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A. Ciao Stefano è un piacere averti tra noi! Raccontaci un po’ di te. Come nascono i tuoi romanzi?

S. In un misto di ragionamento e ispirazione. L’idea in sé mi viene molto spesso dal nulla, magari mentre sono impegnato in tutt’altro. Poi, però, l’idea va sviluppata e questo è un processo molto più ragionato e impegnativo, che può portare via anche diverso tempo

 

 

A. Cosa rende vincente un fantasy?

S. Credo il mix tra creature fantastiche, avventure ai limiti dell’incredibile e su tutto la possibilità di far sognare il lettore. Un buon fantasy, a mio avviso, deve avere tutte queste componenti.

 

 

A. Come consideri la letteratura fantasy di oggi?

S. Buona. In Italia, dopo che per anni il fantasy è stato considerato un genere di nicchia, più per bambini che per adulti (a differenza di quanto ad esempio succedeva nei Paesi anglosassoni), ora si sta riscoprendo in tutte le sue forme migliori. E devo dire che ci sono tantissimi bravi autori nostrani che sanno cimentarsi e rivaleggiare alla pari con i colleghi stranieri.

 

 

A. Perché dovrebbero acquistare i tuoi libri cosa li rende diversi?

S. Io credo che i miei libri abbiano il pregio di uno stile scorrevole e fluido, unito a vicende capaci di tenere incollati alla pagina. O almeno è questo il mio obiettivo quando scrivo. Il fatto poi che i lettori me lo confermino, non può che farmi piacere.

 

 

A. Fate, draghi, folletti, elfi, nani, hobbit… quali personaggi prediligi per i tuoi libri?

S. Devo dire un po’ tutti quanti. Di sicuro, almeno stando alla mia prima trilogia edita per Linee Infinite, ho dato ampissimo spazio a elfi e nani. Quelle che, almeno per me, restano le creature immancabili di ogni buon fantasy.

 

 

A. Trattandosi di fantasia, dove trai l’ispirazione per i tuoi romanzi?

S. Dalla mia mente, ovvio. Ma anche da tantissima lettura. Leggo moltissimo e questo mi aiuta quando poi si tratta di scrivere.

 

 

A. Cosa serve per scrivere un buon libro?

S. Io credo anzitutto passione e impegno. Autori si diventa, non si nasce, ma ci vuole tempo, pazienza, studio e dedizione. I migliori autori che conosco continuano a migliorarsi, giorno dopo giorno, libro dopo libro.

 

 

A. L’autore oggi cosa deve dare al pubblico di nuovo?

S. Credo che dare qualcosa di nuovo sia difficile, ma al tempo stesso si possono dare cose già viste, in maniera innovativa. Una cosa che proprio non sopporto è il riproporre, da parte di alcuni autori, le stesse storie già viste, senza un minimo sforzo di originalità o di inventiva.

 

 

A. Caffè o panino? Cosa concilia di più la scrittura?

S. Nel mio caso il tè.

 

 

A. Descriviti come autore in tre aggettivi.

S. Determinato, originale, appassionato.

 

 

A. Consigli ai nuovi autori.

S. Beh, il consiglio è sempre quello di leggere, leggere tantissimo e di tutto. E ovviamente, quando poi si tratta di scrivere, cercate di essere originali.

 

 

Simpatia, stile, bravura tutto concentrato in un unico nome: Stefano Mancini. Cosa aspettate a divorare i suoi fantasy e entrare in un mondo che in fondo non è che il riflesso del nostro?

E ricordate, per scrivere e scrivere bene, bisogna….leggere!

 

 

 

L’autore.

 

Classe 1980, Stefano ha una Laurea in Giornalismo e dal 2014 è direttore editoriale della Aragorn Servizi Editoriali.

Ha all’attivo diverse pubblicazioni:

“Il labirinto degli inganni” (AndreaOppureEditore – 2005);
“La spada dell’elfo” (Runde Taarn Edizioni – 2010);
“Le paludi d’Athakah” (Linee Infinite Edizioni – 2013);
“Il figlio del drago” (Linee Infinite Edizioni – 2014);
“Il crepuscolo degli dei” (Linee Infinite Edizioni – 2015);

And… altre collaborazioni…

“Champions Tic” (Leconte Editore – 2005);
“Lettere al Parlamento” (Herald Editore – 2007);
“Le mogli della Repubblica” (Herald Editore – 2007);
“Doppia coppia” (David&Matthaus – 2016).

La sua passione per la scrittura affonda le radici nella notte dei tempi. Ha infatti cominciato a scrivere e inventare storie fin da piccolissimo.

“Ricordo che avevo forse 8-9 anni quando buttai giù alcuni primi racconti. E ne avevo forse 10 quando riscrissi una mia versione del Don Chisciotte, una storia che mi aveva davvero appassionato. I primi passi veri, però, ho cominciato a farli con il liceo, quando comincia a scrivere i miei primi “veri” libri. Ed erano tutti improntati a un’ambientazione medievale, popolata però di creature fantastiche (all’epoca quasi non sapevo il significato del termine “fantasy”, ma a quanto pare già ne scrivevo). Alternavo queste storie a racconti più brevi di vario genere: horror per lo più, essendo un appassionato di Edgar Allan Poe. Crescendo, poi, la necessità di migliorarmi e di fare sempre più sul serio si è fatta impellente. Così sono arrivate prima alcune segnalazioni in una serie di raccolte, poi la mia prima vera pubblicazione, con “Il labirinto degli inganni”. Da lì in poi, mi piace credere che non mi sono più fermato, avendo alternato la pubblicazione di miei romanzi, alla collaborazione con la stesura di altri”.

 

( Fonte perchelodicekrilli.wordpress.com/2016/02/22/conosciamo-lo-scrittore-stefano-mancini/)

 

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