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Londra è una città sotto assedio. Le sue strade e i suoi edifici, dopo il calare del sole, si fanno teatro di apparizioni pericolose di spettri. Il Problema: così viene chiamata questo fenomeno sempre più diffuso. Per arginare la minaccia, è necessario far ricorso ad agenzie di acchiappafantasmi che contano nelle loro fila tutti ragazzini. Lucy Carlyle è un’agente particolarmente dotata, visto che ha la possibilità di udire gli echi di quelle vite spezzate in modo violento. Inizia a combattere Il Problema già dall’età infantile, entrando a far parte di un’importante agenzia. In seguito ad un incidente, viene allontanata e decide così di recarsi a Londra in cerca di un lavoro analogo. Qui incontra Anthony Lockwood, titolare di un’agenzia emergente, giovane quanto lei, con un carattere deciso e determinato. Inizia così a lavorare per lui e durante un incarico, si trova a dover fronteggiare il potente spirito di una ragazzina morta in circostanze misteriose. Sarà proprio il mistero che aleggia su quella scomparsa avvenuta quasi cinquanta anni prima, a muovere l’intera vicenda.

 

Ho approcciato questo libro conscia di trovarmi di fronte ad una produzione per ragazzi. Effettivamente l’inizio è tipico di un testo del genere. Ampie descrizioni, ben fatte e dettagliate, ironia azzeccata e sì, forse un po’ di stereotipo nella descrizione della prima adulta incontrata. Le cose, però, si sono immediatamente chiarite nel giro di qualche pagina.
La presentazione della prima apparizione, la descrizione delle sensazioni e della paura è riuscita a trasmettermi inquietudine in maniera piuttosto marcata. L’atmosfera creata da Stroud è più tipica di un horror per una fascia d’età più alta. L’autore, infatti, attraverso la sua abilità nelle descrizioni particolarmente vivide, è in grado di far provare al lettore la paura vissuta dei personaggi. Il calo di temperatura, la sensazione di essere braccati da un nemico impalpabile e capace di uccidere con il solo contatto, riescono a trasmettere tensione.
E’ proprio questa la parola chiave. Gli eventi sono serrati e si susseguono ad un ritmo incalzante, tanto che una pagina tira l’altra per scoprire che cosa accadrà poi al nostro gruppo ben assortito di giovani cacciatori di fantasmi.

 

Ma l’essenza del nostro ruolo, la ragione stessa della nostra esistenza, è fondamentalmente una: individuare il luogo o l’oggetto specifico connessi a un particolare membro dei morti senza pace.

 

L’avvenimento che dà un punto di svolta alle vicende è l’incontro tra Lucy e il fantasma di una ragazza morta quarantanove anni prima. Il potere di Lucy le permette di avvertire le sue sensazioni, di vivere parte delle emozioni che Annie Ward ha sentito sulla sua pelle prima della fine. In un certo qual modo, nonostante il fantasma non l’abbia nemmeno toccata, riesce a prendere parte del suo spirito, del suo cuore. Questo innesca, quindi, una ricerca di giustizia da parte della giovane Lucy, che trasforma il romanzo in un giallo paranormale ben costruito con i necessari colpi di scena.
La cosa che dovrebbe sottolineare il fatto che ci troviamo di fronte ad un libro per ragazzi è l’età dei personaggi principali che si muovono in un mondo di adolescenti, dove gli adulti sono per lo più inutili, persi, poiché non possiedono la possibilità di prevedere e contrastare gli attacchi degli spettri. Il crescere ha tolto loro l’efficacia dei sensi, la mente ha vinto su questi ultimi. I grandi sono più simili agli spettri stessi, sono il passato e si muovono sempre inconsapevoli, pericolosamente affiancati dai fantasmi. Questo aspetto è sottolineato più volte nel libro come l’importanza maggiore del futuro rispetto al passato.

 

«Perciò smettila di preoccuparti del passato! Il passato è per i fantasmi. Tutti noi abbiamo fatto cose di cui pentirci. Ma è quel che abbiamo davanti che conta.»

 

Stroud ci propone una storia davvero originale e ben scritta, capace di inquietare e creare una buona atmosfera, regalandoci personaggi principali e antagonisti caratterizzati nel dettaglio. Un libro che consiglio a tutti coloro che vogliano compire qualche passo dopo il crepuscolo, vivendo paura vivida e credibile, screziata da un’ironia ben fatta, in grado di alleggerire alcune parti della narrazione nel modo doveroso e giusto.

 

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