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La poesia è una delle rappresentazioni artistiche che prediligo.

Un poeta dev’essere in grado di entrare in un’emozione e musicarla con il solo ausilio delle parole. Non è un romanzo, non è una canzone né un racconto.

La poesia è emozione.

Nel web nascono poeti a ogni ora del giorno e della notte, e questo è bello, ma per arrivare al fulcro dell’uomo, questo non basta.

Se provaste a descrivere un semplice colore solo attraverso le sensazioni che suscita, capireste che non è facile.

Nell’era dei social network, in quella del successo rapido e fugace, si nascondono dei veri poeti, ma  scovarli si impiega tempo.

A me è capitata tra le mani una silloge che mi ha fatto sentire il battito di un cuore, ho respirato il vento del dolore e ascoltato, nel silenzio, il calore del sole.

Il viaggio che Finucci propone è extracorporeo, etereo e silenziosamente loquace.

Nella poesia ci sono regole e dictat che la maggio parte dei poeti nemmeno conosce, ma l’autore le conosce bene e ci gioca allo stesso modo di un pittore impressionista con i pennelli.

Le metafore usate sono rintocchi di antiche campane, gli occhi servono per vedere ma poi si assopiscono per lasciar parlare il cuore e i meriggi, nelle assolate campagne sono ricordi indelebili di un passato mai dimenticato.

Perché ‘amore non si dimentica, non si perde e non muore; un sentimento così potente deve essere vissuto, sentito e ricordato.

 

[…] tutto cambia e si logora

ma lo scorrere

si dimentica dei sassi.

Lì, ho trovato

un orologio spezzato

e il significato

del nostro amore.

Il fiume può

solo modellare il sasso

come il tempo fa

con le nostre membra.

 

E poi c’è la natura, la vera musa, l’unica metafora che profuma di vita.

Sotto le stelle

gli occhi sono prigionieri,

tutte le ambizioni giocano

ad essere fragili,

ossa di carta bucate

dalla sabbia.

La sofferenza diventa carta sulla quale annotare le proprie emozioni e i tramonti si trasformano in deltaplani carichi di pensieri.

Nulla viaggia a bassa quota per chi vive la propria vita come fosse una scoperta continua, dolore incluso.

[…] si perde lentamente

il diritto

di essere deboli.

 

E poi c’è il tempo, vero e insiscusso protagonista di questa silloge. Lui è il maestro indiscusso, il solo e unico amico che abbiamo, ma poi scopriamo che è anche il nemico più acerrimo. Lo temiamo, come si teme la morte.

Che gli è amica.

Che è la sua sublimazione estrema.

È il mentre

che dà l’idea

dell’età che avanza.

Il mentre che s’accartoccia

in una nostalgia non avuta.

 

Mi sono smarrita in questo “tempo” di poesie. Ho lasciato che l’acqua scorresse dimenticandosi di me e dei miei sentimenti, e ho indossato i versi di questo sublime poeta lasciandomi vivere dalle sue parole.

Leggere poesie è da pochi, ma non è da intellettuali, anzi! Ti permette di ridimensionare la vita e dare senso al tempo, concretizzando lo spazio.

La poesia è vita vissuta attraverso gli occhi di un amabile giocoliere di parole. È il simbolo di una lingua che sa di essere molto più di un semplice dizionario e si presta a diventare creta nelle mani di chi la sa trasformare.

Finucci è sublime, da non perdere.

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