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L’autore apre la storia con la lettera di Clara Schumann scritta in risposta alla Sonata con Si Minore di Liszt.

Un’apertura particolare per un thriller ma l’ho trovata così perfetta alla fine della lettura, che ho voluto documentarmi, ed il risultato è stato quello di aver trovato congruità dall’inizio alla fine del libro.

Mi spiego.

L’opera racconta, in musica, tutto lo spirito del libro ed è ispirata ad un tema molto caro al compositore: il dualismo.

La coesistenza di due principi distinti e opposti, risulterà essere il filo conduttore del racconto, questo a partire dal periodo storico in cui è ambientato.

1790 epoca detta “dei Lumi” per la nascita e la diffusione della cultura illuministica, MA , il paese Cluj è un piccolo cantone vicino Vienna abitato da un popolo mentalmente arretrato :

 

“ Cluj era costruita su culti esoterici e superstiziosi della bassa gleba che rappresentava, comunque, la vetta più grande dell’intera popolazione.”

 

Periodo storico e mentalità descritti, sono il primo di una lunga serie di “contrasti” che troveremo durante la lettera.

Ogni capitolo viene aperto da passi della Bibbia scritti dal Profeta Ezechiele.

Profeta visionario la cui vocazione profetica annunciava insieme distruzione e speranza.

Secondo “contrasto” riconducibile alla dualità.

Ottima la scelta dei passi che introducono perfettamente il narrato del capitolo.

I personaggi, tutti, a partire dal principale l’ispettore Ljudevit, sono caratterizzati da un’anima bianca e una nera in perenne lotta tra loro, tanto che spesso si confonde, volutamente, il buono dal cattivo.

Questa la struttura del libro assolutamente ben impostata, il cui DNA risulta essere “il dualismo” in varie forme.

La trama.

Fare un riassunto di un thriller è cosa assurda, toglierebbe al lettore futuro tutto il phatos ,che l’autore è riuscito ad esaltare.

Del thriller non manca nulla, c’è una storia ben impostata, un ispettore, l’assassino e diversi delitti. I delitti sono tutti ben orchestrati e seguono uno schema preciso dettato da lettere che ne anticipano la scena.  Lettere di difficile interpretazione, lasciate dal criminale quasi fosse un gioco per ponderare, testare e mettere al confronto due menti astute. La sua e quella dell’ispettore. Un gioco quindi, a chi per primo agisce o capisce e previene.

Lo consiglio vivamente agli amanti del genere e anche a lettori che, vogliono avvicinarsi a questo tipo di lettura. Se poi avete mente aperta, potrete addirittura cimentarvi a decifrare diventando voi stessi una terza mente investigativa.

La scelta del finale, nonostante i giochi siano del tutto compiuti, la trovo particolare, ma assolutamente conforme al DNA del libro.

Ottima la scrittura, sottile, dettagliata, persino “adatta” ai tempi, nei dialoghi diretti.

Devo dire di più? Leggetelo

 

 

 

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