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Ho cominciato la lettura di questo libro senza nessuna aspettativa, convinta di trovarmi di fronte all’ennesimo romanzo, in cui si racconta di amori tormentati, tradimenti e lieti fine, ed invece mi sono ritrovata a girare pagina dopo pagina con sempre più avidità di sapere come proseguiva la storia, catturata da questa amicizia che, incontro dopo incontro nasce tra i protagonisti.

 

Davide, adolescente, che trascorre le sue giornate sui social, a condividere, chattare con gli amici ed a giocare con la play, si ritrova suo malgrado, un sabato pomeriggio nell’impossibilità di usare la sua adorata consolle, si ritrova così a suonare al campanello del vicino di cui non conosce il nome e che, a differenza di lui è poco incline all’uso della tecnologia.

 

 

“ Ciao Davide, cosa ti porta qui?”

“Entra pure! Vieni! Scusami, ma ho il caffè sul fuoco e non vorrei combinare un disastro. Entra e accomodati pure. Riempio una tazza anche per te se ti va”

 

 

Davide rimane subito colpito da questo “Vecchio” con modi di fare a lui sconosciuti, aperto al dialogo e con una cultura musicale che colpisce subito il giovane.

 

“Basfemia!” disse il vecchio guardando in modo sbalordito Davide “sono i Pink floyd. Non puoi chiedere chi sono.”

 

La musica infatti scandisce gli incontri che diventano quotidiani tra i due amici e  il Vecchio, tra una tazzina di caffè e una canzone in sottofondo, porta il giovane Davide a riflettere sul suo modo di vedere e gestire l’esistenza.

Perché c’è bisogno di capire che vale sempre la pena vivere, ma sopratutto vivere nel mondo reale.

Il testo è  arricchito da una scrittura semplice nella comprensione, ma raffinata nei termini usati e da una scelta perfetta delle canzoni citate.

Una splendida lettura che tutti dovrebbero fare

 

 

 

 

 

 

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