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C’era un tempo in cui l’amore era paziente e carico di sacrifici; era il tempo delle parole scritte e affidate a mani fidate e delle grandi attese.

Nel romanzo Lettere Rubate il lettore viene catapultato nella Perugia della seconda metà del 1300, verso la fine.

Griselda e Giuliano, come Romeo e Giulietta appartengono a due diverse fazioni, le loro nobili famiglie si contendono il dominio della città. Finché la pace regna e nessuno prevale sull’altro, la vita si svolge nella serenità e amicizia. Ma poi la Chiesa prende il sopravvento, s’insedia in Perugia e manda all’esilio la famiglia Olivi.

Così, a Bologna, il 23 novembre del 1370, era stata stipulata una pace ingiusta, in cui si diceva che Peroscia e il suo popolo appartenevano, ius et proprietatem, alla chiesa di Roma e ai sommi pontefici. L’epoca del libero Comune era finita per sempre.

Ed è così che Giuliano con i due fratelli e il padre si vede costretto a lasciare la sua terra natia e l’amore appena sbocciato per la dolce e bella Griselda.

Da baldo giovane le promette amore eterno e di ritornare per sposarla quando la situazione lo permetterà.

− Io tornerò, madonna, e vi sposerò − disse Giuliano con una mano sul cuore rivolgendole un ultimo inchino.

Sei lunghi anni li terranno separati. Durante il primo anno Giuliano scriverà una lettera al giorno per dichiarare e mantenere vivo l’amore per la sua giovane dama.

Nessuna delle missive riceverà risposta.

Da un lato ci sarà la giovane Griselda affranta per la mancanza di notizie e delusa da colui che pensava essere il suo futuro sposo. Dall’altro lato il baldo Giuliano nutrirà una profonda rabbia per la fanciulla che pensava ricambiasse il suo amore e che invece si rivela essere solo la figlia dell’uomo che li ha esiliati.

Entrambi hanno torto, ma non lo sanno e intricate sono le vicende che sottendono a quella che è mera apparenza.

Giuliano Olivi si era fatto un uomo e lei aveva diciotto anni. Erano lontani i tempi in cui, bambini, studiavano e giocavano insieme, nel giardino di maestro Lippo. Si chiese se lui l’avesse riconosciuta, ora che lei, Griselda dei conti di Braccio, era diventata una fanciulla in età da marito: la giovane donna più bella, più ricca, più ambita della città.

 

Quali catastrofi possono nascere da un tale fraintendimento mai chiarito? Una cascata in piena regola.

Tutto sembra perduto finché coloro che Griselda crede , nella sua nobile saccenteria, essere inferiori o comunque degli ingannatori l’aiutano a chiarire la questione con l’amato Giuliano.

Il problema è che le scelte dettate dalla rabbia hanno innsescato degli avvenimenti che sembrano non poter essere fermati. Tutto precipita ed emergono segreti e persecuzioni insospettabili, almeno fino a quel momento.

L’amore dei due giovani sarà sottoposto ad ardue prove e a grandi patimenti, ma forse potrà ambire alla pace e alla serenità che fu negata a Romeo e Giulietta. Tutto dipenderà da come agiranno: dovranno scegliere tra la passione e la strategia.

Un romanzo talmente ben scritto e strutturato da riuscire a catapultare il lettore in un’epoca ormai dimenticata, dove il sentimento sa attendere, dove il rispetto è un valore assoluto e dove la parola data ha la valenza di un atto notarile moderno.

Quel sentimento profondo che unisce i due giovani è sincero e coltivato come il più prezioso dei doni, conservato come un tesoro e dal valore inestimabile. Quasi quanto la vita stessa.

Le vicende storiche sono narrate con dovizia di particolari, ma senza apparire pomposo o annoiare. Ogni vicenda ne inserisce  o ne supporta una conseguente che porterà allo svelarsi lento e sorprendente degli intrighi familiari.

Un intreccio degno di nota e una caratterizzazione dei personaggi davvero approfondita.

Il contesto storico è indubbiamente romanzato ma presta fede a ciò che fu davvero.

Molto reali i dialoghi, con vezzeggiativi caratteristici dell’epoca e sublimi le parti narrate che completano una storia che ha il sapore di una tragica favola.

Pur non essendo un’amante del romanzo storico, devo affermare che la qualità e la passione che si evincono dalle pagine catturano e travolgono. La scrittura scorre fluida e incalzante là dove necessario. Dolcezza e fierezza sono ben equilibrate nel dare il giusto spessore ai due protagonisti.

Superbo il tocco dell’autrice nel permettere alla sua eroina una erudizione che all’epoca era totalmente negata alle donne, che erano considerate alla stregua di preziosi orpelli e, il più delle volte, ridotte a mezzi di unione tra potenti famiglie.

Un domani sarà lei a ereditare tutti i miei beni! Non voglio che nessuno, amministratore o marito che sia, possa prendersene gioco!

Loro erano considerate (e un po’ lo sono anche al giorno d’oggi, ma per altri fini) merce di scambio per far ottenere maggiore lustro alla famiglia di origine e/o a quella acquisita. Meglio se entrambe.

Ma Griselda è una donna colta, una ragazza a cui è stata data la possibilità di leggere, apprendere e conoscere. Questo la renderà forte e con una mentalità aperta, mai arrendevole e sempre combattiva.

Giuliano è un uomo orgoglioso che conosce, però, il valore del sentimento vero per il quale nutre un profondo rispetto. Sa ammettere lo sbaglio e farà voto di riscatto e redenzione a costo della sua stessa vita.

Un uomo giusto e saggio, forte e valoroso.

Entrambi meritano un futuro insieme e, entrambi lotteranno per ottenerlo.

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