hp5.jpg

 

 

Il Signore del Male è tornato, ha riacquistato una forma umana e sta raggruppando i suoi seguaci. Harry lo ha visto risorgere, ma nessuno gli crede, ad eccezione dei suoi amici e del preside, Albus Silente. Comprendendo che la comunità dei maghi non crederà alle parole di un ragazzino di quattordici anni, Silente chiama a raccolta i membri dell’Ordine della Fenice, un ristretto manipolo di fedelissimi che si preparano alla imminente battaglia. Bollato come pazzo, arrivista e traditore, Silente perderà il suo posto come preside. Le restrizioni ad Hogwarts diventano insopportabili. Harry verrà considerato un pazzo e un visionario ma riuscirà anche lui a mettere insieme un manipolo di fedelissimi studenti. La battaglia finale avrà una chiusura tragica che segnerà Harry per sempre.

In questo volume il fine non è più “scoprire il cattivo” ma far credere che il cattivo è definitivamente tornato. Il libro si apre con l’invasione da parte di due Dissenatori nel mondo dei babbani ma scoprire chi c’è dietro a questo gesto è molto meno importante che convincere i maghi e le streghe che Voldemort è tornato. Harry è una novella Cassandra, dice la verità ma non viene creduto. È incredibilmente frustrante andare avanti con la lettura e accorgersi dell’ottusità  di chi non vuole capire. Andremmo volentieri noi stessi a dare una scrollata ai ministri della magia per far capire loro come stanno le cose.

In questo capitolo si spiega finalmente la connessione fra Harry e il Signore del Male. Solo uno può sopravvivere all’altro. Silente lo rivelerà ad Harry che non riuscirà però a confidarlo ai suoi amici. Mai come in questo libro la figura di Harry Potter è descritta in termini così cupi. Gli aggettivi che ricorrono più frequentemente sono : arrabbiato, irato, scontroso, insofferente. Estremamente schivo e facile a perdere la calma, Harry ha un atteggiamento difficile da sopportare. Il fatto che Ron ed Hermione rimangano saldamente al suo fianco è uno dei grandi messaggi che l ‘autrice ci manda: la vera amicizia supera anche i momenti più difficili.

Altro delicato tema che viene toccato è quello del legame di sangue.  Harry ha sempre sofferto durante gli anni di affidamento ai suoi zii, la fine della scuola e il ritorno estivo a casa sono il momento peggiore. Silente gli spiegherà che come l’amore di sua madre lo ha salvato da piccolo, il legame di sangue fra lui e la zia, sorella della madre, gli assicura la protezione nel mondo “normale”. Per quanto possano dunque essere difficili i rapporti familiari, il sangue non può essere cancellato.

Harry verrà a conoscenza di molti segreti, uno fra tutti lo aiuterà a capire l’ostilità del professor  Piton nei suoi confronti. Quest’ultimo infatti è stato oggetto di crudeli scherzi durante gli anni scolastici proprio da parte del padre di Harry e dei suoi amici più vicini. Harry rimarrà sconcertato nello scoprire un lato del padre così crudele ma nonostante questo non rinuncerà a vedere in Piton un nemico giurato; le rassicurazioni di Silente sulla fedeltà del professore non  cancellano l’odio di Harry. Piton , da parte sua, vede nel figlio le colpe del padre e non ha mai perdonato chi  lo aveva torturato duranti gli anni dell’adolescenza.

Il personaggio che maggiormente mi ha colpito in questo capitolo della saga è quello di Ron. L’autrice gli dedica attenzione e lo fa crescere, diventa prefetto della scuola e trova il coraggio di entrare nella squadra di Quidditch; nonostante i continui tormenti che subisce da altri studenti avrà il suo giusto momento di gloria. Merito dell’autrice è aver creato un personaggio che , pur entrando  a volte in conflitto con Harry a causa della sua notorietà, non ne viene mai schiacciato. Ron non si plasma su Harry ma affronta le situazioni con la sua personalità e il suo carattere.

Hermione rimane la studentessa super perfetta ma non scade mai nell’antipatia poiché ogni sua “ramanzina” è a fin di bene e immancabilmente finisce per essere la salvezza degli amici per lo studio. Imparerà però anche a lei a trasgredire qualche piccola regola per un fine più importante.

Lo stile della Rowling è  cambiato. La sintassi è molto più articolata se paragonata al primo volume della saga. Si ha la percezione di avere in mano un libro per adulti. A mio modesto parere, il  meglio deve ancora venire.

 

 

Annunci