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Sequel di Oversight, Paradox continua a narrare la lotta tra il mondo naturale e quello sovrannaturale con l’Oversight che controlla i confini tra i due mondi. Ma due membri della Mano dei difensori sono intrappolati nel mondo degli Specchi, che rivelerà loro antichi segreti e visioni terrificanti del passato. La minaccia degli Slaugh incombe sempre più pericolosamente.

 

Io sono l’Anomalia. Il Deviante. L’Aberrazione. Sono il Paradosso, il Vero Paradosso, perché non solo sono l’antitesi della ragione, ma la mia sopravvivenza contraddice il potere mortale dell’irrazionalità che dimora dentro gli Specchi Neri. Sono l’uomo morto che cammina, e l’uomo vivo che muore ogni giorno […]

 

Il secondo volume della saga si arricchisce di nuovi personaggi da entrambi gli schieramenti. Nuovi elementi con poteri che vengono usati a fin di bene e nuove specie di malvagi con orrende capacità di distruzione. Ognuno si inserisce nella trama in maniera fluida, arricchendo e non appesantendo il racconto.

Viene descritto con più dettagli e particolari il mondo degli Specchi dove  due dei protagonisti, Sara e Sharp, trascorrono tutta la lunghezza del libro, incontrando le Creature degli Specchi e venendo a conoscenza degli Specchi Neri, che inghiottono proiettando in un mondo di morte e distruzione.

Due passaggi dell’opera particolarmente intensi sono le descrizioni minuziose e angoscianti  fatte attraverso i sensi  delle creature dotate della Rilucenza, cioè il dono di vedere il passato attraverso il tocco degli oggetti. Le immagini si susseguono nel tempo e nello spazio coinvolgendo in un vortice di emozioni. L’abilità dell’autore nel trasmettere le sensazioni è unica.

La trama offre spunti per varie riflessioni che possono essere lette in una prospettiva estremamente attuale.

Un elemento che ricorre nella narrazione è quello dell’inganno; chi inganna per vendetta, chi perché costretto da una maledizione, chi lo nasconde dietro alla ripetizione delle parole “io non mento” che portano comunque a raggirare il malcapitato di turno. Ognuno, per raggiungere il proprio fine, che spesso è quello della vendetta, fa uso di tranelli e sotterfugi. La lezione impartita è vecchia come il mondo: fidarsi è bene…

Un altro nodo cruciale è quello del confine fra il mondo naturale e quello sovrannaturale sorvegliato dall’Oversight: in un passaggio interessante le Creature del Buio rimproverano l’Oversight di non adempiere al compito in maniera oggettiva. I Camminatori della Notte, infatti, vedono il loro mondo assottigliarsi sempre di più a causa dell’avanzata degli uomini. I Camminatori infatti sono sensibili al ferro, non possono toccarlo né attraversarlo. L’avanzare delle linee ferroviarie rimpicciolisce i loro sentieri e soffoca il loro mondo. La domanda è inevitabile: perché l’Oversight non protegge anche le Creature della Notte? Perché permette che siano sempre di più soffocate dalla modernizzazione fino a innescare micce di odio puro per tale condizione? Sottolineare l’attualità del messaggio in questione è a dir poco superfluo.

La trama non vede i personaggi interagire negli stessi spazi ma è divisa in linee narrative che si riuniscono quasi tutte alla fine del capitolo. Il tipo di scelta rende la lettura meno monotona e più interessante e articolata.

È indispensabile che il lettore che si approccia a tale opera tenga ben presente che si tratta di un secondo capitolo di una trilogia, dunque il finale non è conclusivo. Niente delusioni dunque, ma è necessario armarsi di una necessaria dose di pazienza aspettando gli inevitabili tempi di pubblicazione. Il valore di questa opera in termini di originalità e scorrevolezza, vale sicuramente l’attesa.

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