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Proviamo ad immaginare di svegliarsi una mattina e trovare il mondo cambiato.

La casa, da sempre rifugio sicuro per chi la abita, perché rispecchia la persona, il suo modo di essere, la sua essenza, essere diventata invece un luogo quasi “asettico” dove gli ologrammi, a comando di voce, agiscono per eseguire ogni disposizione.

Bracciali personalizzati riconoscono il proprietario ed agiscono affinché ogni suo desiderio venga immediatamente esaudito.

Pedane mobili a comando permettono il giro panoramico degli ambienti.

Un rifugio, quindi, che diventa:

 

“una casa con cervello proprio dove tutto è programmato”

 

Strade deserte, parchi silenziosi , che hanno smesso di ospitare bimbi  gioiosi, un mondo che ha perso il colore ad esclusione di uno: il grigio.

2024 l’era della tecnologia:

“Non è più l’uomo a doversi adattare agli eventi che la vita gli pone davanti, ma è quest’ultima a completo controllo dell’uomo”

 

Il mondo è popolato da gente insoddisfatta. L’uomo per non conoscere la stanchezza, si è circondato di tutto quanto credeva fosse sua necessità per vivere al meglio e si trova, invece, pressato da un senso di vuoto perché vive una vita priva di obiettivi .

Ogni giorno che segue è uguale all’altro. Nessuno stimolo futuro

 

“come un ciclo infinito la cui unica condizione per uscirne è la morte”.

 

In questo scenario si muove il protagonista Michael, amministratore di una società che produce alta tecnologia. È anche, e soprattutto, suo, il merito di questa “evoluzione”.

Anche il protagonista rispecchia il colore di ciò che lo circonda.

Anche Michael è insoddisfatto, nonostante il successo, nonostante la ricchezza accumulata, nonostante quella “nota di colore”  che impone alla sua routine quotidiana.

All’apparenza tiene stretta nelle mani la sua vita, ma in realtà non ha vita perché “vita” significa avere un passato, con ed attraverso il quale, costruire il futuro.

Michael invece è … oggi, ora, adesso. Non ha ricordi, la sua mente immagina lo ieri ma non oltre.

Chi è Michael? Chi era?

Mal di testa e stato di  catalessi contraddistinguono il suo quotidiano.

Volti, voci, sangue, figure appaiono e scompaiono.

Chi sono? Cosa rappresentano nella sua vita? Perché lo torturano ogni giorno?

Sono ricordi o è pazzia?

Il susseguirsi spasmodico di questi eventi lo portano ad isolarsi dal lavoro, dalle amicizie, mette in dubbio se stesso e la sua sanità mentale.

O forse c’è un’unità esterna che lo controlla? Magari un complotto ai suoi danni.

Chi? Perché? Di chi si può fidare?

Uno Psico-thriller dove ogni passo del protagonista e del mondo che lo circonda sembra sia rallentato, ma al contempo accelerato.

Frasi brevi scandiscono il percorso, una dopo l’altra con ritmo serrato .

Ci sono “zone” in questo libro che sembrano scandite da un metronomo.

Una scrittura ideata ed ideale per creare pathos, che, se all’inizio sembra confondere il lettore, è successivamente chiaro che lo accompagna a vivere ciò che la mente di Michael vive.

Penso sia la prima opera di questo autore e mi piace il fatto che abbia voluto sperimentare, perché questo libro non è un  thriller ”puro” , ma ha voluto inserire qualcosa di solo suo rendendolo unico nella sua particolarità.

Ci sono “zone d’ombra” , ma il risultato è notevole soprattutto in riferimento alla “metrica” del linguaggio, studiato ad hoc per tale testo.

 

 

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