego! Mi sei mancata troppo».

A quel punto rimasi con lo sguardo fisso ad un punto nel vuoto

dietro di lui, sentendo le lacrime che iniziavano a tornare a galla.

Lentamente allungai le braccia tremanti sulla sua schiena, insicura

se voler ricambiare o no il suo gesto.

«Non ti lascerò più! Te lo prometto!» Ribadì alzando la voce, al

punto che anche Ginger sentì. Non mi trattenni più e scoppiai a

piangere abbracciandolo, ripetendo tra i singhiozzi:

«Maestro… Maestro…».

Ginger sorrise commossa intanto che Connor si raddrizzava,

tenendomi sempre abbracciata, sussurrandomi che andava tutto

bene e che era tornato per restarmi accanto.

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