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La scuola è ormai deserta dopo la fine delle lezioni, ma dal laboratorio di scienze proviene un rumore di vetri rotti. Da una provetta in frantumi fuoriesce uno strano profumo che però la giovane Kazuko Yoshiyama ritiene di conoscere, e che le fa perdere i sensi. Dal giorno successivo niente è più lo stesso, e quando diversi fatti misteriosi iniziano ad accaderle intorno, Kazuko scopre accidentalmente di essere in grado di tornare indietro nel tempo di diverse ore, permettendole così di indagare su cosa abbia generato in lei quell’incredibile potere. Ciò che sta per scoprire, però, va al di là di ogni possibile immaginazione…

 

 

È tempo d’estate. È tempo di lettura e allora vi parlo di un libro che ricorda un po’ Sliding Doors ma made in Japan. Yasutaka Tsutsui costruisce con grande capacità letteraria un universo linguistic con diversi soggetti. Il libro di oggi La ragazza che saltava nel tempo è stato scritto agli inizi della carriera dello scrittore e superficialmente viene definito libro per ragazzi. In realtà appartiene al genere fantascienza. Kazuko è una studentessa delle medie con la capacità di teletrasportarsi nel tempo. Scritto nel 1967 ancora oggi viene letto dai ragazzi in quanto è stato oggetto di trasposizioni cinematografiche e anime giapponesi ma anche di manga.

Kazuko è un personaggio gradevole, con sentimenti e come giusto che sia le emozioni sono dosate nei romanzi. Ma il libro non è solo un libro di fantascienz. C’è l’amore anche che viene descritto con un’eleganza senza precedenti. Ma anche si mettono in risalto problematiche adolescenziali che se letto assieme ad un adulto il libro potrebbe essere un ottimo strumento di riflessione per le nuove generazioni.

Il tempo quindi è il primo protagonista indiscusso che coinvolge i vari personaggi di questo grande libro. La protagonista più che saltare nel tempo sembra più scappare dal futuro e dalle responsabilità, il tutto confezionato comicamente con tanto di capriole e dolorosi colpi alla testa. Nell’essere umano lo spazio temporale è sempre stato oggetto di film e racconti in quanto affascina sempre. Ma si parla anche di club sportivi e primi amori che sbocciano e che fanno arrossire. Il libro quindi è consigliato perché immediato, perfettamente ben tradotto da Silvia Ricci. 

L’esistenzialismo adolescenziale rappresenta un punto cruciale per la protagonista Kazuko. Solo alla fine del romanzo scopriamo la sua maturità passando da ragazzina a donna capace di essere responsabile.

Ci sono differenze dal libro al  film? Sì. Ma la più importante è questa. La zia Kazuko è un personaggio chiave. Trattandosi della protagonista del romanzo da cui è tratto il film, Hosoda prima di tutto lega la sua opera a quella che lo ha ispirato ed allo stesso tempo ne sfrutta saggiamente il personaggio. Kazuko, avendo avuto già a che a fare con i viaggi del tempo ed essendosi anch’essa innamorata di un viaggiatore del tempo sa perfettamente cosa passa per la mente di Makoto, tanto da far venire il dubbio allo spettatore che non si tratti della medesima persona. Difatti la protagonista del film sembra parlare più alla sua coscienza che ad un suo parente stretto. In realtà sono ovviamente due personaggi distinti, ma sono fatte entrambe della stessa pasta. Tutte e due sono persone che vivono e si nutrono di sogni, ed è per questo che Makoto riesce a confidarsi solamente con lei.

Vi consiglio di leggerlo assolutamente questo libro. Uno dei più grandi capolavori della letteratura giapponese che dal 1967 quindi da cinquanta anni affascina generazioni di lettori.

 

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