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Sogno o son desto?

Da una catena d’oro nuova di zecca pendeva un ciondolo di vetro, una sfera, e nella sfera fluttuava un occhio! Non ave­vo visto mai nulla di simile in tutta la mia vita. Forse era un souvenir che prove­niva da Atlantide, il continente sommerso, o forse era il gioiello di uno stregone, oppure un amuleto preparato da Merlino per proteggere i cavalieri della tavola rotonda che combattevano per la giustizia.

Se non ci sarà battito, avrai grandi avventure.

Nessun battito.

Se non ci saranno lacrime, avrai una vita lunga e felice.

Nessuna lacrima.

Se non dormirà, diventerai l’uomo che desideri.

Nessun sonno.

Atene 399 a.C.

 

 

Il filosofo Socrate è stato condannato a morte. Il suo ultimo desiderio: quello di trascorrere la notte prima dell’esecuzione insieme all’amico e discepolo Platone. Prima di morire vuole confessargli un segreto che ha tenuto nascosto per tutta la vita, custodendolo gelosamente.

 

…“Quale segreto, maestro?” 

“La leggenda di Atlantide” L’indomani Socrate morì con l’anima purificata, sereno….

“…«Fermiamoci amico mio, ho bisogno di riposo» disse Socrate

con una punta di affanno, sedendosi su un grande masso vicino

alla scogliera, osservando quella distesa infinita di mare.

Il suo discepolo si sedette accanto a lui e abbozzò un sorriso…”

 

 

Questo è un libro dalla  trama particolare, sfiora il visionario, ma lo stile ironico e per niente celato dell’autore danno un senso alla lettura. Gran parte del libro sembra raccontato dall’interno di un armadio, non un armadio qualsiasi, ma uno che ha una storia tutta sua, è come immergersi nelle “Cronache di Narnia”.

La sensazione che mi ha accompagnato nella lettura non è stata quella della claustrofobia, ma quella di un uomo che affronta i suoi fantasmi e cerca di cacciare quella solitudine che l’ha accompagnato per tutta la vita.

L’inizio del romanzo ha uno espressione lenta che, accelera man mano che la lettura prosegue. Lo stile è scorrevole, con termini ricercati e appropriati in ogni frase. La narrazione del testo è intensa e scorrevole, anche se  è colmo di refusi che a volte rallentano la lettura. Ho notato alcune incogruenze nel raccontare la conformazione geopolitica di Atlantide, ma considerando che si tratta di un fantasy, queste incrongruenze sono accettabili.

Dorian, il protagonista della leggenda narrata dall’autore è un uomo che cresce velocemente ma di cui conosciamo a fondo il passato e le origini, grazie agli approfondimenti dell’autore. Dorian è un uomo destinato a grandi imprese, è un personaggio tenace e il suo cuore tanto grande quanto impavido a volte le sue capacità sono estremizzate, tali da sembrare quasi innaturali.

Facile è notare come nel testo venga inserita una vena riflessiva che induce il lettore a diffidare di tutto e di tutti.

L’opera nel complesso è un buon Fantasy  che crea nella mente del lettore, la sensazione di compiere un viaggio in treno in un passato remoto e sconosciuto incollati al finestrino e osservando il gioco narrato come il paesaggio osservato da quello stesso finestrino. Il narratore crea la giusta atmosfera per mettere alla prova chi legge, il quale, a sua volta cerca di scoprire e arrivare al finale nel più breve tempo possibile. Il libro in un certo senso sembra  essere la vita parallela di Socrate, il viaggio che si concede la sua mente fuori dalla realtà. Il racconto è una finestra aperta al mondo di chi sogna ad occhi aperti…

il finale sarà comunque tutta una scoperta.

Nel complesso “Dorian e la leggenda di Atlantide” è un romanzo ricco di potenziale.

Un libro poco impegnativo ma che comunque rappresenta una lettura piacevole.

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

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